Calcio

Ciardi, il Trani in attesa della serie C

Il difensore della Fortis è rientrato dallo stage con la Pro Vasto

Dire che c'è rimasto male è puro eufemismo. Basta guardarlo in faccia per capire che, nonostante l'amore per Trani e per la Fortis, Domenico Ciardi avrebbe volentieri fatto i bagagli per tentare l'avventura nel professionismo. Ci è andato molto vicino, forse troppo per non covare dentro la fisiologica delusione. Il difensore tranese è stato in prova a Roccaraso per dieci giorni, con la Pro Vasto, squadra di C2.



«E' stata un'esperienza straordinaria, è tutta un'altra storia rispetto a queste categorie» commenta Ciardi. Insieme ad altri 28 calciatori ha partecipato allo stage, dando tutto, seguendo fedelmente i consigli di un altro tranese, Pinuccio Di Meo, che a Vasto ha messo tenda e continua a dettar legge nonostante l'età. Il suo impatto con quella nuova realtà è stato positivo: «Mi sono subito ambientato anche perché la società non ci ha mai fatto mancare nulla. Eravamo in 28 a sostenere il provino, avevamo uno staff che ci seguiva in ogni spostamento e anche sul campo non abbiamo avuto nessuna difficoltà ambientale». L'allenatore lo ha provato sulla destra, lui che è un centrale puro non si è scoraggiato e ha dato prova del suo valore, nonostante sapesse che sarebbe stata difficile strappare il sì. «In rosa avevano già otto difensori, avevano bisogno di giocatori per altri reparti, ma l'allenatore mi ha comunque fatto i complimenti, così come Di Meo. Credo di essermi giocato bene questa chance, di più non potevo fare». La Pro Vasto non gli ha chiuso del tutto la porta in faccia. «Il mister mi ha detto di aspettare perché in questo mese dovrà verificare il livello di affidabilità dei difensori già in rosa. Se dovesse liberarsi qualche posto mi ha garantito che ci avrebbe pensato su. Spero mi chiamino, giocare nel professionismo è la mia massima aspirazione». Con un occhio al cellulare e uno al campo, Ciardi ha ripreso ad allenarsi con la Fortis: «Se non riceverò nessuna offerta importante resterò qui. Certo, dopo aver assaporato l'aria della C, è traumatico ritornare alla realtà delle cose, ma noi tranesi siamo gente dura».

Biagio Fanelli
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