Contratto di quartiere
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Vita di città

Contratto di quartiere, il Comune non riesce ancora a incassare gli oneri aggiuntivi

Ed è costretto a pagare 18mila euro all'avvocato per assisterlo contro le imprese

Recuperare gli oneri aggiuntivi nell'ambito del contratto di quartiere Sant'Angelo sta diventando un'impresa titanica per il Comune di Trani. Anzi, l'ente ora è stato costretto a conferire nuovamente l'incarico - preventivando una spesa complessiva di 18mila euro - a un avvocato barese per rappresentarlo davanti al Tar, perché due società costruttrici si sono opposte anche al decreto ingiuntivo che le obbligava a pagare al Comune 1.161.241,92 euro. E' la cifra che lo stesso Tribunale amministrativo regionale aveva stabilito dovesse sborsare l'Ati costituita dalle imprese "Manna Cosimo Damiano" e "Co.Mer. Coop" (Consorzio Meridionale per la cooperazione). Era luglio 2016. Il successivo ottobre Manna e Co.Mer.Cop. hanno presentato, ciascuna, opposizione al Tar. E così il Comune è stato costretto a costituirsi, affidando l'incarico per 9mila euro (per ciascun procedimento) allo stesso legale che aveva ottenuto l'ingiunzione.

Oggetto del contendere, l'esecuzione dell'appalto relativo ai lavori di realizzazione di edilizia residenziale pubblica e dei locali commerciali, con le connesse opere di urbanizzazione, ed al cofinanziamento delle espropriazioni ed opere pubbliche per la definizione del Contratto di quartiere San'Angelo.

Il Comune di Trani aveva proposto il ricorso al Tar sostenendo di essere creditore, nei confronti dell'Ati, delle somme pari agli oneri aggiuntivi per la realizzazione delle opere di urbanizzazione concernenti i lotti F1-F2-F3-F4-F5. In tutta risposta, la società Manna aveva contestato al Comune la mancata realizzazione delle opere di urbanizzazione relative ai singoli lotti, che sarebbero state eseguite, invece, a spese dell'Ati, tanto da ritenere che il credito vantato dall'amministrazione - ha sostenuto la stessa impresa - "difetti del requisito della certezza".

Il Tar, tuttavia, aveva stabilito che il credito vantato dal Comune, e riferito al pagamento degli oneri aggiuntivi per la realizzazione delle opere di urbanizzazione concernenti cinque lotti, fosse dovuto in base alla convenzione allora valida, efficace e regolatrice dei rapporti tra il Comune stesso e l'Ati. Non sarebbero risultati accertati, invece, i crediti di cui l'Ati aveva chiesto la compensazione. Il Tar ha così respinse le opposizioni di Manna e Co.Mer.Coop, confermando il decreto ingiuntivo già emesso dallo stesso Tribunale nel luglio precedente per 1.161.241,92 euro, oltre gli oneri accessori. Le due aziende, però, sembrano non volersi arrendere all'idea di dover pagare.
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