
Politica
A due settimane dall'azzeramento della giunta comunale ancora un nulla di fatto
Proseguono le consultazioni ed il toto assessori
Trani - mercoledì 19 gennaio 2022
18.02
Probabilmente conosceremo il nome del prossimo Presidente della Repubblica prima di quelli dei componenti della nuova giunta comunale: fra rinvii per Covid e rinvii per maldipancia, sono già passate due settimane dal 5 gennaio scorso, quando il sindaco Amedeo Bottaro annunciò con un comunicato l'avvenuto azzeramento della Giunta Comunale a causa "della necessità di una verifica con le forze politiche che sostengono la maggioranza". Nella nota veniva sottolineato che il sindaco sarebbe stato impegnato immediatamente, "già a partire dalle prossime ore, ad incontrare le forze politiche con l'obiettivo di rafforzare la coesione e l'unitarietà dell'azione di governo con il preciso obiettivo di perseguire con piena efficienza il programma politico di governo alla luce delle importanti sfide che attendono la città nei prossimi mesi".
Si parlò quasi immediatamente dei nomi dei due "congedati", Cervino e Martello, complici anche alcuni post di questi "al passato", mentre i nomi dei probabili nuovi innesti si susseguono e si smentiscono come nel periodo del calcio mercato: Colangelo, Sotero, Amoruso, Briguglio, e chi più ne ha. Stessa cosa dicasi per la "rimodulazione" delle deleghe, che tutti attendono come per un mazzo di carte, dopo il caso Merra e lo spariglio del verde.
Ora, dicevamo, sono passate due settimane e le consultazioni fra Bottaro e i gruppi consiliari, pur scadenzate in principio da un calendario watsappiano, non sono ancora terminate: mancherebbero ancora Befano e Mastrototaro, che non si erano presentati all'appello degli gruppi consiliari. Il sindaco avrebbe detto "NO" alle richieste di singoli assessori per nuovi gruppi e singoli consiglieri, battendo i pugni sul tavolo come a dire che chi non si comporta bene può anche andarsene.
Insomma Bottaro pare abbia fatto la voce grossa, dicendo chiaramente che non gradirà ancora comportamenti come quelli dell'ultimo periodo, emendamenti fatti da consiglieri di maggioranza ad assessori di maggioranza per provvedimenti della maggioranza. Insomma, non tollererà più attacchi della maggioranza agli assessori della maggioranza.
Eppure attacchi ci sono stati anche in sede di consultazioni, nei gruppi di maggioranza relativa, tanto da mettere in forse importanti deleghe di vertice. Con battiti d'ali da una delega all'altra, e riunioni partitiche accese. Ma, tranquilli: il nuovo governo Bottaro si farà. Nonostante tutte le divergenze, «Whatever it takes».
Si parlò quasi immediatamente dei nomi dei due "congedati", Cervino e Martello, complici anche alcuni post di questi "al passato", mentre i nomi dei probabili nuovi innesti si susseguono e si smentiscono come nel periodo del calcio mercato: Colangelo, Sotero, Amoruso, Briguglio, e chi più ne ha. Stessa cosa dicasi per la "rimodulazione" delle deleghe, che tutti attendono come per un mazzo di carte, dopo il caso Merra e lo spariglio del verde.
Ora, dicevamo, sono passate due settimane e le consultazioni fra Bottaro e i gruppi consiliari, pur scadenzate in principio da un calendario watsappiano, non sono ancora terminate: mancherebbero ancora Befano e Mastrototaro, che non si erano presentati all'appello degli gruppi consiliari. Il sindaco avrebbe detto "NO" alle richieste di singoli assessori per nuovi gruppi e singoli consiglieri, battendo i pugni sul tavolo come a dire che chi non si comporta bene può anche andarsene.
Insomma Bottaro pare abbia fatto la voce grossa, dicendo chiaramente che non gradirà ancora comportamenti come quelli dell'ultimo periodo, emendamenti fatti da consiglieri di maggioranza ad assessori di maggioranza per provvedimenti della maggioranza. Insomma, non tollererà più attacchi della maggioranza agli assessori della maggioranza.
Eppure attacchi ci sono stati anche in sede di consultazioni, nei gruppi di maggioranza relativa, tanto da mettere in forse importanti deleghe di vertice. Con battiti d'ali da una delega all'altra, e riunioni partitiche accese. Ma, tranquilli: il nuovo governo Bottaro si farà. Nonostante tutte le divergenze, «Whatever it takes».
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