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Coronavirus a Trani, ecco la reazione dei familiari del 47enne infetto

La moglie: «Siamo stanchi e provati ma ce la faremo. Vi chiedo solo di esserci vicini senza disprezzo»

«Non so spiegare questo momento che ci ha travolti tutti». Inizia così il messaggio che la moglie del 47enne risultato positivo al Coronavirus ha voluto diffondere a tutti i cittadini per rassicurarli e chiedere a tutti loro il massimo supporto e sostegno. «Non ci sono parole - ha spiegato - per i nostri stati d'animo che si trovano ad affrontare un doppio problema: il primo, quello che interessa meno a tutti coloro che hanno intasato le chat delle nostre famiglie, è la salute di mio marito che, per fortuna, dopo aver iniziato il protocollo di cura, comincia a stare meglio. Ha contratto per la precisione una forma lieve del virus e l'ha contratta nel suo ultimo viaggio di lavoro».

L'uomo, infatti, sottoposto a tampone faringeo, era risultato positivo a seguito di analisi svolte presso il Policlinico di Bari. «È rientrato a Trani - ha continuato la moglie - a ridosso dello scorso fine settimana e ha iniziato ad avere un po' di febbre, prima qualche linea e poi lunedì alta. Io e i miei figli, anche se poco importa all'altra gente, stiamo bene. Nessuno di noi ha mai avuto febbre o problemi respiratori. I bambini - ha rassicurato - non sono veicolo di virus ma in ogni caso, come ben sapete, siamo in quarantena per 14 giorni sebbene la nostra personale fosse iniziata ben prima per mio scrupolo perché mio marito viaggiava e io avevo paura».

«Siamo costantemente monitorati con controllo della temperatura e a breve rifaremo tamponi fino alla fine della quarantena. Cos'altro dire: siamo stanchi e provati ma ce la faremo. La nostra situazione anche di "quarantena" non è facile e non è stato facile nemmeno spiegarlo ai bambini per quanto li avessi già preparati. Vi chiedo solo di esserci vicini non con disprezzo perché ognuno nella vita sceglie di fare il proprio mestiere e quello di mio marito è sempre stato questo con tutti i rischi che comporta, non con odio perché non serve. Abbiamo cercato di essere previdenti fino all'ultimo, ci siamo recati tutti e quattro in ospedale. Vi chiedo solo di placare questo clima difficile che si è creato e di pregare per tutti noi, perché in fin dei conti mio marito non è il primo caso di Coronavirus della Bat ma è mio marito e il padre dei miei figli».

Sull'argomento è intervenuta sui Social anche la sorella del 47enne. «All'ignoranza. A seguito di quanto accaduto mi sento in dovere di pubblicare questo post, non avrei voluto, ma purtroppo nell'era dei social sono costretta. Consiglieri comunali, colleghi, presuppongo a conoscenza delle delle norme sulla privacy hanno non solo pubblicato il nome, ma anche incitato a diffonderlo. Ovviamente ognuno sarà perseguito nelle opportune sedi. Inoltre, per informazione, il paziente sta bene, al ritorno da una fiera di lavoro dove hanno partecipato tanti altri nostri concittadini, prudenzialmente si era messo in quarantena unitamente alla propria famiglia».

«Inoltre - ha continuato - è stata attuata la profilassi come da protocollo e nn ci sono ulteriori familiari contagiati. La sottoscritta non è in quarantena, a scapito di quanto apparso sui giornali. Mi sento di fare un doveroso ringraziamento al sindaco di Trani, nonostante non sia sua cittadina, ma ha avuto la sensibilità di contattare la sottoscritta e la mia famiglia per sincerarsi delle condizioni di salute e psicologiche, a differenza dei rappresentanti della mia città, in primis il primo cittadino, il quale attraverso una dovizia di particolari sul soggetto ha dato l'incipit per la caccia alle streghe.

«Un ringraziamento - ha concluso - ai miei amici anche loro vittime dell'ignoranza e aditati in quanto nostri amici, in particolare a N., il quale da ieri non mi ha lasciata un attimo. La gogna mediatica ha distrutto i minori e i miei familiari. Ancora una volta abbiamo dato la dimostrazione della nostra grettezza e pochezza. In tutta Italia ci sono 2800 contagiati e circola un solo nome».
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