
Sciopero nazionale della sanità privata e delle RSA , la posizione della FP CGIL
“Risorse pubbliche a pioggia, ma i contratti restano al palo. Il 17 aprile è sciopero!”
I dati emersi dall'analisi del «Centro di ricerca sugli enti pubblici» parlano chiaro e delineano un quadro allarmante per il futuro della tenuta sociale della nostra regione: la Puglia ha ormai destinato oltre la metà del proprio budget sanitario (il 51,5%) alla sanità privata accreditata, superando di gran lunga la media nazionale del 39,5%. "Siamo di fronte a un cambiamento genetico del nostro sistema sanitario," dichiara la FP CGIL Puglia. "Mentre il pubblico arretra tra carenze di organico e reparti in sofferenza, il privato diventa l'architrave del sistema, incassando oltre 2 miliardi di euro di risorse pubbliche. È inaccettabile che a fronte di questo enorme flusso di denaro, le aziende continuino a negare il diritto fondamentale al rinnovo del contratto collettivo nazionale." Il sorpasso del privato sul pubblico non è solo una questione di bilanci, ma un paradosso occupazionale. Le strutture private accreditate garantiscono i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e riducono le liste d'attesa solo grazie al sacrificio delle lavoratrici e dei lavoratori, i quali però operano in condizioni di cronico sotto-organico e con salari bloccati da anni. Mentre la Regione Puglia aumenta i tetti di spesa per le strutture private, queste ultime si rifiutano di sottoscrivere il rinnovo contrattuale, creando una discriminazione inaccettabile tra chi lavora nel pubblico e chi nel privato, a parità di mansioni e responsabilità. Se il privato smette di essere "supporto" per diventare il "proprietario" della salute dei pugliesi, il rischio è la trasformazione di un diritto universale in un servizio condizionato dalla capacità economica del singolo. Per queste ragioni, la FP CGIL Puglia sostiene convintamente lo sciopero nazionale della sanità privata e delle RSA i cui contratti sono scaduti rispettivamente da 8 e 14 anni per l'intera giornata del 17 aprile e sarà a Roma con proprie delegazioni da ogni territorio e di tutte le specificità del privato accreditato. "Non permetteremo che le risorse dei cittadini pugliesi servano a rimpinguare i bilanci di aziende che considerano il costo del lavoro come un fastidio e non come un investimento sulla salute pubblica," prosegue il sindacato. "Chiediamo alla Regione Puglia che l'accreditamento e l'erogazione dei fondi siano strettamente vincolati all'applicazione dei CCNL sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative e soprattutto che questi ultimi siano tempestivamente rinnovati. Chi riceve soldi pubblici deve rispettare chi il servizio pubblico lo garantisce ogni giorno in corsia.Soprattutto chiediamo di intervenire in Conferenza Stato Regioni e non essere più spettatori davanti a chi antepone il profitto alla salute e ai diritti dei lavoratori.. La mobilitazione del 17 aprile non è solo una lotta salariale, ma una battaglia di dignità per restituire valore al lavoro e garantire una sanità che sia davvero per tutti, e non un affare per pochi.
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