
Scuola e Lavoro
Massimo storico per la disoccupazione in Puglia
Dati preoccupanti, il 43,3% dei giovani è senza lavoro
Trani - lunedì 1 dicembre 2014
7.12
Ancora nessun segnale di ripresa, anzi. Massimo storico per la disoccupazione in Italia, il cui tasso raggiunge il valore più alto dal 1977 e si attesta, ad ottobre 2014, al 13,2% (in crescita di 0,3 punti percentuali su settembre 2014), equivalenti ad una perdita di occupati pari a 55mila lavoratori rispetto al mese precedente. Macroscopico è il dato della disoccupazione dei giovani italiani, che tocca punte del 43,3%: +0,6% sul mese precedente e +1,9% sul 2013.
I già allarmanti indicatori nazionali, raggiungono limiti esponenziali nel Mezzogiorno, con un tasso di disoccupazione che, nel terzo trimestre del 2014, tocca la cifra del 19,6% e, tra i giovani, addirittura si sfonda il 51,3%. Relativamente alla Puglia, nel terzo trimestre 2014, il tasso di disoccupazione generale raggiunge il 20,6% rispetto al 19,2% dello stesso periodo dell'anno precedente. In termini assoluti, sono complessivamente 296 mila i lavoratori della Puglia in cerca attivamente di occupazione, in crescita di 26 mila unità nell'arco degli ultimi 12 mesi. In Puglia, la crisi colpisce soprattutto i giovani: molto preoccupante è il costante fenomeno della fuga dei talenti regalati alla concorrenza dei Paesi stranieri. Se in Italia il tasso di disoccupazione dei giovani è al 43,3% (+1,9% sul 2013), in Puglia si stima circa il 55%, con il picco del 60% della componente femminile. Aldo Pugliese, Segretario Generale della UIL di Puglia e di Bari-BAT sottolinea come "l'imperativo da seguire, per risolvere il dramma dei giovani, è quello di tornare ad investire in istruzione e ricerca, altrimenti il rischio della perdita di 2-3 generazioni diventerà realtà, terreno perso difficilmente recuperabile nel breve-medio periodo".
«In un contesto simile – prosegue il Segretario Generale della UIL regionale – è determinante che lo Stato investa, al pari delle grandi potenze del G8, in infrastrutture e in vere politiche attive del lavoro. E' inammissibile la risposta, pressoché nulla, fornita finora dalle istituzioni a fronte di una situazione di così forte allarme, in quanto non bisogna dimenticare, oltre ai giovani, anche i lavoratori precari e gli ultracinquantenni che stanno vivendo il dramma della perdita del posto di lavoro, senza plausibili e concrete prospettive per il futuro».
I già allarmanti indicatori nazionali, raggiungono limiti esponenziali nel Mezzogiorno, con un tasso di disoccupazione che, nel terzo trimestre del 2014, tocca la cifra del 19,6% e, tra i giovani, addirittura si sfonda il 51,3%. Relativamente alla Puglia, nel terzo trimestre 2014, il tasso di disoccupazione generale raggiunge il 20,6% rispetto al 19,2% dello stesso periodo dell'anno precedente. In termini assoluti, sono complessivamente 296 mila i lavoratori della Puglia in cerca attivamente di occupazione, in crescita di 26 mila unità nell'arco degli ultimi 12 mesi. In Puglia, la crisi colpisce soprattutto i giovani: molto preoccupante è il costante fenomeno della fuga dei talenti regalati alla concorrenza dei Paesi stranieri. Se in Italia il tasso di disoccupazione dei giovani è al 43,3% (+1,9% sul 2013), in Puglia si stima circa il 55%, con il picco del 60% della componente femminile. Aldo Pugliese, Segretario Generale della UIL di Puglia e di Bari-BAT sottolinea come "l'imperativo da seguire, per risolvere il dramma dei giovani, è quello di tornare ad investire in istruzione e ricerca, altrimenti il rischio della perdita di 2-3 generazioni diventerà realtà, terreno perso difficilmente recuperabile nel breve-medio periodo".
«In un contesto simile – prosegue il Segretario Generale della UIL regionale – è determinante che lo Stato investa, al pari delle grandi potenze del G8, in infrastrutture e in vere politiche attive del lavoro. E' inammissibile la risposta, pressoché nulla, fornita finora dalle istituzioni a fronte di una situazione di così forte allarme, in quanto non bisogna dimenticare, oltre ai giovani, anche i lavoratori precari e gli ultracinquantenni che stanno vivendo il dramma della perdita del posto di lavoro, senza plausibili e concrete prospettive per il futuro».
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