
Politica
Nuova giunta, la strana incoerenza di Forza Italia cela debolezza
Una settimana vuol stringere i tempi, la successiva affronta il "braccio di ferro"
Trani - mercoledì 25 giugno 2014
8.04
È bastato un mese agitato, al partito di maggioranza relativa all'interno del Consiglio Comunale di Trani, per ritrovarsi debole all'improvviso. Forza Italia si presentava alle Europee 2014 con fiducia e nuove cariche (Di Marzio e De Noia freschi di incarico conferito dal senatore Amoruso), pronta a confermare il proprio primato e fiera della propria squadra al vertice cittadino. Dopo la debacle elettorale, la sospensione del vice-commissario dal ruolo di consigliere e l'atteso rimpasto della Giunta, ecco un partito costretto al "muro contro muro", pur di vedere confermata con le nomine una leadership che di fatto non c'è.
Infatti, proprio quello che doveva essere un veloce pit-stop della Giunta, almeno stando alla volontà di Riserbato, confermata e sottoscritta con ansia dalla compagine tranese del partito di Silvio Berlusconi, si è trasformato in una zona paludosa la cui uscita è costellata di insidie. La presa di posizione di lunedì sera esprime fondamentalmente un momento di debolezza, espresso nella paura che una minore rappresentanza nell'organo di governo possa di conseguenza far calare prestigio e potere del partito.
Forse contagiata dall'indecisione cronica di Riserbato, che probabilmente avrebbe "tagliato la testa al toro" nominando semplicemente un nuovo assessore alla Cultura, anche la formazione politica di Di Marzio ha messo in moto un conteggio delle proprie forze che è giunto nel momento meno opportuno. Con il rischio che, da questa situazione di stasi, lo slancio lo acquisiscano i "vicini" di Ncd e Fratelli d'Italia, che invece sembrano aver le idee piuttosto chiare sul proprio percorso.
In questo gioco del potere, due sono gli scenari possibili: che Forza Italia fuoriesca dall'oblio e torni a guidare la città, continuando ad assumersene giustamente i meriti, oppure che decida di ripartire da zero, prendendo coscienza della propria mancanza di spinta e attrattiva a livello politico, e mandi Trani al voto. In entrambi casi un gesto di forza, ma le due possibilità del "braccio di ferro" aprirebbero scenari opposti: da una parte la conferma della classe dirigente, dall'altra la necessaria sostituzione di personaggi ormai troppo logori per la politica odierna.
Infatti, proprio quello che doveva essere un veloce pit-stop della Giunta, almeno stando alla volontà di Riserbato, confermata e sottoscritta con ansia dalla compagine tranese del partito di Silvio Berlusconi, si è trasformato in una zona paludosa la cui uscita è costellata di insidie. La presa di posizione di lunedì sera esprime fondamentalmente un momento di debolezza, espresso nella paura che una minore rappresentanza nell'organo di governo possa di conseguenza far calare prestigio e potere del partito.
Forse contagiata dall'indecisione cronica di Riserbato, che probabilmente avrebbe "tagliato la testa al toro" nominando semplicemente un nuovo assessore alla Cultura, anche la formazione politica di Di Marzio ha messo in moto un conteggio delle proprie forze che è giunto nel momento meno opportuno. Con il rischio che, da questa situazione di stasi, lo slancio lo acquisiscano i "vicini" di Ncd e Fratelli d'Italia, che invece sembrano aver le idee piuttosto chiare sul proprio percorso.
In questo gioco del potere, due sono gli scenari possibili: che Forza Italia fuoriesca dall'oblio e torni a guidare la città, continuando ad assumersene giustamente i meriti, oppure che decida di ripartire da zero, prendendo coscienza della propria mancanza di spinta e attrattiva a livello politico, e mandi Trani al voto. In entrambi casi un gesto di forza, ma le due possibilità del "braccio di ferro" aprirebbero scenari opposti: da una parte la conferma della classe dirigente, dall'altra la necessaria sostituzione di personaggi ormai troppo logori per la politica odierna.
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