Studente a scuola
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Scuola e Lavoro

Dimensionamento scolastico, in campo la Cgil di Trani

Convocata un'assemblea: «Bloccate l'attuazione». Molto critico, sull'argomento, il sindacato

La Cgil di Trani scende in campo contro il dimensionamento scolastico ed organizza un'assemblea venerdì 9 dicembre alle 18.30 all'interno del museo Diocesano.

Molto critico, sull'argomento, il sindacato: «In questi anni di regno berlusconiano la scuola ha subito l'attacco più duro nella storia repubblicana. Una serie di colpi micidiali tesi a smantellarne la struttura e l'azione formativa: riduzione dell'orario scolastico, taglio del personale, dai bidelli ai docenti, e delle risorse, aumento fuori-legge degli alunni nelle classi, abolizione degli scatti stipendiali, riorganizzazione didattica. A Trani tutte le scuole hanno perso docenti, bidelli ed amministrativi. In molte scuole gli alunni diversamente abili hanno avuto un insegnante di sostegno solo a novembre, la maggior parte ha visto ridursi il rapporto orario, ma ciò che fa orrore è avere a Trani scuole, in particolare superiori, con alunni senza insegnante di sostegno. Nonostante tutto si è cercato di andare avanti, senza riuscire a comunicare il disagio che la scuola, anche quella tranese, sta vivendo a causa del taglio di 90.000 docenti e 40.000 Ata. Gli effetti: diminuzione della qualità e aumento dei carichi di lavoro anche del 30%. Ora, dopo i tagli, tocca ai risparmi. Non conoscendo la differenza tra le due cose, badiamo al sodo: mai più circoli didattici, mai più scuole medie, mai più scuole dove un dirigente possa conoscere davvero i propri alunni. L'eredità della Gelmini è anche questo: Istituti comprensivi obbligatori, senza alcun criterio che non sia quello di ridimensionare. E mai più scuole secondarie di secondo grado, le vecchie scuole superiori, con meno di 600 alunni. Altrimenti si tagliano i dirigenti, le scuole potranno andare col pilota automatico».

Saranno investiti da questo provvedimento tutti i circoli, le scuole medie e più di 3000 scuole superiori su tutto il territorio nazionale, oltre 200 in Puglia. A Trani saranno interessati 4 circoli didattici, 3 scuole medie e tutte le scuole secondarie. «Secondo la Costituzione italiana – si legge nella nota della Cgil - non spetta al ministro prendere decisioni sul dimensionamento delle scuole: sono le Regioni ad avere questa esclusiva competenza. Sul provvedimento pende un ricorso delle regioni, Puglia compresa, presso la Corte costituzionale. È lo stesso Ministero, con una nota del 7 ottobre, ad ammettere la delicatezza dell'intervento in quanto va a sbattere contro la norma costituzionale. In meno di un mese i Comuni italiani, e Trani non fa eccezione, sono stati costretti a studiare una nuova geografia scolastica, in barba alla propria storia, alla propria identità, all'efficacia dell'intervento formativo. Da ciò la contrarietà dei sindacati, Flc Cgil in primis, con la richiesta di bloccare l'attuazione del ridimensionamento e di triennalizzare il processo di ridefinizione della rete scolastica. Il Comune di Trani, pur condividendo le riflessioni e la posizione della Flc Cgil, ha realizzato un piano di ridimensionamento. A Trani saranno realizzati 5 istituti comprensivi ed una ridefinizione delle scuole superiori. Nella zona nord di Trani ci saranno due mega-istituti da quasi 1500 alunni ciascuno. Nella zona sud tre nuovi istituti che spezzetteranno e sposteranno le scolaresche su plessi diversi da quelli attuali. Molte famiglie vedranno cambiare i propri interlocutori abituali: lo sconvolgimento della mappa degli istituti comporterà una ridefinizione dell'utilizzo dei plessi ed una probabile riassegnazione del personale, per non parlare degli archivi e delle suppellettili».

La Flc Cgil non si dice contraria alla creazione degli istituti comprensivi «ma non può essere – spiegano - una logica ragionieristica a determinare le scelte di politica scolastica ne sono accettabili scuole da 1500 alunni. Sono mancati i tavoli di concertazione, è mancato il coinvolgimento delle famiglie e degli stessi alunni. È mancata una presa di coscienza della cittadinanza dei problemi che la scuola tranese vive e un'elaborazione condivisa delle strategie per risolverli. C'è stata qualche riunione, tante leggende metropolitane, niente di più. Augurandoci che la consulta cancelli questa norma e ciò che sta determinando, resta la sensazione che non sia più possibile accettare anche questo passaggio come se nulla fosse accaduto. È arrivato il momento che anche a Trani ci si mobiliti in difesa della scuola e di ciò che rappresenta. Ridimensionare la scuola significa ridimensionare la coscienza di tutti e di ognuno. Possiamo dire adesso basta?».
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