Consiglio Comunale Tommaso Laurora
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Politica

Laurora (Pd) torna sul caso Pegaso-Biblioteca: «Nuova figuraccia amministrativa»

La polemica sulle carte fornite dai dirigenti ma manca "qualcosa"

Torna a far la voce grossa il consigliere comunale Tommaso Laurora, del Partito Democratico, sul caso Pegaso-Biblioteca. Sull'accordo tra le due strutture si era già pronunciato nei mesi scorsi e adesso, con maggiori dati in mano (la documentazione fornitagli direttamente dai dirigenti comunali), torna ad evidenziare le incongruità, a suo dire, della situazione. Tuttavia qualcosa è stata omessa e la colpa non è di Laurora.

«Il ruolo del consigliere comunale - spiega Laurora - è anche quello di informare i cittadini su quello che avviene a Palazzo di Città, che non è solo quello che viene comunicato dall'addetto stampa del Sindaco. Una vicenda che diventa sempre più emblematica, e a suo modo divertente, è quella dell'Università Pegaso che ha utilizzato, come tutti sanno, i locali della biblioteca comunale. A seguito delle mie richieste di chiarimenti, ho avuto il piacere di ricevere le risposte del dirigente del patrimonio, l'ingegner Didonna e, più recentemente quella della responsabile della biblioteca, la dottoressa Pellegrino, e della sua dirigente Lorusso».

«Ebbene, vi ricordate - continua il consigliere - che l'ingegner Didonna aveva riferito che non era a conoscenza di alcuna convenzione con la mitica università? Vi ricordate che Riserbato, a seguito di un parere nettamente contrario dell'avvocato Capurso sulla convenzione e sul canone di 1.000 euro, aveva riferito che sulla vicenda erano in corso approfondimenti della dirigenza amministrativa? Ebbene, dalla lettura della risposta della Pellegrino e della Lorusso, vengo a sapere che esiste una convenzione fra Comune di Trani e università Pegaso, registrata repertorio 806 del 16/7/2013, cioè pochi giorni dopo l'atto di indirizzo della giunta».

«Vengo poi a conoscenza - incalza l'esponente del Pd - che le sale della biblioteca sono state utilizzate a dicembre 2013, febbraio, marzo, aprile e giugno 2014, per un totale di 17 giornate. Non mi voglio dilungare sulla considerazione che tutte queste giornate sarebbero dovute costare 4.250 euro, ma devo constatare che i 1.000 euro previsti in convenzione sono stati pagati solo ad inizio di giugno del 2014, e su sollecito delle responsabili della biblioteca (insomma, in quel periodo tutti si sono messi a posto, forse perché ero andato a vedere un po' di carte?). Un'altra cosa divertente riguarda i climatizzatori, installati, pare, contro la volontà delle responsabili della biblioteca, le quali avrebbero manifestato la loro contrarietà, basata anche su fatti tecnici, all'ex assessore Nardò e all'ex assessore Ceci. Resta il fatto che questi climatizzatori non li conosce nessuno e non sussiste alcun atto amministrativo a sostegno della loro installazione. Infine, le responsabili della biblioteca lamentano il numero troppo elevato degli studenti (almeno 250 persone a seduta) e, conseguentemente, dei danni e del disordine provocato e dei rifiuti lasciati, e concludono la loro nota di risposta precisando che in data 26/6/2014 hanno comunicato alla università Pegaso di non voler concedere un prolungamento della convenzione per altri due anni accademici, alle stesse condizioni (e ti credo...)». Tuttavia al Consigliere non è stato riferito che si tratta di un accordo in via sperimentale per solo un anno, tesa ad accertare se tale binomio fosse sostenibile per ambo le parti (da questo l'importo forfettario), e che la convenzione tra Pegaso e la Biblioteca è già decaduta. L'Università, infatti, sta già utilizzando nuovi locali non di proprietà comunale per sostenere i propri esami.

«In definitiva - continua Laurora - la giunta indirizza e la convenzione si stipula subito; l'avvocato Capurso esprime parere contrario sulla convenzione ma non viene calcolato; il dirigente del patrimonio non sa come viene utilizzato il patrimonio perché non sa nulla della convenzione; gli assessori Nardò e Ceci fanno montare i climatizzatori contro la volontà delle responsabili della biblioteca; 250 studenti al giorno, per 17 giornate, invadono la biblioteca, procurando piccoli danni, confusione e lasciando rifiuti; le responsabili della biblioteca, fregandosene dell'atto di indirizzo della giunta, non vogliono più dare la struttura alla università». Anche in questo caso, a Laurora non sono state dette le cose complete. Probabilmente dalle relazioni dei dirigenti non emerge che le "pulizie straordinarie" e i piccoli danni di cui si fa menzione sono stati fatturati a carico di Pegaso come spese extra, e anche gli orari "fuori turno" effettuati dal personale della Biblioteca sono stati pagati dall'Università.

Si capisce, tuttavia, che l'intervento di Laurora non è diretto ad attaccare l'operato di Pegaso bensì quello dell'amministrazione e l'ennesima figuraccia amministrativa: «Ora, di tutto questo - conclude Laurora -, non è possibile che il sindaco Riserbato non sapesse nulla, e non comprendo perché abbia propinato pubblicamente la notizia, a questo punto completamente falsa, che erano in corso sulla vicenda Pegaso "approfondimenti della dirigenza amministrativa" , mentre nella biblioteca accadeva di tutto sulla base di una convenzione stipulata. Io non vorrei accanirmi su questa vicenda, ma ritengo sia emblematica della confusione che regna sovrana nel Palazzo di Città : ognuno va a ruota libera, dagli assessori ai dirigenti, ai funzionari. Quando sono in troppi a comandare, quando non c'è chiarezza, quando non c'è autorevolezza, nasce la confusione».
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