Ex vigilanti Amiu
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Politica

Ex vigilanti Amiu: il Consiglio chiede la verifica delle clausole del bando di gara

La consigliera Merra: «Abbiate il coraggio di dire a questi lavoratori che non saranno più assunti»

Il Consiglio comunale è entrato subito nel vivo, saltando la fase degli interventi preliminari, con la discussione della situazione degli ex vigilanti Amiu. Ricordiamo che questo provvedimento insieme l'emergenza ambientale è stato portato in Consiglio per volontà di 13 consiglieri comunali e non della Giunta.

Il documento: Già da marzo 2017 gli stessi, per la difesa del loro posto di lavoro, erano stati costretti a manifestare salendo sui tetti della sede Amiu. A seguito del cambio di appalto per il servizio di vigilanza dei siti Amiu i dipendenti, passarono salvando l'articolo 18 del CCNL, da SicurItalia Spa a Sicurncenter che assunse le sette guardie, precedentemente alle dipendenze della società che aveva gestito il servizio fino a maggio 2017. Dal 1 novembre 2017, conseguentemente all'affidamento del servizio ad altra azienda da parte di Amiu spa, i 7 lavoratori sono stati allontanati dall'attività di vigilanza fino ad allora espletata. Gli stessi sono stati costretti ad espletare un'azione sindacale incisiva per la drammatica situazione createsi, con presidio presso l'ingresso del Municipio di Trani a cui ha fatto seguito lo sciopero della fame dei lavoratori, ridotti alla disperazione. Le unità svolgevano un servizio importantissimo per la sicurezza delle due sedi Amiu (sito discarica e uffici in via Barletta) e maggiormente, con la vigilanza armata presso la discarica, il controllo di eventuali furti (sventati numerose volte e denunciati), immissioni di materiali vari ed incendi che si sono verificati negli anni.

La consigliera Merra, prima proponente, dopo aver relazionato ha dichiarato: «Diciamo oggi la verità a questi sette lavoratori, diciamoli che non saranno più assunti e che si dovranno trovare un altro lavoro».

L'assessore Michele Di Gregorio ha replicato: «Io non ho soluzioni pre-confezionate da proporre al Consiglio. Mi aspetto che le soluzioni vengano dai consiglieri stessi. L'amministrazione a causa dei bassi costi delle casse comunali ha dovuto fare un atto d'indirizzo per chiedere ad Amiu di abbattere i costi. Questo sarebbe avvenuto con una modifica dei servizi: ronda più video-sorveglianza. Dagli inizi di novembre è subentrato il nuovo soggetto che ha vinto la gara d'appalto per garantire il servizio di sorveglianza».

Oggetto della diatriba il non-rispetto dalla ditta aggiudicante di una clausola sociale per salvaguardare i livelli occupazionali. Da qui il trasferimento dei lavoratori tra Roma e Brindisi per 800 euro mensili.

«I lavoratori - ha proseguito l'assessore - sono tuttora dipendenti di SicurItalia perché l'azienda non li ha mai licenziati. L'Amministrazione non ha mai preso in giro nessuno. Ho seguito questa vicenda pur non avendo alcuna delega a riguardo. L'Amministrazione ha seguito la situazione fin dove la legge ci ha consentito. Tutti gli atti compiuti da quest'Amministrazione rientrano nella piena legalità: se ci dovessero profili d'illegittimità ognuno di noi ha gli strumenti per perseguitare eventuali responsabili».

La parola è poi passata a Francesco Laurora (Verdi): «La proposta non propone nulla: noi siamo stati chiamati per una discussione. Noi siamo qui per approvare una presa d'atto sostanzialmente. Il problema è uno: come ha fatto la nuova azienda ad assumere questi lavoratori se l'altra società non li ha mai licenziati. Attualmente questi lavoratori non sono in stato di disoccupazione: che cosa dobbiamo deliberare?».

La consigliera Merra: Ma voi avete fatto qualcosa per queste sette famiglie? Oggi l'inserimento di tali clausole sociali è obbligatorio. Oggi questi dipendenti devono essere assunti. La parola è poi passata all'altra proponente, la consigliera Barresi: «E' stato sbagliato l'atto d'indirizzo».

«Si può oggi arrivare insieme ad una soluzione per questi lavoratori?» – ha aggiunto il consigliere Procacci. «Su un argomento così importante notiamo l'assenza dell'amministratore unico di Amiu che comunque ha mandato una sua giustifica e del sindaco, socio unico Amiu» – ha detto il consigliere De Toma. «Cercate d'impiegare queste unità nei vari servizi dell'Amministrazione con sindacati e legali alla mano: stiamo parlando di persone che lavorano per il Comune da 15 anni». «Qui non si tratta di buona volontà o meno – ha replicato il consigliere Corrado - ma di confrontarsi sulle norme vigenti in termini di bandi di gara. La volontà politica c'entra ben poco».

Il consigliere Amoruso ha detto: «Quest'Amministrazione ha dato un indirizzo nel momento del bando, la clausola poi non è stata rispettata. Anche qualora dovremmo decidere di revocare quella gara, saremo responsabili di eventuali ricorsi ed eventualmente di costi per la città. La discarica è chiusa, la vigilanza armata oggi non serve più. Il servizio che oggi viene richiesto è diverso».

L'assessore Di Gregorio ha controreplicato: «Dobbiamo fare i conti con le responsabilità degli amministratori. E' giusto condividere un problema che riguarda tutta la città. L'Amministrazione continuerà a fare l'attività di salvaguardia dei lavoratori».

Sul provvedimento ci sono stati due emendamenti. Il primo a firma delle grilline è un atto d'indirizzo nei confronti dell'Amministrazione ad assicurare un servizio h24 al sito della discarica in vista delle delicate operazioni di bonifica. Posto in votazione, è stato bocciato. Il secondo propone di verificare se la società aggiudicataria ha rispettato tutte le clausole previste nel bando di gara: posto in votazione la richiesta è stata accolta da 24 consiglieri e nessun contrario. Il consigliere Briguglio ha detto: «Voterò favorevolmente ma secondo me non è la strada giusta questa».

Il provvedimento così emendato è stato posto in votazione ed accolto dalla maggioranza con 22 voti favorevoli.
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