Colonnello Massimiliano Galasso, Comandante Provinciale Carabinieri BAT. <span>Foto Andrea Catino </span>
Colonnello Massimiliano Galasso, Comandante Provinciale Carabinieri BAT. Foto Andrea Catino
Attualità

Truffe su whatsapp, sui social e di persona “per salvare un parente in difficoltà”. I chiarimenti dei Carabinieri

Abbiamo intervistato sul tema il Colonnello Massimiliano Galasso, Comandante Provinciale dell’Arma, per fare prevenzione anche tramite l’informazione

Si moltiplicano le segnalazioni, anche a Trani e in tutta la BAT, di truffe perpetrate attraverso gli smartphone. L'ultima frontiera è il messaggio WhatsApp da un numero sconosciuto in cui una persona di fiducia (un figlio, un nipote, un amico, un collega) invita a salvare quel numero e a mettervisi in contatto. Esche costruite ad arte, soprattutto perché a volte le "finestre" che appaiono sulle notifiche dei telefoni si presentano mascherate da loghi familiari e conosciuti perfettamente riprodotti, come ad esempio nel caso di Google, Lidl o Poste Italiane.

Proprio per far luce su questo tipo di fenomeni abbiamo intervistato il Comandante Provinciale dei Carabinieri, il Colonnello Massimiliano Galasso, recentemente subentrato alla guida dell'Arma locale, andando ad affrontare le diverse tipologie di truffe registrate negli ultimi mesi.

"Comandante, parliamo di una fattispecie di reato che non coinvolge solo le consorterie locali ma anche criminali che arrivano da fuori regione. Analizziamo insieme il fenomeno affinchè anche tramite la conoscenza si possa combattere la criminalità."

"Non è un fenomeno geo-localizzato ma partiamo dal presupposto che siamo in presenza di personaggi che hanno delle expertise nel settore e puntano su alcune peculiarità relativamente all'individuazione delle vittime, sfruttando le vulnerabilità personali come quelle affettive. Vanno distinte le truffe che avvengono sul web, come quelle dei che avvengono sulle app di messaggistica e sui social network da quelle che avvengono di persona; si tratta di predatori che utilizzano abilmente quelli che sono gli affari del cuore.

Come ho già detto quando ci siamo presentati dobbiamo essere coscienti del fatto che il web è una vera e propria piazza virtuale e la nostra presenza digitale è un continuum di quello che è la nostra vita giornaliera; nella vita virtuale va usata la stessa attenzione e cautela applicata nella vita reale.

Quello che dobbiamo stimolare è una campagna seria di prevenzione; noi facciamo tanto e possiamo fare ancora di più per scongiurare questi fenomeni ma tutto deve partire dalla prevenzione per evitare a monte che il danno non avvenga. Quando si viene truffati purtroppo si toccano i sentimenti di una persona, che subito si sentirà più vulnerabile, perdendo fiducia negli esseri umani.

Recuperare il maltolto purtroppo non è semplice, diversamente dall'accertamento delle responsabilità. Quello che mi interessa particolarmente è la sensibilità umana e invitare ad una riflessione su questo, visto che l'azione dei predatori fa leva proprio sui sentimenti. Normalmente queste truffe infatti prevedono la simulazione di un incidente di un parente o la rappresentazione di un congiunto in una grave situazione di difficoltà; si va ad incidere su quella che è la coesione sociale. La fiducia nel prossimo è la base delle dinamiche di una comunità e una volta che viene meno abbiamo distrutto le radici e le fondamenta della nostra democrazia, e non possiamo permettercelo."

"Proviamo a dare alcune regole di comportamento che possano aiutare i nostri lettori."

"Carabinieri, Polizia o altre istituzioni che chiamano sul telefono o fermano persone per strada dicendo che hanno bisogno di soldi per sistemare i danni causati o patiti dai parenti non esistono.

Questa cosa è sempre un'esca per un atto criminale. Non dare informazioni personali o informazioni di qualsiasi tipo sul web, che possano portare ad un furto di identità come ad esempio numero di cellulare, di conto corrente o di carta di credito; tutto ciò che è afferente alla propria personalità fiscale ed economica non deve essere fornito sul web.

Appena c'è anche solo un segnale latente di questo tipo di comportamenti bisogna denunciare sempre, chiamando il numero unico di emergenza 112 o rivolgendosi ad un qualsiasi ufficio delle forze dell'ordine. Il cittadino deve essere garantito in qualsiasi ufficio di Polizia si rivolga."

"Comandante come avviene materialmente questa truffa e di che importi si parla?"

"L'ultima frode che abbiamo registrato è la truffa del cellulare. Arriva un messaggio con scritto "Sono tuo/a figlio/a mi si è rotto il cellulare. Lo sto cambiando, ti fornisco un numero nuovo, per favore fammi una ricarica e mandami il tuo numero di conto corrente così posso acquistare un telefono nuovo.

Questa frode porta poche centinaia di euro nelle tasche del predatore, colpendo però gravemente non solo la capacità economica di soggetti che già possono trovarsi in stato di difficoltà ma anche la sfera emotiva del soggetto truffato.

Quella che invece si sta verificando più spesso di persona è la segnalazione di un parente stretto che ha subito un incidente e si trova ricoverato da qualche parte e ha bisogno di qualche migliaio di euro, da consegnare ad un complice che si spaccia per un appartenente alle forze dell'ordine.

La diffusione del fenomeno e la categoria delle vittime scelte, spesso già fragili, è ciò che da più fastidio e su cui intervenire."

"C'è anche un altro tipo di truffa che viene portata avanti che avviene con messaggi di app false o di siti e email che si fingono banche o assicurazioni."

"Quando ci si affaccia sul web bisogna comportarsi con le regole di normale diligenza usate nella vita quotidiana.

Una regola ad esempio è quella di verificare sempre l'indirizzo mail da cui provengono le proposte, cliccando con il tasto destro sul mittente e facendo attenzione che l'indirizzo corrisponda a quello reale del soggetto per cui si spacciano, effettuando anche delle ricerche di recensioni sul web. Resta sempre la possibilità di rivolgersi alle Forze dell'Ordine per richiedere una verifica o un controllo.

Discorso a parte invece per i cosiddetti ransomware, caso in cui vengono mandate delle mail o dei messaggi spia che criptano tutto il contenuto di un computer chiedendo dopo un riscatto anche in moneta digitale per avere un codice di sblocco del dispositivo; fenomeno questo che coinvolge maggiormente gli studi professionali e le aziende.

Il consiglio è quello di non fornire mai dettagli di tipo personale sul web o per strada facendo sempre delle verifiche; come controlleremmo ciò che stiamo andando ad acquistare fisicamente bisogna approcciarsi al web con le stesse regole che usiamo nella vita reale."
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