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Amiu: Ma non è un film già visto?

Lettera in redazione di Giuseppe Mastromauro

Quando ci è arrivata la notizia siamo rimasti letteralmente increduli: era una notizia vera o un semplice replay di quanto avvenuto nell'ormai lontano 2002? Intendiamo riferirci al licenziamento con procedimento sommario affrettato, conclusosi prima dell'insediamento della nuova amministrazione comunale ed in modo unilaterale del dirigente dell'Amiu. Il dirigente licenziato è noto non solo nell'ambito cittadino, ma anche in quello regionale e nazionale, per la sua valenza nella progettazione, realizzazione e gestione della discarica per rifiuti non pericolosi di Trani; per essere stato uno dei primi in Italia ad aver progettato e realizzato l'Isola ecologica, oltre all'impianto di selezione dei rifiuti denominato per brevità "Ricicleria" (che aveva incontrato nelle varie epoche, persino il plauso degli ostici ambientalisti, in quanto le realizzazioni erano impostate all'insegna della trasparenza), e comunque uno dei maggiori esperti nel campo dei rifiuti solidi urbani.

Non ci sembrano giudizi interessati o di parte, quelli sopra esposti, in quanto testimoni da oltre un trentennio dell'operato del competente ed onesto tecnico tranese, e conoscitori della storia particolareggiata delle Aziende ex Municipalizzate Tranesi Amet ed Amiu. In risposta alla domanda postaci in premessa, dopo approfondimenti e riflessioni, purtroppo la notizia risulta vera ma (sarà un caso?) il fatto sembrerebbe l'inizio di un replay di quanto avvenuto nell'altra ex Municipalizzata Amet nel 2002.

Amet 2002: il Sindaco pro-tempore nomina un amministratore delegato forestiero proveniente da una banca d'affari di Milano molto chiacchierata (e con il suo presidente arrestato per il crack Italgrani). L'Amet possiede in quel momento liquidità per 32 miliardi di lire pari a circa 16 milioni di euro. Il suo Direttore pro tempore, artefice, insieme ad appassionati amministratori, dell'evoluzione tecnologica ed organizzativa dell'Azienda elettrica veniva depauperato di funzioni fino ad essere costretto alle dimissioni onde evitare il coinvolgimento in iniziative disastrose. Il sindaco decadeva dal suo incarico anche per la sfiducia di settori politici comunali legati a tale amministratore delegato ed il Comune veniva assunto in gestione da Commissari prefettizi.

Senza più ostacoli all'Amet : si contraevano mutui pur avendo soldi in cassa (provvigioni laute per gli intermediari finanziari); si creavano società mangiasoldi, di fatto, mai entrate in funzione; si risarciva l'Enel per cifre superiori ai 30 miliardi di lire mentre l'ex Direttore valutava il riscatto degli impianti dell'Enel non più di 14-18 miliardi, anche perché da tempo privi delle necessarie manutenzioni preventive; l'amministratore si auto-definiva un compenso anche per le società controllate e non operative. Si omette altro per carità cristiana.

Oggi l'Amet versa in crisi finanziaria seria, non è aggiornata ai nuovi sistemi tecnologici della stazione elettrica a 150.000 volt, non è puntuale nella lettura e fatturazione dei consumi degli utenti, non ha più la pregressa alta considerazione in città e negli organi federativi.

Amiu 2015: decadenza del Sindaco (che aveva nominato un nuovo consiglio di amministrazione per l'Amiu); ennesima gestione commissariale; revoca del Consiglio di amministrazione con nomina di un Amministratore unico, per risparmiare (!) ma l'A.U. nomina tre avvocati suoi consulenti, con riferimento tutti presso uno studio legale di uguale indirizzo in Bari (se c'è una cosa che non manca a Trani sono gli avvocati!), oltre ad un ingegnere; consistenza del fondo di accantonamento post esercizio della discarica pari a circa 16 milioni di euro (Tanti quanti ne aveva l'Amet in cassa nel 2002)

Superando i pareri tecnici contrari del dirigente Amiu (e riversando poi sullo stesso colpe non sue): si consentiva a moltissimi comuni di conferire, a prezzi modesti, nella discarica tranese, rifiuti in quantità non compatibili con la struttura stessa, oggi è Trani che deve conferire in altre discariche a prezzi esosi i propri rifiuti; non si portava in porto la gara per l'estrazione e lo sfruttamento del biogas, che oltre a mancati ricavi, per oltre un milione di euro annuo, la presenza del biogas non estratto esercitava un'anomala pressione sul liquido "percolato" facendolo strabordare in cima alla discarica e provocando inquinamento della falda; non si è mai avuto fermezza nello stabilire ed a volte esigere prezzi di smaltimento congrui da parte dei comuni che conferivano i propri rifiuti.

Nell'indifferenza di tutti quindi si è fatto in modo sia nel 2002 per l'Amet sia nel 2015 per l'Amiu di liberarsi, servendosi di amministratori importati (da chi?), di valenti "presìdi" delle 2 Aziende partecipate, svalorizzando gli storici "fiori all'occhiello" di Trani, il cui degrado inarrestabile è sotto gli occhi di tutti. Un film già visto che deve stimolare il nuovo Sindaco, cui si riconosce onestà intellettuale ed attaccamento ai valori della Tranesità, a vigilare e porre assoluto rimedio. Tanto ho ritenuto di esternare, non per la mia storia passata ma per il sensibile ed immutato forte attaccamento alla città con la speranza che la sua decadente rotta venga invertita.
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