
Cronaca
Ordinata scarcerazione di Patrick Zaky, cittadino onorario tranese
Il primo passo verso l'assoluzione non ancora concessa
Trani - martedì 7 dicembre 2021
14.11
Dal Rettore al delegato degli studenti dell'Università di Bologna , dai suoi compagni di corso ai suoi amici, da quanti si sono sentiti coinvolti in questa storia come tanti cittadini tranesi, stanno stanno gioendo in tantissimi alla notizia della scarcerazione del giovane egiziano che stava svolgendo un dottorato in Italia.
Trani ha un legame speciale con Patrick, essendogli stata conferita la cittadinanza onoraria insieme ad altre città italiane, decisione presa da molte amministrazioni per agevolare e accelerare il conferimento della cittadinanza italiana al ricercatore.
Non è l' assoluzione, nè la parola fine a questa vicenda: Patrick dovrà ripresentarsi davanti alla corte il prossimo primo febbraio.
Ma che la prigionia del giovane durata quasi due anni sia per il momento interrotta è una notizia meravigliosa della quale non potremo cancellare dalla nostra mente l'immagine della gioia dei suoi familiari , ripresa per pochi secondi con un cellulare.
Lo studente dell'università di Bologna era in aula, con la consueta divisa bianca dei carcerati egiziani, senza segni evidenti dei maltrattamenti che avrebbe subito nei giorni scorsi. Davanti a lui gli amici dell'ong Eipr, arrivati dal Cairo. La sorella Marise, il padre e per la prima volta da mesi anche la mamma, che finora aveva preferito non vedere il figlio in cella con l'accusa di aver diffuso notizie dannose per lo Stato egiziano.
Trani ha un legame speciale con Patrick, essendogli stata conferita la cittadinanza onoraria insieme ad altre città italiane, decisione presa da molte amministrazioni per agevolare e accelerare il conferimento della cittadinanza italiana al ricercatore.
Non è l' assoluzione, nè la parola fine a questa vicenda: Patrick dovrà ripresentarsi davanti alla corte il prossimo primo febbraio.
Ma che la prigionia del giovane durata quasi due anni sia per il momento interrotta è una notizia meravigliosa della quale non potremo cancellare dalla nostra mente l'immagine della gioia dei suoi familiari , ripresa per pochi secondi con un cellulare.
Lo studente dell'università di Bologna era in aula, con la consueta divisa bianca dei carcerati egiziani, senza segni evidenti dei maltrattamenti che avrebbe subito nei giorni scorsi. Davanti a lui gli amici dell'ong Eipr, arrivati dal Cairo. La sorella Marise, il padre e per la prima volta da mesi anche la mamma, che finora aveva preferito non vedere il figlio in cella con l'accusa di aver diffuso notizie dannose per lo Stato egiziano.
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