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Coop.Sociale di Promozione Sociale" di Trani contro la violenza. Foto Tonino Lacalamita
Cronaca

La "Coop.Sociale di Promozione Sociale" di Trani: "Il grido di Domenico e la ns. opposizione non violenta"

"Un anno nuovo, un nuovo appello alla mitezza e alla inclusione contro la violenza e l'arroganza"

Il nuovo anno è iniziato con un episodio di violenza che ha scosso la comunità di Trani: un ragazzo di 33 anni con difficoltà cognitive, Domenico, è stato aggredito e picchiato da un gruppo di minorenni. La Cooperativa sociale di Promozione Sociale che lo accoglie e lo supporta, ha voluto esprimere, con un post social, la sua profonda indignazione e la sua solidarietà a Domenico e a tutte le persone che subiscono violenza e discriminazione. Questo il testo:

Cominciare un nuovo anno generalmente significa portare con se aspettative, speranze, sogni, l'idea che il cambiamento sia possibile… …lo facciamo augurando a tutti che l'anno sia "buono" o sia "felice"… …lo facciamo esibendo bilanci di quanto fatto e di quanto vorremmo o ci piacerebbe fare, omettendo volutamente le cose che non abbiamo fatto o che abbiamo fatto male… Il nuovo anno, il 2026 tuttavia non sembra cominciare proprio con buoni propositi… ed è forte il rumore dello stridio tra le cose buone, belle, importanti fatte e quello, troppo, forse, più importante, che non si è fatto! Ed è così che ciò che la condizione umana dovrebbe aberrare, la VIOLENZA (in ogni sua forma e declinazione!), diventa invece vessillo sempre più da sbandierare come segno del potere, della prepotenza, dell'arroganza, della forza: in un'alternanza Global/Local/Global/Local dall'ennesimo attacco missilistico in Ucraina, al vandalismo becero nella notte di capodanno a Trani, da un ennesimo atto di guerra sulla scena mondiale in Venezuela all'aggressione insensata e "apparentemente locale, territoriale" a Domenico… la violenza ne fa da padrona. …ma alla base di questi episodi lontanissimi il fil rouge che li tiene insieme e che tiene insieme troppo sistema culturale contemporaneo si chiama VIOLENZA: e lo ripetiamo in ogni sua forma e declinazione!

Quel 16enne al pari del Presidente della Prima Potenza Mondiale, al pari di Presidenti di Stati invasori, al pari di pochi uomini che muovono le economie mondiali, al pari di tanti che rivestono ruoli politici ad ogni livello, pronti al momento opportuno a sbandierare i principi di pace, rispetto, comunità, civiltà, ma che operano quotidianamente dimostrando arroganza, prepotenza, autoreferenzialità, discriminazione, al pari di chiunque detenga un minimo ruolo decisionale e lo utilizza a proprio uso e consumo, al pari di chi diventa il giustizialista e giustiziere da tastiera, al pari di chi scrive testi e musiche che inneggiano alla violenza e al pari di che le ascolta dandogli credito e facendogli scavalcare le Hit, al pari di chi colpevolmente resta in silenzio… al pari di tutti questi e moltissimi altri ancora… ha utilizzato uno degli strumenti ormai più di uso comune che ha sempre e solo un nome: VIOLENZA! Le uniche armi con cui combatterla sono quelle della ferma opposizione "NON VIOLENTA", quelle dello scendere in piazza per dire che "non sono d'accordo", quelle del declinare e boicottare i rapporti e relazioni con chi ti ha sopraffatto e umiliato, quelle di denunciare pubblicamente, quelle che raccontano che si può immaginare un sistema di vita differente, quella dell'uso di linguaggi diversi, quelle che instancabilmente incontrano ragazzi, famiglie, giovani in vari e variegati contesti per promuovere cultura inclusiva, quelle delle sfide nei territori, ecc. ecc.

Ed è così che Domenico diventa il simbolo della nostra opposizione non violenta, il simbolo di un modo di stare al mondo caratterizzato dalla mitezza, dalla bontà, dal sorriso, dalla spiritualità… ...Domenico porta con sé non solo questo carico di testimonianza quotidiana, vivente… ...Domenico porta con sé la testimonianza di chi se ne prende cura a partire dalla sua famiglia, per continuare con gli amici dell'Associazione Xiao Yan che praticamente fin da quando era bambino gli hanno consentito di vivere la diversità in una condizione di normalità, per giungere a noi, al nostro Centro Diurno Socio-Educativo e Riabilitativo che frequenta da diversi anni nel Centro Jobel, per passare poi a lavorare nella nostra La Locanda del Giullare - il Ristorante e sul nostro Food Truck La Locanda del Giullare, luoghi in cui Domenico ha trovato non solo nuove relazioni ma anche la possibilità di vedere riconosciute le proprie abilità e avere una restituzione di dignità. E quel 16enne è diventato anche lui il simbolo di una Violenza che non è sua, che non è esclusiva, che non è episodica… quel 16enne dovrebbe essere faro che possa illuminare quello che gli Enti Pubblici in primis, e quelli Privati poi per arrivare a ciascuno di noi dovrebbe/potrebbe fare ogni giorno, con le sue scelte quotidiane, con i linguaggi che usa, con i post social, con la testimonianza personale, con le musiche che ascolta, con i prodotti che compra e utilizza, ecc. ecc.

E quel 16enne non fa altro che rafforzare quel valore di speranza, cambiamento, di sogno che ogni nuovo anno porta perché possa essere "buono" e "felice"…. Un anno che possa aprirci gli occhi, che possa farci comprendere che ciascuno, in quello che fa è corresponsabile della costruzione di visioni del mondo… un anno che per noi continuerà a essere un anno in cui fare OPPOSIZIONE NON VIOLENTA, sensibilizzando, incontrando, raccontando, con tutti i nostri servizi che altre possibilità esistono, sono concrete, tangibili. E Domenico, come tutte le persone che per difendersi hanno solo le armi dell'ingenuità, della semplicità, del sorriso, della dignità diventa simbolo e segno della forza dirompente che da sempre promuoviamo con la forza della nostra storia.

La violenza non è la risposta, e la nostra opposizione non violenta è la nostra arma più forte. Come afferma la cooperativa sociale, "Domenico diventa il simbolo della nostra opposizione non violenta, il simbolo di un modo di stare al mondo caratterizzato dalla mitezza, dalla bontà, dal sorriso, dalla spiritualità". È tempo di cambiare rotta e di costruire un mondo più giusto e più inclusivo, dove ogni persona possa vivere con dignità e rispetto.tl@

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