
Cronaca
Ha truffato 120 persone con effetti cambiari falsi
Imprenditore tranese denunciato dalla Guardia di Finanza. Sequestrati titoli di credito falsi per un valore complessivo di 338mila euro
Trani - venerdì 21 settembre 2012
11.35
La Guardia di Finanza di Trani ha denunciato alla Procura della Repubblica un imprenditore di Trani, (C.B. di 61 anni) ed ha sequestrato effetti cambiari per 338mila euro complessivi, risultati falsificati dall'indagato recando le firme di traenza di oltre 120 ignari acquirenti.
L'attività trae origine da una denuncia presentata da una giovane cittadina residente nel comune di Molfetta alla quale era stato negato un finanziamento per l'acquisto di un bene mobile a causa dell'esistenza di protesti cambiari elevati inspiegabilmente a suo carico, senza che la stessa avesse mai sottoscritto alcuno degli strumenti di debito a lei imputati. Gli accertamenti successivi allargati ad ampio raggio dalla Guardia di Finanza hanno, infatti, portato alla luce un vero e proprio sistema di frode escogitato dall'imprenditore tranese, operante nel settore della vendita di arredamenti e biancheria per la casa, il quale avrebbe utilizzato le generalità e i codici fiscali dei suoi clienti emettendo, a loro insaputa, nel biennio 2009-2010, cambiali tratta con ordini di pagamento di modesto importo (generalmente 400, 600 ed 800 euro) a scadenza mensile e recanti residenze mendaci o domicili dei traenti ignari e presentando gli stessi effetti, falsamente vergati, alle filiali locali di vari istituti di credito per una operazione di "sconto cambiali".
In questo modo, l'indagato ha riscosso anticipatamente il valore netto dei falsi effetti cambiari che, alla loro scadenza, rimanevano insoluti dagli obbligati principali i quali, totalmente all'oscuro della esistenza degli stessi, venivano protestati e iscritti nella banca dati dei "cattivi pagatori", con le conseguenze derivanti (inibizione all'accesso al credito al consumo, a finanziamenti, mutui, etc).
Le indagini hanno svelato l'intero meccanismo fraudolento, facendo emergere oltre 120 casi di falsificazione delle generalità nelle cambiali apocrife, fenomeno che ha interessato e danneggiato cittadini residenti nelle province di Bari, Barletta-Andria-Trani e di altre regioni d'Italia, tutti accomunati dall'essere stati, in passato, acquirenti del commerciante tranese.
Il pm titolare delle indagini Antonio Savasta ha contestato al commerciante le ipotesi di reato di truffa, di falsità in documenti equiparati agli atti pubblici e sostituzione di persona.
L'attività trae origine da una denuncia presentata da una giovane cittadina residente nel comune di Molfetta alla quale era stato negato un finanziamento per l'acquisto di un bene mobile a causa dell'esistenza di protesti cambiari elevati inspiegabilmente a suo carico, senza che la stessa avesse mai sottoscritto alcuno degli strumenti di debito a lei imputati. Gli accertamenti successivi allargati ad ampio raggio dalla Guardia di Finanza hanno, infatti, portato alla luce un vero e proprio sistema di frode escogitato dall'imprenditore tranese, operante nel settore della vendita di arredamenti e biancheria per la casa, il quale avrebbe utilizzato le generalità e i codici fiscali dei suoi clienti emettendo, a loro insaputa, nel biennio 2009-2010, cambiali tratta con ordini di pagamento di modesto importo (generalmente 400, 600 ed 800 euro) a scadenza mensile e recanti residenze mendaci o domicili dei traenti ignari e presentando gli stessi effetti, falsamente vergati, alle filiali locali di vari istituti di credito per una operazione di "sconto cambiali".
In questo modo, l'indagato ha riscosso anticipatamente il valore netto dei falsi effetti cambiari che, alla loro scadenza, rimanevano insoluti dagli obbligati principali i quali, totalmente all'oscuro della esistenza degli stessi, venivano protestati e iscritti nella banca dati dei "cattivi pagatori", con le conseguenze derivanti (inibizione all'accesso al credito al consumo, a finanziamenti, mutui, etc).
Le indagini hanno svelato l'intero meccanismo fraudolento, facendo emergere oltre 120 casi di falsificazione delle generalità nelle cambiali apocrife, fenomeno che ha interessato e danneggiato cittadini residenti nelle province di Bari, Barletta-Andria-Trani e di altre regioni d'Italia, tutti accomunati dall'essere stati, in passato, acquirenti del commerciante tranese.
Il pm titolare delle indagini Antonio Savasta ha contestato al commerciante le ipotesi di reato di truffa, di falsità in documenti equiparati agli atti pubblici e sostituzione di persona.
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