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Stop alla distribuzione di bevande alcoliche presso gli h24

Unimpresa Bat porta alla luce dubbi e contraddizioni

Da tempo ormai è stata vietata la distribuzione di bevande in contenitori di vetro o di alluminio dopo le ore 22, ma ora stop anche all'alcol. Sull'argomento è intervenuta l'associazione provinciale Unimpresa Bat. «Mentre il Consiglio dei Ministri ha deliberato l'impugnativa della legge regionale del 16 aprile 2015, numero 24, il cosiddetto "Codice del Commercio" della Regione Puglia, quello stesso Codice impugnato comincia a mietere le prime vittime e questa volta tocca ai gestori di Distributori Automatici di bevande. Infatti al Titolo VII (Forme Speciali di vendita al Dettaglio) della Legge regionale si legge: "E vietata la somministrazione di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione" con la previsione delle sanzioni di cui al Titolo VIII (Sanzioni e Norme Finali), art. 61 comma 6, dove si legge: "Le violazioni alle prescrizioni della presente legge, diverse da quelle considerate ai commi 3,4 e 5, sono punite con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro cinquecento a euro 3 mila".

Una brutta botta per i gestori di Distributori Automatici che hanno visto un proliferare di tali forme di distribuzione in questi ultimi anni, soprattutto nei centri storici, dove l'uso ed abuso di alcol avviene in modo eccessivo e spregiudicato, senza controlli. Niente alcol, dunque, a partire dalla fresca e gradevole birra che, ora, bisogna acquistare esclusivamente o nei bar o negli esercizi commerciali di vendita al dettaglio o addirittura negli stessi esercizi che detengono apparecchi per la distribuzione automatica.

Così come accaduto per altre norme e regolamenti, puntualmente disattesi, a cominciare dalle disposizioni, proprio in materia di abuso di alcol, anche in questo caso non si possono non notare alcune contraddizioni. Infatti, probabilmente, chi ha avuto la fortuna di potersi confrontare con la Regione Puglia su questo provvedimento, che rischia seriamente di essere vanificato, deve essersi mostrato particolarmente distratto, posto che probabilmente ignora che già da ora per poter prelevare una bevanda alcolica dai distributori automatici è necessario introdurre la tessera sanitaria, altro documento di riconoscimento, e l'erogazione avviene solo in presenza di età superiore agli anni 18. Si assisterebbe, quindi, al paradosso di poter acquistare la stessa birra di appena 4 gradi alcolici presso l'esercizio commerciale o il bar, senza la presentazione del documento mentre non poterlo fare da un distributore automatico dove invece è necessario introdurre la tessera».

«In realtà - conclude Unimpresa - basta girare per le città, dal centro alle periferie, per vedere giovanissimi, quasi tutti minorenni, stringere tra le mani bottiglie in plastica da un litro e un litro e mezzo piene di vino e consumarlo come un innocuo succo d'arancia. Quelle bottiglie non vengono distribuite dall'apparecchio automatico, eppure in giro ce ne sono in quantità industriale. Allora cosa significa, che questa normativa è una delle tante lavacoscienze come tutte le altre? Vedremo».
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