
Vita di città
Trani si ribella: nasce il comitato per la legalità, marcia il 4 marzo
E sull'omicidio Mastrodonato indagini a ritmo serrato
Trani - mercoledì 15 febbraio 2017
10.53
Dopo i recenti episodi criminali, sfociati domenica nell'omicidio del giovane Antonio Mastrodonato, Trani si ribella. In attesa che polizia e magistratura facciano luce sui responsabili dell'omicidio, in città si sta costituendo un comitato spontaneo apolitico, che organizzerà una marcia cittadina per la legalità e contro la criminalità. Si terrà il 4 marzo dalle 9.30 alle 12.30. Hanno aderito già tantissime associazioni (anche di categoria), comitati cittadini, scuole e parrocchie. Ma tutti sono invitati a partecipare. "Solo l'unione può e deve essere una forza comune per Trani", dicono alcuni dei promotori.
Polizia e squadra mobile, coordinate dalla Dda di Bari, intanto, sarebbero a buon punto nelle indagini sul delitto di via Superga. Avrebbero già le idee chiare sulla dinamica del delitto, forse una vendetta per una lite di qualche giorno prima, consumata nella stessa zona. Fondamentali sono state le immagini acquisite dai filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona.
Si cerca negli ambienti della criminalità organizzata locale, cui la vittima non era estranea. Aveva qualche precedente, ma soprattutto era figlio di quel Vincenzo Salvatore Mastrodonato arrestato nel settembre 2014 per il sequestro di un 37enne di Palo del Colle, che stava per essere dato in pasto ai maiali: era colpevole di non aver recuperato un carico di droga proveniente da Torino. In manette finirono in otto, tra gli altri anche Luigi Colangelo, poi diventato collaboratore di giustizia. Diverse le persone già sentite e anche gli stub eseguiti su alcuni sospettati. L'individuazione dei colpevoli sarebbe solo questione di ore.
Polizia e squadra mobile, coordinate dalla Dda di Bari, intanto, sarebbero a buon punto nelle indagini sul delitto di via Superga. Avrebbero già le idee chiare sulla dinamica del delitto, forse una vendetta per una lite di qualche giorno prima, consumata nella stessa zona. Fondamentali sono state le immagini acquisite dai filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona.
Si cerca negli ambienti della criminalità organizzata locale, cui la vittima non era estranea. Aveva qualche precedente, ma soprattutto era figlio di quel Vincenzo Salvatore Mastrodonato arrestato nel settembre 2014 per il sequestro di un 37enne di Palo del Colle, che stava per essere dato in pasto ai maiali: era colpevole di non aver recuperato un carico di droga proveniente da Torino. In manette finirono in otto, tra gli altri anche Luigi Colangelo, poi diventato collaboratore di giustizia. Diverse le persone già sentite e anche gli stub eseguiti su alcuni sospettati. L'individuazione dei colpevoli sarebbe solo questione di ore.
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