
Vita di città
Nuova discarica a Trani? Bene Comune replica stizzito all'assessore
Il comitato: «Di Gregorio faccia pubblica ammenda per le cose dichiarate»
Trani - martedì 30 maggio 2017
21.08 Comunicato Stampa
Sta diventando un botta e risposta, con scambi di reciproche accuse, quello tra comitato Bene Comune e l'assessore all'Ambiente, Michele di Gregorio, dopo che è stata dichiarata - nella trasmissione televisiva Diritto e Rovescio di Teledehon - l'intenzione dell'amministrazione comunale di aprire una nuova discarica a Trani.
«Riteniamo profondamente ingiuste e offensive - dicono Teresa De Vito, Anna Rossi, Enzo Scaringi e Vincenzo Ferreri - le accuse rivolte dall'assessore di Gregorio nei nostri riguardi. Noi non abbiamo nei confronti della sua persona alcun tipo di risentimento o addirittura odio (parola piuttosto pesante). Non abbiamo mai offeso nessuno, sia per educazione personale, sia per il rispetto che abbiamo per le istituzioni, ma ci limitiamo a fare una critica politica all'operato dell'amministrazione di cui fa parte. Una critica dura, è vero, ma basata su fatti reali, documentati e infatti non smentiti nel merito dallo stesso assessore, che preferisce dirottare il discorso su questioni personali».
Secondo il comitato «ben più gravi risultano le sue illazioni su presunti affari alle spalle dei cittadini e a discapito di Amiu da parte nostra. Risulta incomprensibile capire a cosa si riferisca l'assessore, ma qualsiasi cosa gli sia passata per la mente, gli chiediamo di chiarirla e scusarsi quanto prima con chi ha offeso. Non permettiamo a nessuno di dubitare della onestà personale e correttezza del nostro operato come associazione. Non abbiamo mai chiesto soldi a nessuno; quello che facciamo lo facciamo perché crediamo nell'impegno dei cittadini nella gestione della cosa pubblica; quello che scriviamo, lo scriviamo dopo esserci documentati attentamente. La nostra integrità e la nostra indipendenza intellettuale sono la nostra unica ricchezza, e non permettiamo all'assessore Di Gregorio di metterla in discussione, a meno che porti delle prove del nostro far affari con i rifiuti».
I quattro rappresentanti del comitato concludono affermando che «in caso contrario, poiché non vogliamo andare oltre il civile confronto politico in cui crediamo fermamente, ci limitiamo ad invitare lassessore a fare pubblica ammenda di un comportamento che risulta offensivo e oltraggioso per la libertà di pensiero di tutti i cittadini».
«Riteniamo profondamente ingiuste e offensive - dicono Teresa De Vito, Anna Rossi, Enzo Scaringi e Vincenzo Ferreri - le accuse rivolte dall'assessore di Gregorio nei nostri riguardi. Noi non abbiamo nei confronti della sua persona alcun tipo di risentimento o addirittura odio (parola piuttosto pesante). Non abbiamo mai offeso nessuno, sia per educazione personale, sia per il rispetto che abbiamo per le istituzioni, ma ci limitiamo a fare una critica politica all'operato dell'amministrazione di cui fa parte. Una critica dura, è vero, ma basata su fatti reali, documentati e infatti non smentiti nel merito dallo stesso assessore, che preferisce dirottare il discorso su questioni personali».
Secondo il comitato «ben più gravi risultano le sue illazioni su presunti affari alle spalle dei cittadini e a discapito di Amiu da parte nostra. Risulta incomprensibile capire a cosa si riferisca l'assessore, ma qualsiasi cosa gli sia passata per la mente, gli chiediamo di chiarirla e scusarsi quanto prima con chi ha offeso. Non permettiamo a nessuno di dubitare della onestà personale e correttezza del nostro operato come associazione. Non abbiamo mai chiesto soldi a nessuno; quello che facciamo lo facciamo perché crediamo nell'impegno dei cittadini nella gestione della cosa pubblica; quello che scriviamo, lo scriviamo dopo esserci documentati attentamente. La nostra integrità e la nostra indipendenza intellettuale sono la nostra unica ricchezza, e non permettiamo all'assessore Di Gregorio di metterla in discussione, a meno che porti delle prove del nostro far affari con i rifiuti».
I quattro rappresentanti del comitato concludono affermando che «in caso contrario, poiché non vogliamo andare oltre il civile confronto politico in cui crediamo fermamente, ci limitiamo ad invitare lassessore a fare pubblica ammenda di un comportamento che risulta offensivo e oltraggioso per la libertà di pensiero di tutti i cittadini».
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