
Politica
Comune di Trani: finalmente un bando, ma che disastro
Laurora (PD) commenta la procedura per la selezione di una risorsa per i lavori del Contratto di Quartiere
Trani - giovedì 16 ottobre 2014
9.38
«La notizia è veramente clamorosa. Il Comune di Trani ha pubblicato un bando di evidenza pubblica con procedura aperta. Le norme del Codice degli Appalti si sono intrufolate alla chetichella anche e persino nel Regno Indipendente di Affidopoli». In questo modo il consigliere del Pd, Tommaso Laurora, commenta la notizia di un bando pubblico per la selezione di un esperto da affiancare al Dirigente Didonna per seguire i lavori del "Contratto di Quartiere". Ma per lo stesso Laurora qualcosa non va.
«Si tratta - scrive Laurora - dell'appalto di servizio di ingegneria ed architettura per assistere il Dirigente dell'Area Lavori Pubblici Didonna (che ormai non c'è più) ed il Responsabile Unico del Procedimento per rilevare, monitorare, predisporre relazioni sulle varie fasi di realizzazione dell'opera finanziata dal Contratto di Quartiere, ed infine predisporre le documentazioni per rendicontare i soldi spesi. Da soli i dipendenti comunali, evidentemente, non sono in grado di farlo.
La spesa prevista per questo servizio e' pari a 85.000,00 euro, IVA e contributi previdenziali esclusi. Si tratta di una cifra estremamente importante ed interessante per tutti gli ingegneri ed architetti di Trani, in un momento storico difficilissimo anche per tutti i liberi professionisti.
Incuriosito ho letto il bando, ma con diffidenza. Il rischio di questi bandi, infatti, è che siano stati ripresi da altri bandi simili, pubblicati da altri enti in altri contesti, e riadattati più o meno bene, più o meno consapevolmente. La diffidenza aumenta notevolmente quando leggo quale debba essere la capacità tecnica dell'appaltatore del servizio.Tralascio le caratteristiche relativi ai servizi di ingegneria svolti negli ultimi dieci anni, perché quello che più' mi colpisce e' la doverosità di avere utilizzato nei tre anni antecedenti un "numero medio annuo di personale tecnico pari ad almeno due volte quello per l'espletamento del servizio e stimato in quattro unità".
Il richiamato personale tecnico consisterebbe in soci, dipendenti, consulenti su base annua iscritti nei rispettivi albi professionali che firmino progetto o facciano parte dell'ufficio di direzione lavori e "che abbiano fatturato alla società offerente una quota superiore al 50% del proprio fatturato annuo".
A questo punto quello che chiedo a questi signori che amministrano il Comune di Trani è': ma dove credete di vivere? Ma vi rendete conto che sul nostro territorio ci sono tanti validi professionisti che potrebbero tranquillamente espletare il servizio richiesto, ma sono tagliati fuori dai vostri requisiti di ammissione? Ma vi rendete conto che non ci troviamo in una realtà metropolitana, in cui determinate strutture tecniche hanno un senso? Anzi avevano un senso, perché oggi anche la realtà del mercato della libera professione attraversa una profonda crisi. Vi rendete conto che molti professionisti Tranesi, consolidati da anni di professione, tendono a chiudere gli studi per risparmiare sui costi di gestione divenuti insostenibili? Vi rendete conto che ci sono validi giovani professionisti che non trovano studi nei quali fare esperienza?
A mio giudizio - conclude Laurora - è evidente che i requisiti del bando non si attagliano alla nostra realtà economica, in quanto superficialmente ripresi da altre realtà. In sostanza con l'attuale amministrazione i finanziamenti non arrivano, mentre quelli ottenuti dalla precedente amministrazione costituiscono per Trani una partita di giro: arrivano, ma poi vanno via senza lasciar nulla al territorio».
«Si tratta - scrive Laurora - dell'appalto di servizio di ingegneria ed architettura per assistere il Dirigente dell'Area Lavori Pubblici Didonna (che ormai non c'è più) ed il Responsabile Unico del Procedimento per rilevare, monitorare, predisporre relazioni sulle varie fasi di realizzazione dell'opera finanziata dal Contratto di Quartiere, ed infine predisporre le documentazioni per rendicontare i soldi spesi. Da soli i dipendenti comunali, evidentemente, non sono in grado di farlo.
La spesa prevista per questo servizio e' pari a 85.000,00 euro, IVA e contributi previdenziali esclusi. Si tratta di una cifra estremamente importante ed interessante per tutti gli ingegneri ed architetti di Trani, in un momento storico difficilissimo anche per tutti i liberi professionisti.
Incuriosito ho letto il bando, ma con diffidenza. Il rischio di questi bandi, infatti, è che siano stati ripresi da altri bandi simili, pubblicati da altri enti in altri contesti, e riadattati più o meno bene, più o meno consapevolmente. La diffidenza aumenta notevolmente quando leggo quale debba essere la capacità tecnica dell'appaltatore del servizio.Tralascio le caratteristiche relativi ai servizi di ingegneria svolti negli ultimi dieci anni, perché quello che più' mi colpisce e' la doverosità di avere utilizzato nei tre anni antecedenti un "numero medio annuo di personale tecnico pari ad almeno due volte quello per l'espletamento del servizio e stimato in quattro unità".
Il richiamato personale tecnico consisterebbe in soci, dipendenti, consulenti su base annua iscritti nei rispettivi albi professionali che firmino progetto o facciano parte dell'ufficio di direzione lavori e "che abbiano fatturato alla società offerente una quota superiore al 50% del proprio fatturato annuo".
A questo punto quello che chiedo a questi signori che amministrano il Comune di Trani è': ma dove credete di vivere? Ma vi rendete conto che sul nostro territorio ci sono tanti validi professionisti che potrebbero tranquillamente espletare il servizio richiesto, ma sono tagliati fuori dai vostri requisiti di ammissione? Ma vi rendete conto che non ci troviamo in una realtà metropolitana, in cui determinate strutture tecniche hanno un senso? Anzi avevano un senso, perché oggi anche la realtà del mercato della libera professione attraversa una profonda crisi. Vi rendete conto che molti professionisti Tranesi, consolidati da anni di professione, tendono a chiudere gli studi per risparmiare sui costi di gestione divenuti insostenibili? Vi rendete conto che ci sono validi giovani professionisti che non trovano studi nei quali fare esperienza?
A mio giudizio - conclude Laurora - è evidente che i requisiti del bando non si attagliano alla nostra realtà economica, in quanto superficialmente ripresi da altre realtà. In sostanza con l'attuale amministrazione i finanziamenti non arrivano, mentre quelli ottenuti dalla precedente amministrazione costituiscono per Trani una partita di giro: arrivano, ma poi vanno via senza lasciar nulla al territorio».
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