Politica

I Verdi lanciano l'allarme sul randagismo

Serve un "Regolamento Comunale per la tutela dei diritti degli animali"

"Nonostante le due diverse interrogazioni protocollate negli scorsi mesi, con le quali chiedevamo la redazione di un Regolamento comunale per la tutela dei diritti degli animali, che regolamentasse anche la concessione di autorizzazioni comunali per la sosta dei circhi ed in genere la messa in scena di spettacoli con animali, nessuna risposta ci è pervenuta dalle stanze dell'amministrazione comunale.

Nonostante l'inerzia dell'amministrazione sono però tantissime le volontarie ed i volontari cittadini che giornalmente dedicano molto del loro tempo per la cura, a proprie spese, dei numerosi animali (cani e gatti) che vivono nella nostra città, che richiedono da tantissimo tempo la realizzazione non solo di un Regolamento Comunale per la tutela dei diritti degli animali, ma anche una sorta di riconoscimento formale della loro opera, che servirebbe esclusivamente a svolgere la propria azione di volontariato senza il pericolo di aggressioni verbali e fisiche da parte di cittadini assolutamente non interessati a problema.

Naturalmente tutto ciò avverrebbe nel rispetto delle norme nazionali e regionali in tema di tutela degli animali e prevenzione del randagismo. Infatti l'articolo 1 della legge 14 agosto 1991 n. 281, legge quadro in materia di animali d'affezione e di prevenzione del randagismo, così recita: " Lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono, al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute pubblica e l'ambiente".

Sulla base della normativa nazionale, anche il legislatore regionale ha dimostrato sensibilità per questa materia emanando la L.R. n. 12 del 3.04.1995 con la quale ha demandato ai Comuni l'attuazione pratica dei principi contenuti nella legge. Tuttavia, a causa delle diverse modalità con le quali l'applicazione delle norme è stata effettuata nelle varie realtà locali, nel Marzo 1999 (provvedimento del 18.03.1999 – in Gaz. Uff. 15.04 n. 87) grazie alla Conferenza Unificata tra il Governo, le Regioni, le Province i Comuni e le Comunità Montane, si concordarono ed emanarono i criteri informativi necessari per raggiungere tale obiettivo, tutti tesi al raggiungimento degli obiettivi enunciati nell'articolo 1 della Legge Nazionale.

Leggendo le norme della legge regionale è interessante verificare che sono state "istituzionalizzate" delle situazioni di fatto presenti nelle nostre città. Infatti l'art. 7 della L. R. n. 12 del 3.04.1995 prevede la ipotesi del c.d. "cane collettivo" così definito:"Cane collettivo è quel cane che vive in caseggiato, quartiere o rione in cui gruppi di persone, coordinate da un tutore responsabile, dichiarino di accettare l'animale e provvedano a fornirgli mantenimento, assistenza e quant'altro necessario al suo benessere nel rispetto di quanto previsto dal regolamento di polizia veterinaria DPR 8.02. n. 320 e dall'art. 672 del codice penale.Tali cani devono possedere i requisiti di salubrità, essere sterilizzati e iscritti all'anagrafe a nome del tutore responsabile, che assume tutti gli obblighi del proprietario ai fini della presente legge".

Invece l'art. 10 della stessa legge disciplina la c.d. "colonia felina", cioè un gruppo di gatti che coabitano nel medesimo territorio. Ebbene la norma di legge afferma: " La Regione promuove la tutela dei gatti che vivono in stato di libertà. E' vietato maltrattarli e spostarli dal loro habitat…..Enti e associazioni zoofile o gruppi di persone (c.d. "Gattare"), d'intesa con i servizi veterinari delle AUSL, possono avere in gestione le colonie di gatti che vivono in stato di libertà curandone la salute e le condizioni di sopravvivenza."

Sulla base di tali premesse normative, in considerazione del fatto che compito di un'amministrazione è quello di porre in essere non solo un idonea azione di tutela igienico-sanitaria dei cittadini, nell'ambito del rapporto con gli animali, ma anche di attuare un'opera di sensibilizzazione e vigilanza sul trattamento degli animali, sarebbe opportuno che anche il nostro Comune , come è già avvenuto in altri comuni d'Italia, adottasse un proprio Regolamento per la tutela dei diritti degli animali e per la prevenzione del randagismo.
Nello stesso si potrebbe prevedere la istituzione di un "Consiglio cittadino per la tutela degli animali", con il compito, ad esempio, di redigere periodicamente un programma di iniziative finalizzate al raggiungimento degli obiettivi già fissati dalle leggi regionali e nazionali, di disciplinare gli spettacoli e le esibizioni che coinvolgono gli animali, o disciplinare l'accesso di questi ultimi ai luoghi pubblici, con la previsione, inoltre, di sanzioni per la inosservanza dei principi fissati nello stesso. Per tali motivi, reiteriamo la richiesta di redazione di un "Regolamento Comunale per la tutela dei diritti degli animali e per la prevenzione del randagismo", che disciplini inoltre l'esibizione pubblica degli animali, compresi quelli ospitati nei circhi.

Chiediamo inoltre che l'amministrazione adotti ogni forma di riconoscimento, finalizzata a permettere ai volontari lo svolgimento della loro azione, senza il timore di dover affrontare manifestazioni di intolleranza da parte di cittadini disinteressati."Michele di Gregorio
Capogruppo Consiliare Associazione Verdi di Trani
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