
Ambiente
Tutela del riccio di mare, la Flai Cgil: «Un investimento sul futuro della Puglia»
Antonio Ligorio: «Ora servono monitoraggio, lotta alla pesca illegale e sostegni concreti ai pescatori professionisti».
Trani - martedì 30 giugno 2026
8.46 Comunicato Stampa
Tutela del riccio di mare, la Flai Cgil Puglia: "Scelta giusta, ambiente e lavoro devono crescere insieme". Il sindacato accoglie favorevolmente le modifiche alla normativa regionale. Antonio Ligorio: "Serve un equilibrio tra protezione dell'ambiente e sostegno al comparto ittico"
La Flai Cgil Puglia accoglie con favore il percorso avviato dalla Regione Puglia con l'approvazione del disegno di legge che modifica la normativa regionale sulla tutela del riccio di mare, prorogando il fermo biologico fino al 2029 e introducendo nuove misure orientate alla gestione sostenibile della risorsa, al monitoraggio scientifico e al coinvolgimento dei pescatori professionisti.
«Si tratta di una scelta che va nella giusta direzione – dichiara il segretario generale della Flai Cgil Puglia, Antonio Ligorio – perché riconosce un principio fondamentale: la tutela dell'ambiente marino e la salvaguardia del lavoro non sono obiettivi contrapposti, ma devono procedere insieme. Proteggere una specie fondamentale per l'equilibrio dell'ecosistema significa garantire anche un futuro alle lavoratrici e ai lavoratori della pesca».
Per il sindacato, la salvaguardia del riccio di mare rappresenta una scelta di responsabilità nei confronti dell'intero patrimonio ambientale della regione, ma deve continuare a essere accompagnata da adeguate politiche di sostegno economico e sociale per gli operatori del comparto, affinché il costo della transizione ecologica non ricada esclusivamente sui pescatori professionisti. «In questi anni – prosegue Ligorio – abbiamo sempre sostenuto che la sostenibilità ambientale deve andare di pari passo con la sostenibilità sociale. Per questo giudichiamo positivamente il rafforzamento del monitoraggio scientifico, il contrasto alla pesca illegale e il coinvolgimento diretto dei pescatori nelle attività di osservazione e tutela della risorsa. Chi vive il mare ogni giorno deve essere protagonista delle politiche di conservazione e non semplice destinatario di divieti».
La Flai Cgil Puglia evidenzia inoltre come la programmazione di lungo periodo consenta di offrire maggiore certezza agli operatori del settore e di costruire un modello di pesca sempre più sostenibile, capace di coniugare tutela della biodiversità, legalità, qualità del lavoro e valorizzazione delle produzioni ittiche pugliesi.
«Ora – conclude Ligorio – sarà fondamentale proseguire il confronto con le organizzazioni sindacali e con tutti gli attori della filiera, monitorare gli effetti delle nuove misure e garantire strumenti concreti di sostegno alle imprese e ai lavoratori. La difesa del mare è una responsabilità collettiva, ma rappresenta anche un investimento sul futuro economico e occupazionale delle nostre comunità costiere. Una pesca sostenibile significa più ambiente, più legalità e più lavoro di qualità per la Puglia».
La Flai Cgil Puglia accoglie con favore il percorso avviato dalla Regione Puglia con l'approvazione del disegno di legge che modifica la normativa regionale sulla tutela del riccio di mare, prorogando il fermo biologico fino al 2029 e introducendo nuove misure orientate alla gestione sostenibile della risorsa, al monitoraggio scientifico e al coinvolgimento dei pescatori professionisti.
«Si tratta di una scelta che va nella giusta direzione – dichiara il segretario generale della Flai Cgil Puglia, Antonio Ligorio – perché riconosce un principio fondamentale: la tutela dell'ambiente marino e la salvaguardia del lavoro non sono obiettivi contrapposti, ma devono procedere insieme. Proteggere una specie fondamentale per l'equilibrio dell'ecosistema significa garantire anche un futuro alle lavoratrici e ai lavoratori della pesca».
Per il sindacato, la salvaguardia del riccio di mare rappresenta una scelta di responsabilità nei confronti dell'intero patrimonio ambientale della regione, ma deve continuare a essere accompagnata da adeguate politiche di sostegno economico e sociale per gli operatori del comparto, affinché il costo della transizione ecologica non ricada esclusivamente sui pescatori professionisti. «In questi anni – prosegue Ligorio – abbiamo sempre sostenuto che la sostenibilità ambientale deve andare di pari passo con la sostenibilità sociale. Per questo giudichiamo positivamente il rafforzamento del monitoraggio scientifico, il contrasto alla pesca illegale e il coinvolgimento diretto dei pescatori nelle attività di osservazione e tutela della risorsa. Chi vive il mare ogni giorno deve essere protagonista delle politiche di conservazione e non semplice destinatario di divieti».
La Flai Cgil Puglia evidenzia inoltre come la programmazione di lungo periodo consenta di offrire maggiore certezza agli operatori del settore e di costruire un modello di pesca sempre più sostenibile, capace di coniugare tutela della biodiversità, legalità, qualità del lavoro e valorizzazione delle produzioni ittiche pugliesi.
«Ora – conclude Ligorio – sarà fondamentale proseguire il confronto con le organizzazioni sindacali e con tutti gli attori della filiera, monitorare gli effetti delle nuove misure e garantire strumenti concreti di sostegno alle imprese e ai lavoratori. La difesa del mare è una responsabilità collettiva, ma rappresenta anche un investimento sul futuro economico e occupazionale delle nostre comunità costiere. Una pesca sostenibile significa più ambiente, più legalità e più lavoro di qualità per la Puglia».
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