Scuola e Lavoro

Soluzione per i ristoratori del porto di Trani, interviene Confesercenti

«Si gioca ormai scambiandosi i ruoli per darsi una parvenza di trasparenza»

«Innanzitutto ci preme sottolineare che i problemi legati al regolamento riguardano tutto il centro storico e non solo la zona del porto e forse la soluzione era già scritta nel regolamento. Per l'ennesima volta è stato cambiato il piano di individuazione delle zone pedonali e del traffico. A riguardo ci domandiamo come mai, visto che si stava organizzando un piano del traffico definitivo. Ottima l'organizzazione mediatica e di copertura dell'associazione ristoratori porto e dello stesso D'Ambrosio, presidente ombra della stessa. Si gioca ormai scambiandosi i ruoli per darsi una parvenza di trasparenza, finta partecipazione e legalità, quando tutto ciò che accade ci sembra sapientemente pre organizzato ad arte. Ci spiace per i ristoratori, ormai considerati sudditi e strumento in mano ad attori che chiamare politici è sin troppo. Questo comportamento è al limite della legalità: si impiegano procedure amministrative di legge per interessi di parte. Mentre gruppetti di zone limitate della Città vengono – avendo già predisposta la riunione, le domande e le risposte – ricevuti in pompa magna, le associazioni datoriali come Confcommercio e Confesercenti, firmatarie del CCNL (Contratti Nazionali di Lavoro) e dei protocolli Regionali del Partenariato Economico Sociale (PES) continuano ad essere ignorate perché evidentemente si ha paura di chi persegue comportamenti legali, chiari e trasparenti. Se nel passato si poteva pensare di comportarsi in maniera estemporanea e in "urgenza perpetua", oggi, di fronte ad un "regolamento approvato in Consiglio Comunale", non si può continuare a nascondere la polvere sotto il tappeto e far finta di niente. Quando si toglierà il tappeto chi dovrà gestire la patata bollente di un problema già incancrenitosi? Perché dobbiamo continuare a nasconderci e a non affrontare i problemi di petto? Che diranno di tale soluzione (se così sarà perché siamo realmente scettici della sua bontà) superficiale e parziale, la Sovrintendenza, la stessa Procura che ha disposto il sequestro delle pedane? Per non parlare di quegli imprenditori che in passato hanno tentato di farsi autorizzare pedane e gazebo di qualità e stile affinché la città migliorasse la sua offerta ricettiva?
E quelli che hanno già abbandonato. Chi li ripagherà. Quale giustizia per loro? E' così che si vogliono dare i servizi per costruire un progetto di turismo serio e fuori dagli stereotipi? Per favore, abbandoniamo discorsi di politica di parte, di destra o sinistra che siano. Ai commercianti tutti, quali cittadini di una città che tutti amiamo diciamo: "Provate a combattere per delle soluzioni definitive; non accontentatevi di provvedimenti parziali cui siete abituati da anni che costruiranno poco o nulla e che anzi alimenteranno un clima di sfiducia e di torpore da cui questa città stenta ad uscire. se volete lavorare con tranquillità e senza spade di Damocle sul collo". Se si vuole si può.»

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