
Speciale
"Reti inclusive - il ruolo del Terzo Settore tra disabilità, sport e welfare", la visione di Marinaro
"Dobbiamo costruire una città che non lasci indietro nessuno"
Trani - giovedì 16 aprile 2026
11.06 Comunicato Stampa
Si è svolto, lunedì 13 aprile, il secondo incontro tematico promosso da Giacomo Marinaro, candidato sindaco di Trani, dedicato al tema "Reti inclusive - il ruolo del terzo settore tra sport, disabilità e welfare sociale." Un appuntamento partecipato, concreto, che ha messo al centro persone, bisogni reali e soluzioni.
Al centro del confronto, una linea politica chiara: costruire una città che includa davvero. Il terzo settore non è un interlocutore marginale, ma un pilastro della comunità. Per questo, l'impegno è rafforzarne il ruolo con strumenti concreti, accesso ai finanziamenti e piena integrazione nella programmazione comunale. In questa direzione, nasce la proposta di una piattaforma comunale dedicata, per garantire trasparenza, accesso alle opportunità e partecipazione attiva.
Il tema degli spazi è stato affrontato con decisione: basta abbandono, basta occasioni sprecate. Il recupero delle aree dismesse diventa una priorità politica per restituire luoghi vivi alla città, al terzo settore e alle famiglie.
Forte anche il focus sullo sport, oggi penalizzato da strutture chiuse o insufficienti. L'obiettivo è netto: sport accessibile a tutti. Più spazi, più strutture, più opportunità. È prevista la realizzazione di una nuova tensostruttura accanto al Palazzetto, per ampliare l'offerta e dare spazio anche agli sport meno valorizzati.
Nel progetto di riqualificazione dell'ex mercato ortofrutticolo, saranno realizzate aree sportive all'aperto per basket, pallavolo, skate e pattinaggio, creando nuovi luoghi di aggregazione per giovani e famiglie. Sul fronte abitativo, l'impegno è accelerare: 42 alloggi già in costruzione e altri 14 in programma.
Durante la serata sono intervenuti diversi esponenti del settore. Alessandra Rondinone ha sottolineato il lavoro svolto per avvicinare istituzioni e terzo settore. Katia Pascalone ha richiamato la necessità di rafforzare le politiche per la disabilità, mentre Rosa Uva ha ribadito il ruolo centrale di scuola e famiglie.
"Dobbiamo costruire una città che non lasci indietro nessuno - ha dichiarato Marinaro - il terzo settore è una risorsa fondamentale e va messo nelle condizioni di operare al meglio."
Da questa visione nascono proposte chiare, concrete e immediatamente attuabili. In primo luogo, sull'assistenza specialistica scolastica: basta rigidità burocratiche. Si propone il superamento del criterio esclusivo del verbale INPS (art. 3 comma 3), introducendo una valutazione basata sulla diagnosi funzionale e sul profilo di funzionamento dello studente. Perché ogni ragazzo ha bisogni diversi e merita risposte adeguate.
Accanto a questo, è prevista l'istituzione di un fondo di flessibilità ("fondo paracadute"), per rispondere rapidamente alle esigenze delle scuole. Inoltre anche un coordinamento stabile tra Comune, scuole e ASL, per decidere insieme e intervenire subito.
Sul personale scolastico, serve un cambio di passo: sportelli dedicati nelle scuole per docenti e personale ATA, con formazione, supporto operativo e sostegno psicologico. Perché non si può parlare di inclusione senza sostenere chi la rende possibile ogni giorno. Va inoltre garantita la presenza di collaboratori scolastici formati per l'igiene personale degli studenti con disabilità grave. È una questione di dignità, di diritti e di chiarezza dei ruoli.
Sul lavoro, la proposta è concreta: inserire clausole sociali nei bandi pubblici per garantire l'assunzione di persone con disabilità, includendo anche la disabilità psichica. Inclusione significa autonomia, non assistenza.
Infine, gli spazi: recuperare ciò che oggi è abbandonato per creare luoghi di vita: spazi per laboratori, sport, cultura, socialità. Spazi per ragazzi con disabilità e per giovani in difficoltà. Spazi per una città che cresce insieme.
A queste azioni si affianca una particolare attenzione alle politiche per la terza età, con l'obiettivo di contrastare solitudine e fragilità. Si prevede il potenziamento dei servizi domiciliari, la creazione di spazi di socialità e centri diurni diffusi nei quartieri, oltre a programmi di invecchiamento attivo che valorizzino il loro ruolo nella comunità.
Sul fronte educativo, è prevista l'introduzione del convenzionamento con le scuole dell'infanzia paritarie presenti sul territorio, per garantire maggiore equità di accesso e sostenere concretamente le famiglie.
In questa direzione, si intende promuovere anche servizi di facilitazione digitale per semplificare l'accesso alle iscrizioni e ai contributi, nonché un'interlocuzione attiva con la Regione per misure di sostegno economico alle famiglie.
