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C'era una volta la Vittorio Emanuele II, dieci ospiti trasferiti a Corato
Tortosa (Udc-Ncd): «Un piacevole ricordo che deve fare i conti con la realtà»
Trani - venerdì 19 dicembre 2014
11.17
Non ci sono più dubbi. Gli ospiti della casa di riposo Vittorio Emanuele II di Trani, nei prossimi giorni, saranno trasferiti presso un'altra struttura di Corato, magari dall'aspetto meno retrò. La casa di riposo tranese è momentaneamente costretta a chiudere per lavori di ristrutturazione e di adeguamento alle normative vigenti della struttura socio sanitaria.
Dieci ospiti su quattordici subiranno il disagio di un trasferimento, senza considerare la delicata situazione che i lavoratori della Vittorio Emanuele II, sul filo di un rasoio, sono costretti ad affrontare. Sull'argomento, con una punta di nostalgia, si è espresso il consigliere comunale Udc-Ncd, Giuseppe Tortosa: «I miei ricordi legati alla casa di riposo tranese per la quale, per anni, mia madre ha prestato servizio, sono sicuramente molto positivi. Da ragazzo, quando ero solito andare a trovare mia madre, ho avuto la possibilità di conoscere perfettamente la struttura. Uno spazio pieno di serenità che conteneva dai 50 ai 60 ospiti. Una struttura che già allora non era perfetta, ma che ancora non conosceva il degrado e l'abbandono.
Si dice che una casa non sia una mera questione di cemento e mattoni, ma di amore. Anche uno scantinato può essere meraviglioso. Eppure non è proprio così, perché anche questo scantinato ha bisogno di cure e di una manutenzione costante. Come è possibile che nel corso del tempo, Amministrazione dopo Amministrazione, la Vittorio Emanuele II di Trani sia finita nel dimenticatoio? Nessuno ha avuto la caparbietà di mantenere la struttura al passo con i tempi e, così, senza troppe difficoltà, i problemi si sono accumulati, lasciando ampio spazio all'incuria e all'abbandono».
«L'auspicio, nonostante tutto - ha concluso Tortosa - è che questi nostri nonni tornino presto a Trani e che i fondi destinati alla casa di riposo siano adeguatamente spesi per i lavori di ristrutturazione. Meglio tardi che mai».
Dieci ospiti su quattordici subiranno il disagio di un trasferimento, senza considerare la delicata situazione che i lavoratori della Vittorio Emanuele II, sul filo di un rasoio, sono costretti ad affrontare. Sull'argomento, con una punta di nostalgia, si è espresso il consigliere comunale Udc-Ncd, Giuseppe Tortosa: «I miei ricordi legati alla casa di riposo tranese per la quale, per anni, mia madre ha prestato servizio, sono sicuramente molto positivi. Da ragazzo, quando ero solito andare a trovare mia madre, ho avuto la possibilità di conoscere perfettamente la struttura. Uno spazio pieno di serenità che conteneva dai 50 ai 60 ospiti. Una struttura che già allora non era perfetta, ma che ancora non conosceva il degrado e l'abbandono.
Si dice che una casa non sia una mera questione di cemento e mattoni, ma di amore. Anche uno scantinato può essere meraviglioso. Eppure non è proprio così, perché anche questo scantinato ha bisogno di cure e di una manutenzione costante. Come è possibile che nel corso del tempo, Amministrazione dopo Amministrazione, la Vittorio Emanuele II di Trani sia finita nel dimenticatoio? Nessuno ha avuto la caparbietà di mantenere la struttura al passo con i tempi e, così, senza troppe difficoltà, i problemi si sono accumulati, lasciando ampio spazio all'incuria e all'abbandono».
«L'auspicio, nonostante tutto - ha concluso Tortosa - è che questi nostri nonni tornino presto a Trani e che i fondi destinati alla casa di riposo siano adeguatamente spesi per i lavori di ristrutturazione. Meglio tardi che mai».
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