
Vita di città
La locanda delle belle opportunità: al Giullare c'è anche Antonio con il suo sogno di un diventare chef
Il giovane tranese protagonista di un servizio trasmesso ieri su Tg 3 Puglia
Trani - mercoledì 25 maggio 2022
10.42
"Qui mi sento come in un castello, per me questo posto davvero è una seconda famiglia".
"La locanda delle pari opportunità", viene giustamente chiamata nel servizio del Tg3Puglia "La locanda del Giullare", il ristorante inaugurato un paio di mesi fa e nato dal progetto del Giullare che ha fatto del teatro la formula di comunicazione di tanti giovani affetti da varie disabilità: ma, dopo aver vissuto in più occasioni la dimensione di questo posto, sospeso tra arte, allegria, bellezza, e buona cucina, ci piace più chiamarla "La locanda delle belle opportunità".
Antonio è un ventenne di Trani che soffre di un disagio psichico e che ha la passione della cucina da sempre: "Cucinare è uno stato d'animo che esprimo nei piatti come fossero opere d'arte", dichiara nell'intervista a Tg3 andata in onda ieri Antonio, lo sguardo sereno e felice di poter raccontare la sua storia, possibile grazie a una realtà straordinaria come quella del RistorArte del Giullare, appunto .
La sua disabilità ha la forma di un ritardo psochico, ma con costanza, passione e tanta forza d'animo, unita sicuramente al supporto di una bella famiglia alle spalle, Antonio ha già conseguito il traguardo di un diploma all'Istituto Alberghiero col massimo dei voti e una pagina social che gestisce dal 2019 con altri amici dedicata alla altra sua grande passione, la fotografia delle rappresentazioni sacre: "La devozione religiosa pugliese", con oltre 38000 followers.
Nell'intervista anche il padre di Antonio, che riconosce il valore del Giullare nel consentire a Antonio una "normalità" che gli sarebbe altrimenti preclusa.
E questa locanda che vive e respira della gioia di esserci, di lavorare, di esprimersi di tanti ragazzi che altrimenti vivrebbero isolati e soprattutto infelici, continua ogni giorno di più a rivelarsi una delle più belle risorse di Trani, uno di quei posti che dovrebbe essere annoverato tra le eccellenze della Città insieme alle chiese , al mare e i monumenti , per vivere l'esperienza di una condivisione che unisce alla buona cucina- perchè è davvero buona, genuina e tipica- espressioni di arte e spettacolo e un benessere unico, che sa di buono anche quando si rientra a casa.
Gli occhi sereni e lieti di Antonio ne sono una delle prove. Il bello di non essere "normali", nell'accezione più comune del termine, sta proprio nella possibilità di esprimere il proprio essere "straordinari".
"La locanda delle pari opportunità", viene giustamente chiamata nel servizio del Tg3Puglia "La locanda del Giullare", il ristorante inaugurato un paio di mesi fa e nato dal progetto del Giullare che ha fatto del teatro la formula di comunicazione di tanti giovani affetti da varie disabilità: ma, dopo aver vissuto in più occasioni la dimensione di questo posto, sospeso tra arte, allegria, bellezza, e buona cucina, ci piace più chiamarla "La locanda delle belle opportunità".
Antonio è un ventenne di Trani che soffre di un disagio psichico e che ha la passione della cucina da sempre: "Cucinare è uno stato d'animo che esprimo nei piatti come fossero opere d'arte", dichiara nell'intervista a Tg3 andata in onda ieri Antonio, lo sguardo sereno e felice di poter raccontare la sua storia, possibile grazie a una realtà straordinaria come quella del RistorArte del Giullare, appunto .
La sua disabilità ha la forma di un ritardo psochico, ma con costanza, passione e tanta forza d'animo, unita sicuramente al supporto di una bella famiglia alle spalle, Antonio ha già conseguito il traguardo di un diploma all'Istituto Alberghiero col massimo dei voti e una pagina social che gestisce dal 2019 con altri amici dedicata alla altra sua grande passione, la fotografia delle rappresentazioni sacre: "La devozione religiosa pugliese", con oltre 38000 followers.
Nell'intervista anche il padre di Antonio, che riconosce il valore del Giullare nel consentire a Antonio una "normalità" che gli sarebbe altrimenti preclusa.
E questa locanda che vive e respira della gioia di esserci, di lavorare, di esprimersi di tanti ragazzi che altrimenti vivrebbero isolati e soprattutto infelici, continua ogni giorno di più a rivelarsi una delle più belle risorse di Trani, uno di quei posti che dovrebbe essere annoverato tra le eccellenze della Città insieme alle chiese , al mare e i monumenti , per vivere l'esperienza di una condivisione che unisce alla buona cucina- perchè è davvero buona, genuina e tipica- espressioni di arte e spettacolo e un benessere unico, che sa di buono anche quando si rientra a casa.
Gli occhi sereni e lieti di Antonio ne sono una delle prove. Il bello di non essere "normali", nell'accezione più comune del termine, sta proprio nella possibilità di esprimere il proprio essere "straordinari".
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