Discarica di Trani
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Cronaca

Discarica, il Comune parte civile nel procedimento penale

Domani l'udienza preliminare per i 21 imputati

Il Comune di Trani sarà parte civile nel procedimento penale per il disastro ambientale della discarica Amiu, che sarebbe stata teatro anche di altri presunti illeciti per quanto hanno concluso le indagini del pubblico ministero Michele Ruggiero. L'avvocato Bepi Maralfa si costituirà parte civile nei confronti di tutti i 21 imputati-persone fisiche. Per le due persone giuridiche (società), che completano l'elenco delle 23 richieste di rinvio a giudizio, si valuterà la citazione quali responsabili civili nell'eventuale processo. La costituzione sarà formalizzata in apertura dell'udienza preliminare dinanzi al Gup del tribunale di Trani Angela Schiralli, fissata per domani 11 luglio. Non c'è solo il Comune tra le persone offese individuate dal pm. Ci sono, infatti, anche il Ministero dell'Ambiente e la stessa Spa Amiu, che, dunque, potrebbero pure costituirsi parte civile.

A seconda delle presunte rispettive responsabilità sono contestati i reati di disastro ambientale aggravato, omissione di atti di ufficio, gestione continuata di rifiuti in mancanza della prescritta autorizzazione, emissioni in atmosfera non autorizzate ed inosservanza alle prescrizioni in virtù del Decreto Legislativo n. 152/2006, turbata libertà degli incanti e corruzione aggravata. Tre le "persone offese" indicate dal pm Ruggiero: il Comune di Trani, il Ministero dell'Ambiente e la stessa Amiu Spa, che sotto altra veste è imputata.

L'impianto di discarica di Contrada Puro Vecchio (sequestrato nel 2015) sarebbe stato una bomba ecologica con gravi rischi su ambiente e salute della collettività. Secondo quanto concluso dal pm, sulla scorta di una serie di accertamenti di consulenti e Carabinieri del Noe, dal 2009 al 2014 il disastro ambientale si sarebbe "realizzato progressivamente", interessando atmosfera, ambiente e acque di falda: sarebbe stato soprattutto frutto di una lunga serie di omissioni a più livelli. Questo l'elenco dei 23 imputati: gli ex sindaci Giuseppe Tarantini e Gigi Riserbato; gli ex rispettivi assessori all'ambiente Pina Chiarello e Giuseppe De Simone; l'ex dirigente dell'Ufficio Tecnico Comunale Giuseppe Affatato; gli ex rispettivi amministratori Amiu Francesco Sotero ed Antonello Ruggiero; gli ex consiglieri di amministrazione Amiu (periodo Tarantini) Francesco di Toma e Pasquale Sorrenti; il direttore tecnico dell'impianto di discarica Michele Zecchillo; il capo settore tecnico e responsabile della sicurezza dell'impianto Domenico Angiolella; il coordinatore dell'area amministrativa Amiu Antonio Peluso; l'ex presidente del collegio sindacale Francesco Paolo D'Amore; il responsabile ed il direttore tecnico del laboratorio "Centro Analisi Cliniche" di Bitonto, Pasquale Abbaticchio e Pietro Elio Abbaticchio; il dirigente coordinatore Politiche per la Qualificazione Tutela e Sicurezza Ambientale della Regione Puglia e dirigente dell'ufficio Inquinamento e Grandi Impianti dell'assessorato regionale all'ambiente fino al 20 gennaio 2010 Antonello Antonicelli; il dirigente del Servizio Rischio Industriale della Regione Giuseppe Tedeschi; il dirigente dello stesso ufficio regionale Giuseppe Maestri; il dirigente dell'Ufficio Inquinamento e Grandi Impianti della Regione Puglia Caterina Dibitonto; l'ingengere-direttore generale della Marco Polo Engineering Spa (con sede in provincia di Cuneo) Loris Zanelli; e l'architetto barese Michele Lastilla. Oltre loro sono imputate come persone giuridiche Amiu Spa e la Marco Polo Engineering Sistemi Ecologici Spa, società verso cui sarebbe stato "indirizzato" l'appalto del 2009 per la realizzazione dell'impianto di captazione e sfruttamento del biogas.

Il Gup potrebbe anche ricevere dagli imputati anche richieste di processo con rito abbreviato.
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