Amedeo Bottaro e Roberta
Amedeo Bottaro e Roberta
Politica

"Chiedo scusa a chi ha visto la morte in faccia e alla città. Non si può amministrare sperando nei miracoli"

Il "Mea Culpa" del Sindaco Bottaro: "Siamo arrivati tardi, chiedo scusa alla città"

In questo clima incandescente, tra accuse di inerzia pluriennale e documenti tecnici che riemergono dal passato, arriva la presa di posizione ufficiale del Sindaco Amedeo Bottaro. Con un lungo post sui social, pubblicato dopo alcuni giorni di silenzio "per acquisire la giusta serenità", il Primo Cittadino sceglie la strada dell'assunzione di responsabilità politica, evitando lo scontro tecnico sui dettagli della perizia del 2020 sollevati dall'agronomo Guerra, ma andando dritto al cuore emotivo della vicenda.

"Un Sindaco non può sperare nei miracoli"
Bottaro non usa mezzi termini nel definire l'esito dell'incidente: "Non è stata una tragedia solo per una coincidenza fortunata, per un miracolo. Ma un Sindaco non può amministrare sperando nei miracoli". Rispondendo direttamente ai cittadini ed evitando la polemica con le parti politiche, il Sindaco ammette: "Ho letto la vostra rabbia, la paura. Avete ragione".

L'ammissione: "Il meccanismo pubblico ha fallito"
Pur citando le attenuanti burocratiche – come l'autorizzazione della Soprintendenza arrivata solo il 18 dicembre scorso o l'evento atmosferico straordinario – Bottaro dichiara di non volersi nascondere dietro "le carte bollate". "Sento il dovere morale di assumermi la responsabilità politica senza se e senza ma", scrive il Sindaco, arrivando al punto cruciale: "Chiedo SCUSA. Chiedo scusa alle persone coinvolte e alla mia Città. Perché quando un cittadino non si sente più sicuro, significa che qualcosa nel meccanismo pubblico ha fallito. Siamo arrivati tardi".

La promessa: "D'ora in poi la sicurezza vincerà sui vincoli"
Il post si chiude con un cambio di passo netto nella gestione del verde, che sembra quasi una risposta indiretta alle lungaggini lamentate negli anni: "Ho dato mandato di rivedere con urgenza tutte le situazioni limite. Dove ci sarà la minima possibilità di crollo, interverremo subito, anche a costo di scontrarci con vincoli paesaggistici o 'linciaggi social'. Tra un albero storico e la vita di un cittadino, sceglierò sempre quest'ultimo".

Il testo del post del Sindaco Amedeo Bottaro:

Ho atteso qualche giorno per "parlare" di quanto accaduto in piazza Libertà volendo acquisire la giusta serenità. Come tutti voi, ho ancora negli occhi le immagini della palma che si schianta al suolo. Poteva essere una tragedia. Non lo è stata solo per una coincidenza fortunata, per un miracolo, chiamatelo come volete. Ma un Sindaco non può amministrare sperando nei miracoli. Non rispondo, certamente, a coloro che strumentalizzano ogni cosa per ambizioni politiche o (peggio) per antipatie personali o (peggio ancora) per il gusto di distruggere tutto e tutti. Così come non intendo rispondere neanche a coloro che, in ugual misura, avrebbero duramente polemizzato anche se avessimo abbattuto quella palma in barba alle autorizzazioni della Soprintendenza Al contrario, rispondo alla mia Città, a tutti i cittadini che in questi anni ho provato a rappresentare al meglio. Ho letto i vostri commenti, la vostra rabbia, la paura di chi dice "potevo esserci io lì sotto".
Avete ragione. Non mi nasconderò dietro le carte bollate, i rimpalli con la Soprintendenza o i ritardi della burocrazia, che pure esistono e ci hanno legato le mani fino all'ultimo.
Oggi, come primo cittadino e rappresentante di questa comunità, sento il dovere morale di assumermi la responsabilità politica di quanto accaduto, "senza se e senza ma".
Potrei nascondermi dietro una autorizzazione della Soprintendenza arrivata il 18 dicembre, oppure nascondermi dietro un evento atmosferico straordinario (che ha provocato finanche il concomitante crollo di un muro), o ancora giustificarmi raccontando una grande verità ossia che gli uffici erano in procinto di affidare l'incarico per la sostituzione di quella palma, ma quell'evento atmosferico straordinario purtroppo ci ha anticipato. Ma non lo faccio. Piuttosto, chiedo SCUSA. Chiedo scusa alle due persone presenti nel veicolo coinvolto e a quel ragazzo passato lì in quell'istante, che hanno visto la morte in faccia. Chiedo scusa alla mia Città: perché quando un cittadino non si sente più sicuro nel camminare nella propria Città, significa che qualcosa nel meccanismo pubblico – a tutti i livelli – ha fallito. Non importa se c'è stato un lungo carteggio, non importa se l'autorizzazione è arrivata solo pochi giorni prima del crollo. Siamo arrivati tardi. Ho dato mandato immediato di rivedere con urgenza tutte le situazioni "limite" del nostro verde pubblico.
Dove ci sarà anche solo la minima possibilità di crollo, interverremo subito, senza indugi, anche a costo di scontrarci con vincoli paesaggistici o i soliti "linciaggi social".
Perché tra un albero storico o comunque un linciaggio mediatico e la vita di un cittadino della mia Città, io sceglierò sempre quest'ultimo

  • Comune di Trani
  • Amedeo Bottaro
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