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Attualità
Il futuro corre sulla pista, la "Corsa di Miguel” a Trani: festa dello sport e dell'inclusione
I sorrisi dei 500 piccoli atleti, le voci dei protagonisti raccontano un progetto che unisce scuola, territorio e valori
Trani - sabato 21 febbraio 2026
10.49
Non è stata solo una gara, ma una vera e propria "semina" collettiva quella che ha trasformato lo Stadio Nicola Lapi in un cuore pulsante di energia e partecipazione. La tappa tranese de "La Corsa di Miguel" ha portato in pista oltre 500 bambini delle scuole primarie, trasformando una mattinata di sport in un manifesto di cittadinanza attiva.
Il racconto di una giornata speciale
L'entusiasmo è palpabile fin dai primi scambi. Antonio Rutigliano, Delegato Provinciale CONI, osserva con soddisfazione la marea di piccoli atleti: «Oggi si respira aria di festa», spiega, sottolineando come la manifestazione sia cresciuta fino a coinvolgere ben 34 istituti della provincia BAT. Per Rutigliano, il successo delle Olimpiadi che ammiriamo in TV nasce proprio da qui, da questo "lavoro di base" fatto di sudore e sorrisi sui campi di periferia. L'obiettivo è chiaro: abbattere le barriere e rendere la pista accessibile a chiunque, anche a chi non ha mai indossato un paio di scarpette da corsa. Un concetto ribadito con forza da Valerio Piccioni, l'ideatore della Corsa, che vede in questa iniziativa un antidoto alla sedentarietà digitale. «Ai ragazzi dobbiamo mostrare che oltre al computer esistono il prato e il tifo dei compagni», afferma Piccioni. Per lui, lo sport deve essere prima di tutto scoperta e libertà, uno spazio dove il confine tra "forti" e "meno forti" svanisce in nome dell'inclusione: «Oggi, un bambino che pensava di non essere portato per l'atletica potrebbe aver scoperto un talento inaspettato».
Istituzioni e scuola: un binomio per la crescita
Il successo dell'evento è frutto di una sinergia profonda. Paola Valente, Assessore allo Sport della Città di Trani, punta l'accento sulla necessità di investire nelle strutture: «Potenziare l'impiantistica, come stiamo facendo con la riqualificazione del Palazzetto e l'attenzione allo Stadio, significa garantire un futuro ai giovani». Lo ribadisce Anselmo Mannatrizio, Delegato CONI per Trani, che celebra il ritorno del sole dopo il maltempo: «Siamo qui per i bambini; vedere centinaia di piccoli divertirsi è la conferma che il nostro impegno quotidiano va nella direzione giusta». Ma è tra i banchi (e sulle piste) che la lezione di Miguel trova il suo compimento. Angela Mercorio, docente del IV Circolo "Beltrani", non nasconde l'orgoglio nel vedere i suoi alunni competere con disciplina e rigore: «Lo sport è un'alternativa concreta alla strada e all'isolamento. Manifestazioni come questa fanno bene non solo ai ragazzi, ma a tutta la comunità».
Un mosaico di solidarietà
Dietro la perfetta riuscita della tappa c'è una rete fitta di collaborazioni: dal supporto organizzativo: "Voglio ringraziare - ha detto il dott. Antonio Rutigliano - gli amici dell'Associazione Paidea, di Andria che sta collaborando con noi anche per la gestione organizzativa dei singoli avvenimenti, lo sta facendo con uno sforzo notevole perché riuscire ad avere tutto questo modo di far divertire i ragazzi senza problemi non è facile e quindi c'è bisogno sempre di loro. Non posso non menzionare la scuola capofila del progetto che è Il Liceo Classico di Andrea Carlo Troia con la sua dirigente Dora Guarino, un punto di riferimento per noi. C'è poi la Regione Puglia che ha sostenuto l'iniziativa. Io dico che attraverso la collaborazione di tutti, in special modo le amministrazioni comunali di ogni città che ci hanno ospitato perché è fondamentale per noi anche poter usufruire di un'impiantistica adeguata a poter far divertire i ragazzi in sicurezza".
Oltre il traguardo: un battito unico per il domani
Ma il vero spettacolo della "Corsa di Miguel" non si è consumato nei cronometri o nelle distanze percorse. Lo si è letto negli sguardi lucidi di chi, per la prima volta, ha sentito il vento sul viso e il boato dei compagni di banco a bordo pista. È in quel momento magico che lo sport smette di essere competizione e diventa appartenenza. Vedere centinaia di bambini riappropriarsi degli spazi, correre con la gioia pura di chi non teme il giudizio, è la risposta più potente all'isolamento dei nostri tempi. È il miracolo di una sinergia che ha visto istituzioni, scuole e associazioni non solo collaborare, ma remare all'unisono verso un unico obiettivo: mettere i ragazzi al centro.
Dalla passione dei delegati CONI alla dedizione degli insegnanti, dal supporto delle amministrazioni all'entusiasmo travolgente dei piccoli atleti, Trani ha dimostrato che quando un territorio si unisce, diventa una squadra imbattibile. Quei 500 sorrisi allo Stadio Lapi sono il seme di una società più giusta, dove nessuno resta indietro e dove ogni bambino, indipendentemente dal talento, ha il diritto di sentirsi un campione. La "Corsa di Miguel" si chiude così, lasciando nell'aria un'eco di speranza e una consapevolezza profonda: se oggi abbiamo insegnato loro a correre insieme, domani saranno pronti a costruire, insieme, un mondo migliore. Perché lo sport, in fondo, non è che il battito del cuore di una comunità che guarda al futuro.
