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Scuola e Lavoro

Scuola, appesa a un filo la sorte dei docenti precari

Il segretario generale Uil, Gianni Verga: «Studenti e famiglie penalizzate»

«La sorte dei docenti precari pugliesi Gae è appesa a un filo, il che è assurdo non solo perché significa che tanti lavoratori sono privi di un reddito stabile, ma anche perché in una situazione come quella che sta vivendo la nostra regione, con un evidente deficit di personale che mina la qualità dell'offerta formativa, penalizzando tanti studenti e tante famiglie, andrebbe trovata quanto prima una soluzione concreta». Alla vigilia della decisione del Mef riguardo all'ampliamento degli organici, derivante dalla trasformazione dell'organico di fatto in diritto, che se fosse numericamente rilevante permetterebbe l'assunzione in ruolo di molti precari storici inseriti nelle graduatorie ad esaurimento, dei vincitori di concorso e il ritorno nel luogo di residenza dei docenti trasferiti al nord, il segretario generale della Uil Scuola Puglia, Gianni Verga, rende noti i dati elaborati dall'Ufficio Studi della Uil Scuola regionale.

«Ad oggi - spiega Verga - il numero globale degli iscritti nelle GaE Puglia è di 4905 unità, il che significa circa 5000 famiglie prive di un reddito annuale stabile. Di questi, 1579 docenti di scuola secondaria di primo e secondo grado e 3326 docenti di scuola dell'infanzia e primaria e personale educativo. Nel dettaglio, la provincia di Bari conta 683 docenti di scuola secondaria e 1363 docenti di scuola dell'infanzia e primaria e personale educativo, la provincia di Taranto 135 docenti di scuola secondaria e 383 docenti di scuola dell'infanzia e primaria e personale educativo, la provincia di Foggia 288 docenti di scuola secondaria e 642 docenti di scuola dell'infanzia e primaria e personale educativo, la provincia di Brindisi 97 docenti di scuola secondaria e 282 docenti di scuola dell'infanzia e primaria e personale educativo, la provincia di Lecce 376 docenti di scuola secondaria e 656 docenti di scuola dell'infanzia e primaria e personale educativo».

Nell'ultima pubblicazione Istat la Puglia risulta al secondo posto (dopo l'Emilia Romagna) con la media regionale alunni/classe più elevata rispetto alle altre regioni d'Italia (20,5 per la primaria e 22,6 per la secondaria di primo grado) e a quella nazionale. «Inoltre - prosegue Verga - la nostra regione è al terz'ultimo posto per diffusione del tempo pieno nella scuola primaria e al secondo posto per ricorso al modello a 27 ore (solo 1952 classi, su un totale di 9100, sono a tempo pieno). Dopo anni di continua e costante discesa, torna a crescere in Puglia la dispersione scolastica. Una lieve flessione in aumento, che suona come campanello d'allarme. Dall'anno scolastico 2014/2015 la dispersione scolastica è tornata a crescere, raggiungendo il livello del 17.7%. Preoccupanti sono anche i dati dei pensionamenti previsti per il prossimo anno scolastico, appena 1233 in tutta la Puglia, e i dati del corrente anno scolastico sulla disoccupazione cui sono stati condannati tanti docenti delle GaE pugliesi. Solo per fare alcuni esempi, nella sola provincia di Lecce, la più colpita da questo fenomeno, i docenti GaE rimasti senza incarico annuale al 30 giugno sono tutti i docenti di diritto, matematica, chimica e fisica della scuola secondaria di II grado; 76 su 82 nel sostegno scuola secondaria di I grado; 123 su 133 nel sostegno scuola secondaria II grado. La situazione delle Gae infanzia e primaria, infine, risulta particolarmente critica in ragione dell'aumento esponenziale degli iscritti nelle graduatorie a seguito delle sentenze favorevoli ottenute dai diplomati magistrale».
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