
Cronaca
Rating, chiusa l'inchiesta della procura di Trani su Moody's
Due indagati. Le accuse. «Informazioni tendenziose e distorte ai mercati finanziari»
Mondo - sabato 14 luglio 2012
9.51
Nel giorno in cui Moody's taglia di ben due scalini il rating dei titoli di Stato italiani (da A3 a Baa2) arriva la notizia della chiusura dell'inchiesta da parte della procura di Trani nei confronti dell'agenzia, sotto inchiesta, dopo una denuncia delle associazioni Adusbef e Federconsumatori, per manipolazione di mercato.
L'inchiesta si chiude con due indagati: l'analista senior di Moody's, Ross Abercromby e Johannes Wassemberg, managing director della divisione banche europee dell'agenzia di rating. I due rappresentanti dell'agenzia con sede a Londra sono accusati dal pm Michele Ruggiero di aver fornito «intenzionalmente ai mercati finanziari (quindi agli investitori) informazioni tendenziose e distorte (e come tali anche falsate) in merito all'affidabilità creditizia del sistema bancario italiano, idonee a disincentivare l'acquisto di titoli bancari italiani e deprezzarne, così, il valore». I due, sempre secondo la procura di Trani, «intenzionalmente suggerivano ai mercati e agli investitori una relazione tra il "rischio Grecia" e la "rischiosità" delle banche italiane, paventando un rischio di contagio della crisi del debito sovrano della Grecia alle banche italiane». Solo che relazione e rischiosità sarebbero stati «in realtà a quella data inesistenti».
L'inchiesta si chiude con due indagati: l'analista senior di Moody's, Ross Abercromby e Johannes Wassemberg, managing director della divisione banche europee dell'agenzia di rating. I due rappresentanti dell'agenzia con sede a Londra sono accusati dal pm Michele Ruggiero di aver fornito «intenzionalmente ai mercati finanziari (quindi agli investitori) informazioni tendenziose e distorte (e come tali anche falsate) in merito all'affidabilità creditizia del sistema bancario italiano, idonee a disincentivare l'acquisto di titoli bancari italiani e deprezzarne, così, il valore». I due, sempre secondo la procura di Trani, «intenzionalmente suggerivano ai mercati e agli investitori una relazione tra il "rischio Grecia" e la "rischiosità" delle banche italiane, paventando un rischio di contagio della crisi del debito sovrano della Grecia alle banche italiane». Solo che relazione e rischiosità sarebbero stati «in realtà a quella data inesistenti».
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