Incontro sindaci Comitato Bene Comune
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Vita di città

Amiu e discarica, Bene Comune contro l'amministrazione

Il comitato: «Nessuno si assume le proprie responsabilità»

«Dopo mesi di silenzio, probabilmente sulla scia delle voci sempre più forti che si alzano per frenare il disastro ambientale, il 24 gennaio scorso, si è riunito nuovamente il comitato di controllo sulla discarica, voluto dal Sindaco più di un anno fa. Era presente, per quanto riguarda l'Amministrazione, solo l'Assessore all'ambiente Avv. Di Gregorio il quale ci ha relazionato sugli ultimi sviluppi della situazione». A dirlo sono Teresa De Vito e Enzo Scaringi del Comitato Bene Comune. «»

«Abbiamo così appreso - proseguono - che solo ora, dopo quattro mesi dall'ordinanza urgente del Sindaco per la chiusura dei tre lotti di discarica, AMIU sta facendo partire l'iter burocratico che, in tempi che non è dato sapere, porterà alla realizzazione dei progetti e alla copertura dei lotti stessi. Sono passati quasi due anni e mezzo da quando la Regione Puglia sospese il conferimento dei rifiuti nell'impianto di Puro Vecchio perché già da molti mesi le analisi chimiche effettuate nei pozzi spia indicavano dei livelli di inquinamento inaccettabili; da allora quei livelli di inquinamento non sono mai rientrati, mentre il tempo passava tra l'affidamento di costosi incarichi di progettazione non più utilizzabili, redazione di crono programmi non rispettati e tavoli tecnici di cui, nonostante le nostre richieste in quanto componenti del comitato di controllo, poco si è riusciti a sapere».

«A questo proposito - dichiarano - vogliamo esprimere il nostro sgomento di fronte al fatto che non si riesca ad ottenere il verbale di un'importante conferenza di servizi tenutasi presso la Regione e datata 28 ottobre, in cui pare si sia deciso di utilizzare i fondi del post-esercizio per gli interventi previsti nell'ordinanza sindacale. La questione appare avvolta nel mistero: non si riesce a capire se non vogliano renderlo pubblico o se addirittura non sia mai stato redatto. Vorremmo chiedere se questo sia regolare, ma la risposta ci sembra pleonastica. Un groviglio burocratico fatto da Comune, Provincia, Regione ed altri enti nel quale, come sempre, nessuno si prende la responsabilità di niente, come se tutto questo fosse normale mentre i cittadini pagano un conto salatissimo e non solo da un punto di vista economico. Dietro la lentezza burocratica, però, c'è sempre una politica che non sa o non vuole assumersi le proprie responsabilità e mettere il bene dei cittadini in cima alle priorità».

«La magistratura ha già accertato che a Trani è in corso un disastro ambientale a causa della fuoriuscita di percolato nella falda acquifera e questo, come evidenziano seri studi scientifici, ha conseguenze sulla salute umana, ma questi anni di inerzia hanno anche serie conseguenze sulle casse comunali; ricordiamo che questa fuoriuscita di sostanze velenose comporta una spesa che varia dai 100 ai 200 mila euro al mese per l'emungimento e il trattamento dell'acqua inquinata affidato ad una ditta esterna e noi, per l'ennesima volta abbiamo ribadito l'utilità di realizzare un impianto di trattamento in loco del percolato che dopo un investimento iniziale, comporterebbe un bel risparmio per il Comune perché tale operazione dovrà comunque andare avanti per decine di anni; l'Amministrazione, invece, ritiene che è più conveniente l'affidamento anche per periodi lunghissimi, ad una ditta esterna;così come in qualsiasi ufficio è più conveniente andare all'esterno a fare le fotocopie piuttosto che comprare una macchina fotocopiatrice (sic).

Noi ci auguriamo che stavolta si parta davvero e se l'Assessore non è in grado di indicare tempi certi, sarà nostra premura chiedere che la cittadinanza venga costantemente informata sui processi in corso direttamente dal Sindaco e dall'Amministratore Unico dell'AMIU perché sono loro che si assumeranno la responsabilità politica e tecnica di ciò che si farà finchè non si arriverà alla bonifica vera e propria di cui ancora non si parla. Per noi infatti far parte di un organismo chiamato "comitato di controllo" non vuol dire essere semplicemente informati, nemmeno in modo approfondito, di quanto già deciso, come finora è successo; significa essere parte attiva, nel rispetto dei ruoli di ciascuno, di questo processo chiedendo di disporre di tutti i documenti disponibili, di poter vedere le nostre proposte, sempre documentate, prese in considerazione e poterci anche relazionare con gli altri soggetti coinvolti in queste decisioni».

«Nulla di nuovo - concludono - nemmeno per quanto riguarda la raccolta differenziata, ferma al palo da più di un anno, nonostante gli impegni e le scadenze assunte dallo stesso Sindaco; anch'essa sembra impantanata in lungaggini burocratiche francamente ingiustificabili che intanto ci costeranno il pagamento dell'ecotassa con l'aliquota massima, mentre la città continua ad essere soffocata dai rifiuti e l'adesione alla Strategia Rifiuti Zero un'altra occasione da attuare a data da destinarsi».
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