
Cronaca
Terapia del dolore, ancora in troppi ignorano la legge
Aperta a Trani la due giorni di approfondimenti sul tema. Al centro del dibattito lo stato d’attuazione della legge 38
Trani - sabato 18 maggio 2013
16.14
Diffondere una vera cultura del dolore, rendere consapevoli i pazienti del loro diritto a non soffrire, sensibilizzare quei medici che ancora non sanno di poter oggi prescrivere gli oppioidi senza ricorrere al ricettario speciale grazie alle semplificazioni introdotte dalla legge 38. Di questo e di molto altro si è parlato a Trani in apertura delle due giornate nazionali dell'impegno contro la sofferenza inutile.
Il dolore cronico è una malattia che affligge 1 italiano su 4 (circa 15 milioni di persone), il 40% fra gli over 65. In Puglia ne soffre più di 1 milione di cittadini: ogni 1000 abitanti 3 necessitano di cure palliative. Nel corso del convegno organizzato a palazzo San Giorgio si è discusso su come favorire una più efficace gestione della sofferenza in Puglia ed in Italia, sull'individuazione delle strategie atte a migliorare l'approccio diagnostico e terapeutico al problema. A parlarne, fra gli altri, Guido Fanelli, presidente della commissione ministeriale sulla terapia del dolore e cure palliative, papà della legge 38. In Puglia la reale applicazione della legge, a 3 anni dalla sua approvazione, necessita ancora di sforzi da parte di tutti gli attori del sistema sanitario perché molto resta da fare per garantire ai cittadini un equo accesso alle cure appropriate.
Fanelli, nel suo intervento, ha sottolineato come in Italia siano ancora troppo sottoutilizzati gli oppioidi. Il nostro Paese è all'ultimo posto in Europa nell'impiego di analgesici oppioidi contro il dolore. Il consumo di morfina è ritenuto dall'organizzazione mondiale sanitaria indice di civiltà di un Paese poiché costituisce un buon indicatore degli interventi che quel Paese attua per la riduzione ed il controllo del dolore. L'auspicio lanciato da Trani è che l'Italia possa allinearsi alla situazione degli altri Paesi europei dove, correttamente, gli oppioidi sono considerati farmaci come tutti gli altri, a volte di prima scelta, per affrontare il dolore moderato-severo in una vasta gamma di situazioni, dal dolore osteoarticolare a quello oncologico.
Nel ringraziare il sindaco di Trani per l'attenzione mostrata nell'accogliere in città questo appuntamento, Fanelli ha lanciato una proposta: «Trani, attraverso un atto di indirizzo, si candidi a diventare città libera dal dolore così come ha fatto Minorca in Spagna. Sarebbe un segnale importante da lanciare a tutto il Paese».
Il dolore cronico è una malattia che affligge 1 italiano su 4 (circa 15 milioni di persone), il 40% fra gli over 65. In Puglia ne soffre più di 1 milione di cittadini: ogni 1000 abitanti 3 necessitano di cure palliative. Nel corso del convegno organizzato a palazzo San Giorgio si è discusso su come favorire una più efficace gestione della sofferenza in Puglia ed in Italia, sull'individuazione delle strategie atte a migliorare l'approccio diagnostico e terapeutico al problema. A parlarne, fra gli altri, Guido Fanelli, presidente della commissione ministeriale sulla terapia del dolore e cure palliative, papà della legge 38. In Puglia la reale applicazione della legge, a 3 anni dalla sua approvazione, necessita ancora di sforzi da parte di tutti gli attori del sistema sanitario perché molto resta da fare per garantire ai cittadini un equo accesso alle cure appropriate.
Fanelli, nel suo intervento, ha sottolineato come in Italia siano ancora troppo sottoutilizzati gli oppioidi. Il nostro Paese è all'ultimo posto in Europa nell'impiego di analgesici oppioidi contro il dolore. Il consumo di morfina è ritenuto dall'organizzazione mondiale sanitaria indice di civiltà di un Paese poiché costituisce un buon indicatore degli interventi che quel Paese attua per la riduzione ed il controllo del dolore. L'auspicio lanciato da Trani è che l'Italia possa allinearsi alla situazione degli altri Paesi europei dove, correttamente, gli oppioidi sono considerati farmaci come tutti gli altri, a volte di prima scelta, per affrontare il dolore moderato-severo in una vasta gamma di situazioni, dal dolore osteoarticolare a quello oncologico.
Nel ringraziare il sindaco di Trani per l'attenzione mostrata nell'accogliere in città questo appuntamento, Fanelli ha lanciato una proposta: «Trani, attraverso un atto di indirizzo, si candidi a diventare città libera dal dolore così come ha fatto Minorca in Spagna. Sarebbe un segnale importante da lanciare a tutto il Paese».
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