Fortitudo Baskin
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Inclusione va a canestro: a Trani la partita speciale

Oggi in Villa Comunale il baskin, il basket dove le differenze diventano una ricchezza per tutti

Lo sport come metafora della vita, dove le differenze non sono un limite ma una risorsa preziosa. Questo è il cuore di "Prendi il mio posto: la partita dei ruoli", l'evento che oggi pomeriggio, a partire dalle 17:30, trasformerà la Villa Comunale di Trani in un campo da baskin, il basket inclusivo giocato insieme da persone con e senza disabilità.

L'iniziativa è la seconda tappa delle "Olimpi@di dell'apprendimento", un tour promosso da AIDP (Associazione Italiana per la Direzione del Personale) e Fondimpresa per sottolineare come i valori dello sport siano una palestra eccezionale per le competenze utili nella vita e nel lavoro. Se a Milano, con un ospite come Boris Becker, il focus era sul saper gestire la sconfitta per raggiungere il successo, a Trani il tema centrale è l'inclusione e il "saper essere".

Il baskin, infatti, è uno sport unico dove le regole sono pensate per valorizzare il contributo di ogni singolo giocatore, trasformando ogni abilità in un punto di forza per la squadra. "Con il baskin lanciamo un messaggio forte: solo includendo, ascoltando e cooperando si genera vero valore, anche nelle organizzazioni", ha spiegato Matilde Marandola, Presidente nazionale AIDP, sottolineando il legame tra la formazione e il gioco di squadra.

Immaginate uno sport di squadra dove le differenze non vengono annullate o messe da parte, ma diventano il motore stesso del gioco. Questa è la rivoluzionaria idea alla base del baskin, una disciplina il cui nome nasce proprio dalla fusione tra "basket" e "inclusivo". Per i pochi che non lo conoscono, si tratta di una versione della pallacanestro in cui squadre miste, composte da atleti con e senza disabilità, giocano insieme per un obiettivo comune.

La sua vera magia, però, non sta solo nel far giocare tutti insieme, ma nel come ci riesce. Il baskin non si limita a semplificare le regole, ma le reinventa per valorizzare il potenziale unico di ogni persona. Grazie a più canestri posti ad altezze diverse e a ruoli specifici assegnati a ciascun giocatore in base alle sue reali capacità motorie, ogni atleta in campo diventa essenziale e indispensabile per la squadra.

In questo modo, chi ha ottime doti atletiche, chi ha una disabilità motoria e chi ha difficoltà cognitive non sono solo compagni, ma ingranaggi di un meccanismo perfetto in cui il contributo di ciascuno è fondamentale per la vittoria. Il baskin, quindi, è molto più di un'attività sportiva: è un potente modello di società, una lezione a cielo aperto su come l'inclusione reale non significhi rendere tutti uguali, ma dare a ognuno il giusto ruolo per brillare.

Un messaggio accolto con entusiasmo dall'amministrazione comunale. "Il baskin è molto più di uno sport: è un messaggio di uguaglianza e cooperazione - ha commentato il vicesindaco Fabrizio Ferrante - vedere ragazzi e ragazze con o senza disabilità giocare insieme ci ricorda che le differenze non dividono, ma arricchiscono. È un'occasione preziosa per testimoniare che solo attraverso il rispetto reciproco si costruisce davvero comunità".

L'evento di Trani, che vedrà un dibattito iniziale con istituzioni, manager e associazioni prima della partita, non è solo un momento di sport, ma una potente lezione a cielo aperto. Un modo innovativo per portare la formazione fuori dalle aule e dimostrare che l'apprendimento più importante è quello che ci insegna a fare squadra valorizzando il talento di ciascuno. Non sarà solo una partita. È un invito concreto a "prendere il posto dell'altro", a guardare il mondo da una prospettiva diversa per comprenderlo meglio. In un campo da baskin non esistono barriere ma solo compagni di squadra, ognuno con il proprio ruolo unico e indispensabile. Questa è la lezione più preziosa che Trani offre: un modello di società in cui il successo non è la vittoria del singolo, ma la capacità di fare canestro tutti insieme.
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