
Politica
«Governo Riserbato, brutto inizio»
Riflessioni di Nicholas Modugno dopo il primo Consiglio comunale. Scrive il commissario cittadino dell'Udc
Trani - giovedì 12 luglio 2012
10.05
«Siamo stati competitor ed oggi l'Unione di Centro è all'opposizione. Ciononostante, preferiremmo, per amore della nostra città e per il bene di tutti, che l'amministrazione Riserbato riuscisse a tracciare un percorso positivo. Purtroppo però, non possiamo non constatare che si stia cominciando il mandato navigando già a vista». A dichiararlo, il commissario cittadino dell'Udc di Trani Nicholas Modugno.
«Potremmo - prosegue - guardare con attenzione ad un episodio forse irriverente ed irrispettoso nei confronti delle istituzioni. Mi riferisco alla lettura, da parte del segretario generale, di una missiva scritta da un cittadino, senza verificarne l'effettiva identità, contro Ugo Operamolla, quasi come se fosse un'ansa letta durante il telegiornale. Potremmo parlarne, ma riteniamo opportuno soprassedere, anche perchè il diretto interessato ha già smentito puntualmente ogni illazione. Il dibattito che invece, ci appassiona, riguarda l'interesse della città di Trani ad essere amministrata da una politica capace. Compito della politica infatti, è decidere. Ma se una maggioranza è incapace persino di trovare la quadra sul nome del presidente del Consiglio comunale, o di trasmettere ai consiglieri, per correttezza istituzionale, gli atti all'ordine del giorno, ci chiediamo come possa adempiere al compito per il quale è stata eletta».
«Non siamo contenti - scrive il commissario cittadino dell'Udc - per questo pessimo inizio anzi, ci dispiace perchè amiamo la nostra Trani. E l'amiamo con il pragmatismo di chi vuol fare, vuol risolvere. Non con la spensierata immaturità politica ed amministrativa del sindaco Riserbato, che crede di poter contentare qualcuno scrivendo un libro dei sogni al posto di un programma concreto di governo. Cosa peraltro, impossibile, dal momento che non si capirebbe con quali risorse portare avanti anche il più semplice dei progetti, visto che a Trani non sono stati approvati ben tre bilanci. Ricordiamo infine, quello slogan di Riserbato durante la campagna elettorale: la continuità. Ebbene, oggi quello slogan sembra un triste presagio di vera continuità, ma di quella che vede ancora il disagio economico e sociale della cittadinanza amministrata da un governo allo sbando».
«Potremmo - prosegue - guardare con attenzione ad un episodio forse irriverente ed irrispettoso nei confronti delle istituzioni. Mi riferisco alla lettura, da parte del segretario generale, di una missiva scritta da un cittadino, senza verificarne l'effettiva identità, contro Ugo Operamolla, quasi come se fosse un'ansa letta durante il telegiornale. Potremmo parlarne, ma riteniamo opportuno soprassedere, anche perchè il diretto interessato ha già smentito puntualmente ogni illazione. Il dibattito che invece, ci appassiona, riguarda l'interesse della città di Trani ad essere amministrata da una politica capace. Compito della politica infatti, è decidere. Ma se una maggioranza è incapace persino di trovare la quadra sul nome del presidente del Consiglio comunale, o di trasmettere ai consiglieri, per correttezza istituzionale, gli atti all'ordine del giorno, ci chiediamo come possa adempiere al compito per il quale è stata eletta».
«Non siamo contenti - scrive il commissario cittadino dell'Udc - per questo pessimo inizio anzi, ci dispiace perchè amiamo la nostra Trani. E l'amiamo con il pragmatismo di chi vuol fare, vuol risolvere. Non con la spensierata immaturità politica ed amministrativa del sindaco Riserbato, che crede di poter contentare qualcuno scrivendo un libro dei sogni al posto di un programma concreto di governo. Cosa peraltro, impossibile, dal momento che non si capirebbe con quali risorse portare avanti anche il più semplice dei progetti, visto che a Trani non sono stati approvati ben tre bilanci. Ricordiamo infine, quello slogan di Riserbato durante la campagna elettorale: la continuità. Ebbene, oggi quello slogan sembra un triste presagio di vera continuità, ma di quella che vede ancora il disagio economico e sociale della cittadinanza amministrata da un governo allo sbando».
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