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Caso Monastero, la Gest Maggi controbatte: «Dal Sindaco accuse infondate, Trani perde un'occasione»
Gli organizzatori replicano a Bottaro: «Orari rispettati, volumi a norma e presenze dimezzate rispetto ai limiti»
Attraverso una nota ufficiale, la società organizzatrice rispedisce al mittente ogni accusa, parlando di polemiche basate su "fatti non veri". La replica non si limita a contestare i rilievi tecnici dei verbali della Polizia Municipale — affermando che i controlli sarebbero avvenuti a evento già concluso o con presenze ampiamente sotto la soglia autorizzata — ma solleva un tema di equità amministrativa, sottolineando come ad altre manifestazioni cittadine venga concesso molto di più.
Quello che emerge è il ritratto di uno scontro tra due visioni opposte: da un lato l'amministrazione, arroccata sul rigore dei regolamenti, e dall'altro un'impresa che rivendica di aver portato a Trani un modello di valorizzazione turistica moderno e internazionale, sul modello dei Sassi di Matera o del Locus Festival, il tutto senza gravare con un solo euro sulle casse pubbliche.
- Di seguito il testo integrale della nota stampa:
La Gest Maggi Srl, organizzatrice dell'evento presso il Monastero di Santa Maria di Colonna, interviene per chiarire alcuni aspetti dopo le dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Trani Amedeo Bottaro. "Ci sorprende innanzitutto – spiegano dall'organizzazione – che il patrocinio del Comune sia stato revocato parlando di un presunto prolungamento dell'orario. L'evento si è svolto nelle ore pomeridiane ed è terminato dopo il tramonto, esattamente nello spirito con cui era stato concepito e presentato. In numerose altre manifestazioni cittadine si è andati ben oltre gli orari stabiliti senza che ciò comportasse alcuna revoca o polemica istituzionale".
Per quanto riguarda i controlli effettuati durante la giornata, la società precisa: "Durante il secondo sopralluogo delle forze dell'ordine non è stato rilevato alcun volume musicale elevato, anche perché al momento dell'arrivo degli agenti l'evento era già terminato. Inoltre il volume dell'impianto non ha mai superato i limiti previsti dalla legge, come dimostrato dalle tarature tecniche del sistema audio". La Gest Maggi smentisce inoltre le affermazioni relative a presunti numeri di pubblico superiori ai limiti autorizzati: "Durante il primo controllo effettuato nel corso della manifestazione, gli agenti hanno accertato che all'interno dell'area era presente circa la metà delle persone autorizzate".
Chiarimento anche sui cosiddetti "banchi drink": "Si trattava semplicemente di postazioni dedicate alla promozione del territorio, con drink a base di Moscato di Trani, degustazioni di vini locali e la presenza di prodotti food tipici, pensati proprio per valorizzare le eccellenze enogastronomiche del nostro territorio". Gli organizzatori sottolineano inoltre un aspetto importante: "A differenza di molte manifestazioni pubbliche che vengono sostenute economicamente dalle amministrazioni locali, questo evento è stato realizzato senza alcun contributo pubblico e quindi a costo zero per il Comune di Trani".
"È stato inoltre bellissimo vedere – aggiungono dalla Gest Maggi – giovani, famiglie e anche bambini partecipare alla manifestazione dalla mattina fino al tramonto, vivendo uno spazio straordinario della città in modo sereno, culturale e conviviale". Infine una considerazione più ampia: "Eventi culturali e musicali organizzati in luoghi di pregio storico e paesaggistico sono oggi uno dei più importanti strumenti di promozione territoriale. Basti pensare alle iniziative realizzate nei Sassi di Matera, a festival di grande richiamo come il Locus Festival, ma anche a numerose manifestazioni che si svolgono a La Valletta e in molte capitali europee. Il nostro intento era semplicemente portare anche a Trani un modello moderno di valorizzazione culturale capace di unire musica, socialità e promozione del territorio". "Dispiace – concludono gli organizzatori – che invece di cogliere questa opportunità per la città si sia preferito alimentare una polemica che rischia solo di danneggiare l'immagine di Trani".»
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