Ortofrutta pugliese
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Nubi all’orizzonte per l’ortofrutta pugliese: parlano buyer e commercianti

Mimmo Lopolito e Nicola Rendine: "Futuro critico tra caro energia e competitor d'eccellenza come Spagna e Grecia"

C'è grande preoccupazione e forte perplessità per il prossimo futuro circa l'ortofrutta pugliese, a causa del caro energia e più in generale degli effetti devastanti del conflitto in Ucraina. Adesso, dopo la fiera di Berlino e a pochi giorni dalla conclusione del "Mac Fruit" di Rimini, le opinioni di buyer e commercianti del comparto dell'ortofrutta non lasciano presagire nulla di buono.

"Il settore ortofrutticolo è in difesa –sottolinea Mimmo Lopolito, affermato buyer internazionale nell'import export di ortofrutta di qualità-, i dubbi portano tante domande e la difficoltà giornaliera si unisce a una più grande: riusciremo a vendere tutto ciò che si produrrà? I prezzi riusciranno a soddisfare le imprese? Con i costi che si stanno affrontando nella coltivazione e con tutti gli aumenti correlati come carburanti, plastica ecc. saremo competitivi sui mercati internazionali ? A queste domande che ormai mi pongo da diversi mesi, non ho delle risposte certe, posso solo dire che sarà dura; difficile essere competiti contro Spagna e Grecia. Queste 2 nazioni sono la vera rivelazione del Mediterraneo e lo dimostrano i loro prodotti come il Kiwi greco sempre più buono e con quantità crescenti e le verdure spagnole come peperoni e melanzane, per non parlare dell' Iceberg (verdura tra le più apprezzate), ormai sempre presente sulla nostra tavola quando si parla di insalata (dove è finita la nostra scarola ?), ma la Spagna è anche albicocche, pesche nettarine e ciliegie".

Ne sa qualcosa Nicola Rendine, che non "Natura & Qualità" e altre società controllate dalla famiglia Rendine Capogna, centro aziendale ad Andria ma operativo non solo in Puglia, fornisce infatti piattaforme quali Maiora per il gruppo Despar, Tatò Paride per la Coop, Supercento del gruppo "Sisa" fino ad arrivare ai fratelli Ibba per la "Crai" del Lazio, misura anch'egli quotidianamente il barometro della situazione. "I costi di produzione non accennano a diminuire. Anzi, col protrarsi del conflitto, l'incidenza dei rialzi di gasolio-acqua ed energia potrebbe subire ulteriori incrementi. Non solo stiamo subendo l'incertezza degli approvvigionamenti di materie prime ma i nostri listini prezzi, subiscono settimanalmente variazioni in aumento. Per non parlare ad esempio del costo dei trasporti e degli imballaggi. Stiamo assistendo ad una crescita esponenziale degli imballaggi ecosostenibili, che stanno riportando in auge quelli surclassati di plastica. Per non parlare delle pellicole di rivestimento degli imballaggi. Quelle contenenti carta mista a basse percentuali di plastica, che si stanno affermando sul mercato italiano, sempre più attento all'ecocompatibilità, stanno anch'esse subendo delle oscillazioni notevoli, proprio a causa della mancanza delle materie prime".

Purtroppo con l'attuale congiuntura sempre meno piccole realtà sono propense a vendere direttamente il proprio prodotto per i mille problemi nell'espletare il difficile compito burocratico, le così dette" le carte" .

"La tendenza ormai da diversi anni è vedere sempre più ad esportatori –tiene a sottolineare Mimmo Lopolito, profondo conoscitore del mercato asiatico come di quello nord americano- del comparto dell'ortofrutta pugliese, che si spogliano dall'abito abituale per divenire magazzini che conferiscono ad altri più grandi o agricoltori che si associano alle O.P. (Organizzazioni di Produttori) per vendere a queste, il loro prodotto sul territorio. La diversità sta dando sempre più spazio alla omogeneità delle colture: colpa della globalizzazione .

La trasformazione sta avvenendo in maniera veloce, ma non indolore. Forse non siamo ancora pronti a tornare a essere solo agricoltori o solo aziende agricole, il nostro modo di essere intraprendenti e curiosi ci ha spinti a osare, a volere di più, essere innovativi e soprattutto ricchi ! Ricchi di avere un territorio bello, florido con tanta biodiversità che ha fatto della Puglia una delle Regione dove poter coltivare ogni cosa si desideri. Per l'ottimismo che sempre ci contraddistingue sono comunque convito che ce la faremo anche questa volta. Da forti e testardi quali noi siamo, da bravi figli della terra pugliese riusciremo ad andare avanti, portando a termine il nostro lavoro e, sono convinto raccogliendo i frutti delle nostre produzioni di qualità", conclude Mimmo Lopolito.
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