
Religioni
A novant'anni dalla morte, il ricordo di Nicolino Di Meo: «Un esempio per i giovani»
Durante la celebrazione del 2 luglio, Mons. Sabino Lattanzio ha ripercorso la breve ma intensa vita del giovane tranese
Trani - martedì 7 luglio 2026
8.49
Mons. Lattanzio: "Nicolino Di Meo esempio per i giovani e Santo della porta accanto"
Una profonda e sentita riflessione nell'omelía del 2 luglio a Santa Chiara
Il 2 luglio scorso si è tenuta una Celebrazione eucaristica nella chiesa di Santa Chiara a Trani per ricordare la figura di Nicolino Di Meo, Apostolino rogazionista, morto a soli 16 anni, in "concetto di santità", nel 1936, quindi a 90 anni dalla morte dello stesso.
A presiedere la celebrazione è stato Mons. Sabino Lattanzio, Direttore dell'Ufficio delle Cause dei Santi dell'Arcidiocesi di Trani - Barletta- Bisceglie.
Mons. Lattanzio, invitato per l'occasione dal parroco di "Santa Chiara", don Pasquale Quercia, ha ricordato la vita di Nicolino, dal battesimo proprio nella chiesa di Santa Chiara, fino alla prematura scomparsa per tubercolosi.
In questo breve ma intenso arco esistenziale, Nicolino ha messo in luce, secondo Mons. Lattanzio, le sue doti di bontà, generosità, fede, amore per il prossimo ("voglio lavorare per rendere tutti più buoni), l'avvio alla vita devozionale grazie a zia Laura, sorella della madre, l'esperienza della vocazione che ben si sposava col dettato di Sant'Annibale, Padre fondatore dei Rogazionisti ai quali Nicolino si accostò divenendo Apostolino (studente avviato al seminario) e dedicandosi con abnegazione e dedizione ad un'esistenza esemplare, che Mons. Lattanzio ha evocato come modello per i giovani d'oggi, troppo inclini alle "zavorre" mondane.
Mons. Lattanzio ha paragonato Nicolino al personaggio biblico Samuele, emblema della "chiamata" da parte di Dio e pronto a fare la Sua volontà e protagonista della Prima lettura della stessa celebrazione.
"Essere un Santo della porta accanto" prendendo in prestito un'espressione di Papa Francesco, è stata poi una dichiarazione di Mons. Lattanzio particolarmente pertinente per fornire ai fedeli un'idea precisa del profilo umano e morale di Nicolino Di Meo, sottolineando il carattere semplice, umile ma determinato nel compiere il suo percorso e la volontà divina.
Per l'occasione il Padre Superiore Generale dei Rogazionisti, Bruno Rampazzo ha fatto pervenire una lettera con la quale ha rievocato la figura di Nicolino, esaltandone le qualità morali e religiose, col particolare auspicio di annoverare, in futuro, un nuovo Santo proveniente dalla "galassia" rogazionista.
Una profonda e sentita riflessione nell'omelía del 2 luglio a Santa Chiara
Il 2 luglio scorso si è tenuta una Celebrazione eucaristica nella chiesa di Santa Chiara a Trani per ricordare la figura di Nicolino Di Meo, Apostolino rogazionista, morto a soli 16 anni, in "concetto di santità", nel 1936, quindi a 90 anni dalla morte dello stesso.
A presiedere la celebrazione è stato Mons. Sabino Lattanzio, Direttore dell'Ufficio delle Cause dei Santi dell'Arcidiocesi di Trani - Barletta- Bisceglie.
Mons. Lattanzio, invitato per l'occasione dal parroco di "Santa Chiara", don Pasquale Quercia, ha ricordato la vita di Nicolino, dal battesimo proprio nella chiesa di Santa Chiara, fino alla prematura scomparsa per tubercolosi.
In questo breve ma intenso arco esistenziale, Nicolino ha messo in luce, secondo Mons. Lattanzio, le sue doti di bontà, generosità, fede, amore per il prossimo ("voglio lavorare per rendere tutti più buoni), l'avvio alla vita devozionale grazie a zia Laura, sorella della madre, l'esperienza della vocazione che ben si sposava col dettato di Sant'Annibale, Padre fondatore dei Rogazionisti ai quali Nicolino si accostò divenendo Apostolino (studente avviato al seminario) e dedicandosi con abnegazione e dedizione ad un'esistenza esemplare, che Mons. Lattanzio ha evocato come modello per i giovani d'oggi, troppo inclini alle "zavorre" mondane.
Mons. Lattanzio ha paragonato Nicolino al personaggio biblico Samuele, emblema della "chiamata" da parte di Dio e pronto a fare la Sua volontà e protagonista della Prima lettura della stessa celebrazione.
"Essere un Santo della porta accanto" prendendo in prestito un'espressione di Papa Francesco, è stata poi una dichiarazione di Mons. Lattanzio particolarmente pertinente per fornire ai fedeli un'idea precisa del profilo umano e morale di Nicolino Di Meo, sottolineando il carattere semplice, umile ma determinato nel compiere il suo percorso e la volontà divina.
Per l'occasione il Padre Superiore Generale dei Rogazionisti, Bruno Rampazzo ha fatto pervenire una lettera con la quale ha rievocato la figura di Nicolino, esaltandone le qualità morali e religiose, col particolare auspicio di annoverare, in futuro, un nuovo Santo proveniente dalla "galassia" rogazionista.
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