Questa è la direzione: meno parole, più azioni. Una Trani più giusta, più inclusiva, più vicina alle persone.
L'incontro rappresenta il secondo di quattro appuntamenti tematici, dopo quello dedicato a viabilità e sviluppo.
Al centro del confronto, una linea politica chiara: costruire una città che includa davvero. Il terzo settore non è un interlocutore marginale, ma un pilastro della comunità. Per questo, l'impegno è rafforzarne il ruolo con strumenti concreti, accesso ai finanziamenti e piena integrazione nella programmazione comunale. In questa direzione, nasce la proposta di una piattaforma comunale dedicata, per garantire trasparenza, accesso alle opportunità e partecipazione attiva.
Il tema degli spazi è stato affrontato con decisione: basta abbandono, basta occasioni sprecate. Il recupero delle aree dismesse diventa una priorità politica per restituire luoghi vivi alla città, al terzo settore e alle famiglie.
Forte anche il focus sullo sport, oggi penalizzato da strutture chiuse o insufficienti. L'obiettivo è netto: sport accessibile a tutti. Più spazi, più strutture, più opportunità. È prevista la realizzazione di una nuova tensostruttura accanto al Palazzetto, per ampliare l'offerta e dare spazio anche agli sport meno valorizzati.
Nel progetto di riqualificazione dell'ex mercato ortofrutticolo, saranno realizzate aree sportive all'aperto per basket, pallavolo, skate e pattinaggio, creando nuovi luoghi di aggregazione per giovani e famiglie. Sul fronte abitativo, l'impegno è accelerare: 42 alloggi già in costruzione e altri 14 in programma.
Durante la serata sono intervenuti diversi esponenti del settore. Alessandra Rondinone ha sottolineato il lavoro svolto per avvicinare istituzioni e terzo settore. Katia Pascalone ha richiamato la necessità di rafforzare le politiche per la disabilità, mentre Rosa Uva ha ribadito il ruolo centrale di scuola e famiglie.
"Dobbiamo costruire una città che non lasci indietro nessuno - ha dichiarato Marinaro - il terzo settore è una risorsa fondamentale e va messo nelle condizioni di operare al meglio."
Da questa visione nascono proposte chiare, concrete e immediatamente attuabili. In primo luogo, sull'assistenza specialistica scolastica: basta rigidità burocratiche. Si propone il superamento del criterio esclusivo del verbale INPS (art. 3 comma 3), introducendo una valutazione basata sulla diagnosi funzionale e sul profilo di funzionamento dello studente. Perché ogni ragazzo ha bisogni diversi e merita risposte adeguate.
Accanto a questo, è prevista l'istituzione di un fondo di flessibilità ("fondo paracadute"), per rispondere rapidamente alle esigenze delle scuole. Inoltre anche un coordinamento stabile tra Comune, scuole e ASL, per decidere insieme e intervenire subito.
Sul personale scolastico, serve un cambio di passo: sportelli dedicati nelle scuole per docenti e personale ATA, con formazione, supporto operativo e sostegno psicologico. Perché non si può parlare di inclusione senza sostenere chi la rende possibile ogni giorno. Va inoltre garantita la presenza di collaboratori scolastici formati per l'igiene personale degli studenti con disabilità grave. È una questione di dignità, di diritti e di chiarezza dei ruoli.
Sul lavoro, la proposta è concreta: inserire clausole sociali nei bandi pubblici per garantire l'assunzione di persone con disabilità, includendo anche la disabilità psichica. Inclusione significa autonomia, non assistenza.
Infine, gli spazi: recuperare ciò che oggi è abbandonato per creare luoghi di vita: spazi per laboratori, sport, cultura, socialità. Spazi per ragazzi con disabilità e per giovani in difficoltà. Spazi per una città che cresce insieme.
A queste azioni si affianca una particolare attenzione alle politiche per la terza età, con l'obiettivo di contrastare solitudine e fragilità. Si prevede il potenziamento dei servizi domiciliari, la creazione di spazi di socialità e centri diurni diffusi nei quartieri, oltre a programmi di invecchiamento attivo che valorizzino il loro ruolo nella comunità.
Sul fronte educativo, è prevista l'introduzione del convenzionamento con le scuole dell'infanzia paritarie presenti sul territorio, per garantire maggiore equità di accesso e sostenere concretamente le famiglie.
In questa direzione, si intende promuovere anche servizi di facilitazione digitale per semplificare l'accesso alle iscrizioni e ai contributi, nonché un'interlocuzione attiva con la Regione per misure di sostegno economico alle famiglie.
Questa è la direzione: meno parole, più azioni. Una Trani più giusta, più inclusiva, più vicina alle persone.
L'incontro rappresenta il secondo di quattro appuntamenti tematici, dopo quello dedicato a viabilità e sviluppo.
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