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Lavoratori Amet in stato di agitazione, Fit Cisl: «Non è ancora chiaro quale sarà il futuro dell'azienda»

«Chiediamo che il Socio Unico chiarisca una volta per tutte i suoi intendimenti»

«Anche se ai più potrebbe sembrare che i sindacati di Amet siano in stato di apparente immobilismo, in questi anni all'interno della Società, le battaglie, anche se in maniera non pubblica, non hanno mai cessato di esistere. Tra rivendicazioni, stati di agitazione e richieste multiple di un piano industriale che stenta ancora ad arrivare, la fibrillazione è costante. Benché siano stati spesi centinaia di migliaia di euro (di cui probabilmente nessuno né risponderà) per piani di riorganizzazione aziendale, due diligence e consulenze varie, non è ancora chiaro quale sarà il futuro dell'azienda». Sono le parole del segretario sindacale aziendale Fit CISL, Daniele di Lernia.

«Se in precedenza il dibattito politico sulla società era affrontato anche a costo di essere contestati apertamente, adesso in maniera più subdola si tende a glissare sull'argomento tranne che per gli argomenti talmente epocali che necessitano, evidentemente, di una spiegazione pubblica (vedi pubblica illuminazione).

Resta il fatto che i servizi in affidamento, come ogni fine anno ormai, brancolano nel limbo delle incertezze. Del servizio di sosta a pagamento, ad esempio, in scadenza al 31/12/22, non è dato sapere nulla. Insiste infatti una delibera di giunta che individua un soggetto promotore per una gara di affidamento del servizio e quindi una esternalizzazione del servizio.

Non perderemo tempo a ribadire concetti ormai ovvi, come il fatto che è un servizio che pur senza grossi investimenti, genera utili, in questo momento mai così necessari per la società e che le altre città fanno a gare per trovare il cavillo più nascosto per poter legittimare la sua internalizzazione ma nonostante ciò, il personale resta per il dodicesimo anno Part time (sebbene siano avvenute 3 dimissioni tra il personale in forza), pur essendo un servizio economicamente sostenibile ed in grado di poter ampiamente sostenere un cambio di contratto, il che la dice lunga su quanto sia illuminata la gestione di questa società.

La stessa storia si ripete ovviamente anche per quello che riguarda Trasporti urbani e Darsena Comunale. Chiediamo quindi che il Socio unico chiarisca una volta per tutte, i suoi intendimenti riguardo l'azienda e condivida con i dipendenti e la cittadinanza, le strategie e gli obbiettivi che intende dare al nuovo management, senza innescare per l'ennesima volta il giochetto del controllo analogo che non funziona (del management che afferma di non poter fare se il socio non dice...e dall'altra parte il socio non può operare al meglio perché il management non fa...) andato in scena ormai per troppi anni».
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