Ospedale, tagli alla sanità
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Politica

Emergenza sanitaria, il Pd torna a bacchettare la Asl

Richiesto incontro urgente con l'Assessore regionale e consiglieri del territorio

«L'estate ormai è alla fine, non solo per le condizioni atmosferiche mutate bruscamente o perché pochi giorni ci separano dalla stagione autunnale, ma perché così recita la delibera della Asl Bat sull'emergenza estiva del 29.05.2014 che definisce l'arco temporale appunto dell'emergenza dal 1° giugno al 30 settembre 2014. In prossimità di tale "traguardo" riteniamo doveroso riproporre nuovamente alla Direzione Generale Asl Bat le domande avanzate all'inizio della c.d. "emergenza estiva" nonché porre ulteriori quesiti». È con queste queste parole che ritornano a parlare gli esponenti del Partito Democratico sulla spinosa questione dell'emergenza sanitaria nella Bat, questione che fu marcata dagli stessi circa tre mesi fa, ma che ad oggi non ha avuto ancora adeguate spiegazioni in merito: pronto soccorso, nuove assunzioni del personale medico, casa del parto ed emergenza ticket, alcuni dei quesiti su cui invitano a far luce.

«All'inizio dell'estate - proseguono - il Partito Democratico di Trani, attraverso il Consigliere Carlo Avantario, ha espresso la sua preoccupazione circa l'assistenza da erogare nel piano di riorganizzazione estiva che, pur dovendo garantire il mantenimento dei livelli minimi di assistenza (LEA), di fatto prevedeva accorpamenti, chiusure di reparti, sospensioni di servizi, riduzione dell'attività chirurgica di elezione. Abbiamo espresso allora forti perplessità perché le risorse umane in campo, in verità esigue, avrebbero dovuto sobbarcarsi di ulteriori carichi di lavoro per consentire le ferie estive ad una parte del personale medico e infermieristico; abbiamo altresì evidenziato la necessità improcrastinabile circa l'assunzione di almeno un anestesista affinché a Trani si potesse dare il via ad attività chirurgiche in regime di Day Surgery, così come enunciato nel piano.

Allo stato attuale tuttavia la situazione è ferma: le due sale operatorie più la sala di osservazione, tutte totalmente ristrutturate ed adiacenti tra l'altro alla rianimazione, sono ancora chiuse, non vi è traccia di anestesisti e del Pronto Soccorso non si parla. Le liste d'attesa per l'elezione chirurgica e ambulatoriale si sono allungate ulteriormente e non si vedono spiragli di luce.Ricordiamo che "intervento di elezione" vuol dire che è possibile programmare l'intervento, ma non dilazionarlo per mesi e mesi, come di fatto avviene oggi, in quanto alla base dell'indicazione ad un intervento vi è una patologia che arreca disturbi, senza pensare all'angoscia di chi aspetta con trepidazione di essere chiamato».

Questi i quesiti rimasti ancora in sospeso: «Abbiamo appreso che, in base alle nuove assunzioni che saranno operate nella Sanità pugliese, nella BAT saranno assunte finalmente 274 nuove unità. Vorremmo pertanto sapere se in tale programma di assunzioni è prevista la costituzione di un'equipe dedicata per le sale operatorie di Trani (formata da anestesisti, chirurghi ed infermieri), o se Trani dovrà continuare a mendicare dagli ospedali vicini un anestesista? Vorremmo sapere ancora se l'assistenza ambulatoriale ginecologica sarà potenziata con la presenza di un Dirigente Medico dedicato, così come stabilito dalla delibera inviata e poi sospesa per il piano dell'emergenza estiva, o se ancora una volta saranno deluse le aspettative dei 55.000 cittadini tranesi. Ricordiamo ancora che all'interno dell'Ospedale di Trani esiste una casa del parto, da anni strutturalmente pronta e mai divenuta operativa; quanto tempo dovrà trascorrere ancora affinché i cittadini tranesi possano tornare a partorire nella propria città? Infine vorremmo conoscere i tempi di consegna del nuovo Pronto Soccorso. Non possiamo poi esimerci dal fare una riflessione sull'emergenza ticket che è agli onori della cronaca da alcuni giorni nella nostra regione. Al fallimento del tentativo di eliminazione delle lunghe code presso i C.U.P. per le prenotazioni delle visite specialistiche, si è risposto introducendo il sistema che prevede il pagamento di 2 euro da parte dei cittadini per le prenotazioni presso le farmacie. La soluzione è inaccettabile in quanto il cittadino continua a pagare in tutti i sensi: al danno delle lunghe code si aggiunge anche la beffa di un ulteriore balzello. Il Pd di Trani è indignato per questa deriva privatistica nella Sanità e chiede un immediato ritiro della delibera contestata; senz'altro preferibile sarebbe l'affidamento al medico di base del servizio di prenotazione, che potrebbe così essere gestito contestualmente alla visita e senza oneri aggiuntivi per il paziente».

«Per ottenere risposte su tali quesiti - concludono - il Partito Democratico di Trani ha chiesto un incontro urgente con il nuovo Assessore alla sanità Donato Pentassuglia e con i Consiglieri Regionali del territorio».
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