Politica

«Ricorsi a valanga, si rischia di cancellare il Pug»

I Verdi sollevano il dubbio che il Tar possa invalidare molti punti del piano

Quasi sessanta ricorsi contro il Pug da parte di imprenditori e proprietari che si sono sentiti danneggiati. E un ricorso già vinto da un privato che potrà costruire un palazzo a ridosso di una scuola, laddove in origine erano previste attrezzature collettive. E' questa la situazione prodottasi a Trani dopo l'approvazione del nuovo strumento urbanistico e il tutto in attesa che vengano discussi i Piani urbanistici esecutivi (Pue). Per questo i Verdi chiedono al Comune come intenda affrontare la situazione, per evitare il disfacimento del piano da parte del Tar.

«Nonostante i tanti ricorsi – dice il capogruppo dei Verdi, Michele di Gregorio - l'amministrazione non ha inteso, almeno a noi non risulta, approntare una generale strategia difensiva che forse permetterebbe di evitare stravolgimenti dello strumento urbanistico e probabilmente di risparmiare in termini di competenze legali sia proprie sia nei confronti dei ricorrenti». Ma c'è anche il precedente rappresentato dalla sentenza pronunciata dal Tar Puglia di Bari il 22 ottobre 2009 con la quale un privato ha ottenuto l'annullamento delle previsioni del Pug per la propria area a ridosso della scuola Baldassarre su via Istria, proprio di fronte allo svincolo della statale 16 bis. Tale area era destinata secondo il vecchio Prg a zona verde per attrezzature collettive-scuola media e quindi per questo destinata all'esproprio.

«Tuttavia – continua di Gregorio - per chissà quali ragioni, in seguito alle osservazioni del proprietario, il Consiglio comunale di Trani sin dal 1990 con delibera numero 128 mutava la destinazione dell'area in zona intensiva. La delibera è stata poi annullata dalla commissione regionale di controllo, ma la destinazione è stata conservata anche dopo l'intervento del commissario ad acta nel 1999. Anche con il nuovo Pug l'area conservava la sua possibilità edificatoria con la previsione però di una maggiore cessione, rispetto a quanto avvenuto per gli edifici circostanti, di area per le urbanizzazioni secondarie e riducendo l'indice di fabbricazione. In seguito alle osservazioni presentate dal proprietario, il dirigente invitava il Consiglio comunale all'accoglimento della stessa in riferimento alla specifica storia amministrativa della stessa. Tuttavia l'osservazione veniva respinta e il proprietario proponeva il ricorso al Tar».

Nella sentenza che ha dato ragione a quest'ultimo, i giudici amministrativi hanno evidenziato che sarebbe stato necessario per una diversa soluzione da quella richiesta dal privato l'esistenza di motivazioni specifiche di pubblico interesse che avrebbero permesso il sacrificio dell'aspettativa del privato. Tuttavia la sentenza ha obbligato il Comune di Trani a seguire la richiesta del privato con la conseguenza che a ridosso della scuola ci sarà un bel palazzone. «Il paradosso – rimarca il consigliere Francesco Laurora - tuttavia è che nonostante in sede di osservazioni fosse stata dichiarata la fondatezza della richiesta del privato, invece il Comune di Trani ha deciso di impugnare la sentenza conferendo mandato a un legale esterno. Allora la domanda sorge spontanea: l'urbanistica a Trani da chi e come viene gestita? L'amministrazione comunale come intende affrontare la valanga di ricorsi giudiziari?».

«Aspettiamo la convocazione di un Consiglio comunale – conclude di Gregorio - considerato il pericolo reale del disfacimento ad opera del Tar del nuovo Pug magnificato come la panacea di ogni male dall'amministrazione».
  • Verdi
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