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I lavoratori non ci stanno: «Il nostro caso sia motivo d'orgoglio»

Lettera aperta della cooperativa che gestisce La Lampara

In altre zone d'Italia, un'iniziativa come la nostra è considerata una iniziativa di eccellenza, da sostenere e da replicare. Ex dipendenti di una ditta che chiude, che decidono di rischiare in proprio, per dare da lavorare a se stessi, a molti giovani e ai meno giovani che, comunque non trovano una occupazione oppure che l'hanno persa. Invece qui da noi, nel Sud d'Italia, a Trani, si denigra tutto.

Ci siamo costituiti in cooperativa quali ex dipendenti di una ditta che era in gravissime difficoltà economiche, non pagava più i fornitori, tra i quali anche il Comune, ovvero non corrispondeva il fitto da diversi anni, ma anche gli stipendi di molti di noi. Il titolare della ditta ci comunicò a settembre del 2013 che intendeva andare all'estero e che non poteva più provvedere a noi. Decidemmo di rischiare sulla nostra pelle e di costituirci in cooperativa affittando l'azienda Lampara.

Investimmo in una ristrutturazione interna che ha dato nuovo impulso alla struttura, bonificata nell'immagine e nelle economie. Abbiamo ripreso a lavorare e a far lavorare con noi tanti altri giovani soprattutto nel week end, dai camerieri ai barman, dalle signore delle pulizie sino alla security, crescendo di numero nel tempo. Abbiamo ridato lustro alla città di Trani con tanti appuntamenti con spettacoli di artisti nazionali ed internazionali, che portano a Trani gente, anche da fuori regione, che riempie anche i ristoranti, i bar, gli hotel e i B&B e tante altre strutture per poi trascorrere la serata a La Lampara.

Abbiamo recuperato negli archivi della biblioteca comunale di Trani "Giovanni Bovio", dopo mesi di ricerca, le migliori immagini del locale dagli anni 1954 sino ai giorni nostri e realizzato una galleria fotografica sui muri della parte storica del locale, destinata a ristorante, come per un museo, per poter divenire locale storico d'Italia. Siamo l'unico locale da ballo aperto e funzionante tutti i fine settimana, perché durante la crisi economica, tutte le strutture da ballo della provincia Bari e Bat hanno chiuso per le gravi difficoltà economiche (vedi anche Divinae Follie andata all'asta), o perché non riuscivano a mantenere in piedi la gestione.

Ma il vero segreto della nostra cooperativa sta nella aggregazione di persone che abbiamo coinvolto, dai pr al management, alla direzione artistica, ai lavoratori stessi, perché La Lampara da sola farebbe la stessa fine degli altri tanti locali pugliesi che hanno chiuso. Abbiamo pagato dal dicembre 2013 ad oggi, sempre puntualmente, tutti i fitti al Comune di Trani, che li ha incassati, in quelle cifre corrisposte è compreso anche parte del debito della ditta nella quale lavoravamo nei confronti del Comune. Manteniamo accesa una "luce" sul lungomare e piazzale Colonna che diversamente rimarrebbero spazi morti e deserti. Abbiamo la consapevolezza di aver fatto tutto ciò che andava fatto per il "bene comune" del Comune di Trani e dei tranesi, perché Trani non può prescindere dall'avere una struttura di intrattenimento professionalmente organizzata.

Abbiamo pianificato per la stagione invernale una serie di importanti appuntamenti di spettacolo con artisti che sicuramente avranno un ritorno di pubblico numeroso per La Lampara e per Trani, se ci sarà consentito farlo. Noi abbiamo solo bisogno e voglia di lavorare. Non è probabilmente un caso che, proprio domani sera, daremo l'ennesima prova di vitalità, facendo esibire Jerry Calà e la sua band a La Lampara, emblema entrambi della Dolce Vita.
  • Comune di Trani
  • La Lampara club
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