Apatheia

Le liberalizzazioni per le allodole

L’uomo, la famiglia, il popolo sono un numero

Il governo Monti, spacciato come un vero e proprio ormone della crescita per una Italia in fase terminale, è ormai alle strette, smascherato, il popolo ha compreso che l’unico interesse dei governanti è salvare loro stessi, le loro banche ed il loro morente sistema capitalistico. L’uomo, la famiglia, il popolo per i governanti sono un numero, solo un numero che si può sottrarre e dividere in base al progetto da portare a termine, al sistema da salvare. Berlusconi ha cominciato quest’opera spacciandosi inizialmente come uomo della nuova repubblica, uomo di rottura con la vecchia, malata e corrotta repubblica ed è riuscito a vendersi bene per molti. Salvo poi rivelarsi per quel che era e fino ad essere la vox clamantis in deserto (voce che urla nel deserto), l’uomo che prepara la strada al serio e serafico Monti ed alle sue prefiche. Il decreto per la crescita sembra fatto da un profeta, uno che ama il suo popolo, equo come può esserlo solo un padre per i suoi figli, un neo Robin Hood che toglie alle banche per dare alle famiglie, costruisce moderni ospedali anziché costosi aerei da guerra, pieno di lavoro per tutti e case popolari. Tant’è vero che nell’amorevole decreto troviamo: aumentato dell’età pensionabile, riduzione delle pensioni calcolate con il sistema contributivo, aumento delle tasse, tasse sulla prima casa, aumentato dell’Iva e dell’Irpef, aumento dei ticket sanitari, aumento del costo della benzina ed altro ancora. Poi, sempre per favorire i poveri e bastonare i ricchi, sale lo spread BTP-Bund così i ricchi speculano con gli investimenti e gli italiani, prima o poi, si troveranno a pagare il conto, sempre che potranno e che lo vorranno. Altro che mettersi a piangere doveva la prefica! Ma come fare per convincere il popolo italiano, sempre attento ed unito, a mandar giù la medicina così amara ma necessaria? Con gli italiani non si passa anche se viene toccato il più povero e derelitto dei suoi fratelli. Crè (nei sogni, metaforico). Agli italiani basta poco, basta accontentare il 20% di loro che poi questo 20 un po’ convince, un po’ costringe e un po’ imbroglia un altro 20%, più il 10% che sono i ricchi per fatti loro e le banche, più 1 che non ha capito niente perché stava guardando il Grande Fratello ed ecco che il 50% più 1 è favorevole. Ed ecco a voi per dividere et imperare gli italiani lo specchietto per le allodole: Liberalizzazioni. Che brutta parola.

Intanto il settore bancario ed assicurativo non sono stati neppure sfiorati dai loro protettori. Liberalizzare le licenze non vuol dire che il giovane disoccupato si compra la licenza e, fresco-fresco, bello-bello e giovincello-giovincello, diventa competitivo, cresce e si sistema, un nuovo ricco. No. Vuol dire che pochi ricchi, quelli con maggiore disponibilità di capitali, si comprano tutte le licenze, se le spartiscono senza neanche litigare e dominano il mercato, decidono le tariffe a loro piacimento, assumono operatori, i giovani, da sfruttare, sicuramente precari e senza garanzie, il servizio peggiora e i prezzi salgono.

Questa è la falsa libertà delle liberalizzazioni, è la libertà di farsi solo del male mentre i capitali restano dove sono, nelle mani di pochi e noi, povere anime dannate trascinate dalla bufera senza neanche essere stati lussuriosi, che non abbiamo più un politico che ci rappresenti perché rappresentare i poveri, i lavoratori, i disoccupati, i pensionati, i vecchi è desueto, ci scanniamo per la licenza di essere liberi per finta.
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