Il racconto di una giornata speciale
L'entusiasmo è palpabile fin dai primi scambi. Antonio Rutigliano, Delegato Provinciale CONI, osserva con soddisfazione la marea di piccoli atleti: «Oggi si respira aria di festa», spiega, sottolineando come la manifestazione sia cresciuta fino a coinvolgere ben 34 istituti della provincia BAT. Per Rutigliano, il successo delle Olimpiadi che ammiriamo in TV nasce proprio da qui, da questo "lavoro di base" fatto di sudore e sorrisi sui campi di periferia. L'obiettivo è chiaro: abbattere le barriere e rendere la pista accessibile a chiunque, anche a chi non ha mai indossato un paio di scarpette da corsa. Un concetto ribadito con forza da Valerio Piccioni, l'ideatore della Corsa, che vede in questa iniziativa un antidoto alla sedentarietà digitale. «Ai ragazzi dobbiamo mostrare che oltre al computer esistono il prato e il tifo dei compagni», afferma Piccioni. Per lui, lo sport deve essere prima di tutto scoperta e libertà, uno spazio dove il confine tra "forti" e "meno forti" svanisce in nome dell'inclusione: «Oggi, un bambino che pensava di non essere portato per l'atletica potrebbe aver scoperto un talento inaspettato».
Istituzioni e scuola: un binomio per la crescita
Il successo dell'evento è frutto di una sinergia profonda. Paola Valente, Assessore allo Sport della Città di Trani, punta l'accento sulla necessità di investire nelle strutture: «Potenziare l'impiantistica, come stiamo facendo con la riqualificazione del Palazzetto e l'attenzione allo Stadio, significa garantire un futuro ai giovani». Lo ribadisce Anselmo Mannatrizio, Delegato CONI per Trani, che celebra il ritorno del sole dopo il maltempo: «Siamo qui per i bambini; vedere centinaia di piccoli divertirsi è la conferma che il nostro impegno quotidiano va nella direzione giusta». Ma è tra i banchi (e sulle piste) che la lezione di Miguel trova il suo compimento. Angela Mercorio, docente del IV Circolo "Beltrani", non nasconde l'orgoglio nel vedere i suoi alunni competere con disciplina e rigore: «Lo sport è un'alternativa concreta alla strada e all'isolamento. Manifestazioni come questa fanno bene non solo ai ragazzi, ma a tutta la comunità».
Un mosaico di solidarietà
Dietro la perfetta riuscita della tappa c'è una rete fitta di collaborazioni: dal supporto organizzativo: "Voglio ringraziare - ha detto il dott. Antonio Rutigliano - gli amici dell'Associazione Paidea, di Andria che sta collaborando con noi anche per la gestione organizzativa dei singoli avvenimenti, lo sta facendo con uno sforzo notevole perché riuscire ad avere tutto questo modo di far divertire i ragazzi senza problemi non è facile e quindi c'è bisogno sempre di loro. Non posso non menzionare la scuola capofila del progetto che è Il Liceo Classico di Andrea Carlo Troia con la sua dirigente Dora Guarino, un punto di riferimento per noi. C'è poi la Regione Puglia che ha sostenuto l'iniziativa. Io dico che attraverso la collaborazione di tutti, in special modo le amministrazioni comunali di ogni città che ci hanno ospitato perché è fondamentale per noi anche poter usufruire di un'impiantistica adeguata a poter far divertire i ragazzi in sicurezza".
Oltre il traguardo: un battito unico per il domani
Ma il vero spettacolo della "Corsa di Miguel" non si è consumato nei cronometri o nelle distanze percorse. Lo si è letto negli sguardi lucidi di chi, per la prima volta, ha sentito il vento sul viso e il boato dei compagni di banco a bordo pista. È in quel momento magico che lo sport smette di essere competizione e diventa appartenenza. Vedere centinaia di bambini riappropriarsi degli spazi, correre con la gioia pura di chi non teme il giudizio, è la risposta più potente all'isolamento dei nostri tempi. È il miracolo di una sinergia che ha visto istituzioni, scuole e associazioni non solo collaborare, ma remare all'unisono verso un unico obiettivo: mettere i ragazzi al centro.
Dalla passione dei delegati CONI alla dedizione degli insegnanti, dal supporto delle amministrazioni all'entusiasmo travolgente dei piccoli atleti, Trani ha dimostrato che quando un territorio si unisce, diventa una squadra imbattibile. Quei 500 sorrisi allo Stadio Lapi sono il seme di una società più giusta, dove nessuno resta indietro e dove ogni bambino, indipendentemente dal talento, ha il diritto di sentirsi un campione. La "Corsa di Miguel" si chiude così, lasciando nell'aria un'eco di speranza e una consapevolezza profonda: se oggi abbiamo insegnato loro a correre insieme, domani saranno pronti a costruire, insieme, un mondo migliore. Perché lo sport, in fondo, non è che il battito del cuore di una comunità che guarda al futuro.

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