Arti Marziali

I ragazzi dal kimono d’oro

Tedeschi e Di Corrado, i quindicenni che hanno fatto volare la Judo Trani

A sette anni dalla sua nascita, la Judo Trani si accinge all'inaugurazione della nuova sede, in via Barletta 117, poco distante dalla precedente, nella scuola Papa Giovanni XXIII. Giovedì 24 agosto alle ore 20, le porte della nuova sede si apriranno per la cerimonia d'apertura della nuova palestra dell'associazione plurimedagliata in campo nazionale. Invitate le autorità cittadine, il fiduciario cittadino del Coni, alcuni esponenti regionali della disciplina. Ci saranno tutti per questo rendez vous che permetterà al maestro Nicola Loprieno di mostrare fieramente i tanti riconoscimenti ottenuti quest'anno. L'occasione sarà propizia per mettere in vetrina i due ragazzi d'oro della scuola, Gabriele Di Corrado e Pietro Tedeschi. Gabriele Di Corrado, 15 anni il 30 agosto, ha conquistato nel judo la medaglia d'oro a Messina per il secondo anno consecutivo, la medaglia d'oro al trofeo Moscatelli e al trofeo Città di Bari. Non solo: ha disputato i campionati assoluti ad Ostia (conquistando la medgalia d'oro) e i campionati europei in beglio (medaglia d'argento), meritandosi ampiamente la convocazione in nazionale. «E' stata un'esperienza indimenticabile - spiega - e che spero si possa ripetere in futuro. Pratico le arti marziali da 4 anni a questa parte, le considero divertenti e formative. Sono un'ttima palestra di vita, perché ti impongono sempre concentrazione e ti stimolano ad affrontare ogni avversario con massimo rispetto e altrattanto massima convinzione. Non bisogna mai mollare». Pietro Tedeschi, anche lui quindicenne (li ha compiuti il 19 giugno), quest'anno ha vinto la medaglia d'oro al Moscatelli e al trofeo Città di Bari nella categoria cadetti (la stessa di Di Corrado) 50 Kg. Anche per questo talentuoso atleta il judo e la lotta sono discipline da consigliare: «E' uno sport che stimola l'intelligenza, non è affatto violento come qualcuno può pensare. Al contrario è molto educativo perché ha delle regole che vanno rispettate, altrimenti non si spiegherebbe il fatto che il judo sia una disciplina olimpica. Il mio sogno è proprio quello. Arrivare un giorno a difendere i colori della mia nazione in una competizione così affascinante».

Biagio Fanelli
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