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Trani capitale della cultura: utopia o realtà?

La riflessione di Mauro Spallucci (Omi)

Candidarsi a poter essere capitale italiana della cultura è utile? C'è proprio bisogno è la mia riflessione, se a qualcuno interessa ancora il futuro della nostra comunità. Ovviamente servirà organizzarsi, preparare la città ed i cittadini. Perché c'è proprio bisogno? Cosa ne deriva per i cittadini e tutta la nostra comunità? La risposta è semplice: finanziamenti pubblici, possibilità di organizzare certi settori di pubblica utilità oppure inventarli altri, afflusso di turisti, molto lavoro per alberghi e ristoranti ma anche per gruppi e associazioni culturali e artistiche. Può cambiare in meglio, allora, la vita di tutta la città? Può migliorare la sua bellezza? Può potenziare i buoni sentimenti di ciascuno? Ovviamente si se la "cultura" non viene immaginata soltanto come semplicemente una funzione economica. L'intento, peraltro non soltanto di noi del "gruppo promotore" non è soltanto quello di rendere più bella e più pulita la nostra città. L'obiettivo è soprattutto quello di fare crescere la cittadinanza attiva facendo diventare più giusti tutti i residenti.

A Trani dovrebbe innanzitutto partire il seguente progetto. Per intervenire contro il degrado è necessario che l'amministrazione comunale faccia subito due mosse: istituire dei nuovi servizi per il controllo di decoro e vivibilità ed istituire, anche con l'aiuto ed il supporto dei privati, dei veri e propri vigili anti-degrado in tutta la città. Il servizio deve essere mirato sul controllo e sulla repressione dell'abusivismo e del non rispetto delle buone regole es ib generale dalle situazioni di degrado. Senza dimenticare nessun quartiere. Ovviamente non saranno dei poliziotti di quartiere, con tutto il rispetto delle forze dell'ordine. Ovviamente dovrebbero essere dotati di strumentazioni specifiche, dovrebbero poter contare di palmari di nuova generazione, dovrebbero primariamente collaborare direttamente con le partecipate (Amiu ed Amet in primis) per segnalare problemi di manutenzione e danni al patrimonio pubblico.

Ovviamente, sarà necessario intervenire sul bilancio per trovare le risorse necessarie. Bisogna cambiare. Come bisogna attivare pulizie straodinarie della città. E bisogna avviare altri progetti. Per realizzare le cose bisogna lavorare. È l'unico modo che conosco per andare in avanti. Iniziare ad andare a lavorare dalle 8'00 di mattina alle 20.00 di sera, per cambiare, per dare esempio positivo. Per fare in modo che si possano generare posti di lavoro e che vorrà dire che i nostri giovani non vanno più via di qui. Bisogna recuperare il concetto di "amministrare" recuperando, per il rilancio, innanzitutto le risorse professionali ed umani già presenti nella nostra comunità. Bisogna essere capaci di sognare insieme. Per esempio dobbiamo essere capaci di creare un "brand Trani", un marchio territoriale per godere del vantaggio competitivo dato dal prestigio di questo "nuovo marchio Trani" cosi da accrescere l'attrattivita' e la promozione dei prodotti, servizi e monumenti locali. Ovviamente garantendo la qualità ed il rispetto delle normative. Per far ripartire gli investimenti servono risorse sul medio - lungo periodo che, a loro volta, arrivano se si vede la città pulita, una legalità diffusa, se i cittadini vivono bene.

E, per finire, magari un in qualche area degradata della città far nascere un polo universitario a vocazione mediterranea. Il tutto può essere possibile soltanto se tutti i tranesi rialzano la testa e ci sia un buon lavoro della giunta comunale di concerto con i politici locali (ad iniziare di consiglieri comunali). Per far crescere la legalità, oltre a metterci la faccia o usare Facebook i cittadini responsabili potrebbero lanciare dei biglietti (puranche anonimi) dalle loro finestre per segnalare e denunciare. E di nuovi vigili anti-degrado potrebbero così essere aiutati nel loro lavoro. Insieme.

Mauro Spallucci,
fondatore Omi Trani, Organismo a movente ideale
  • Cultura
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