Enti locali
Inaugurata la ricicleria dell’Amiu. Tarantini: «Segnale di svolta»
Ma serve a poco senza il sostegno degli impianti di biostabilizzazione e cdr
Trani - giovedì 18 febbraio 2010
A dieci anni dall'apposizione della prima pietra, è stata inaugurata a Trani la ricicleria dell'Amiu, impianto che permetterà di diminuire la quantità dei rifiuti da smaltire in discarica. L'inaugurazione era improcrastinabile: dall'1 gennaio 2010 la normativa vigente vieta lo smaltimento in discarica dei rifiuti "tal quali". Ottenute tutte le autorizzazioni necessarie, l'impianto è stato aperto. Con la ricicleria si potrà compiere il pretrattamento dei rifiuti, attraverso un processo di tritovagliatura.

Costata intorno ai 3 milioni e mezzo di euro, la ricicleria servirà tutti i Comuni del bacino Bari 1. L'impianto rappresenta un punto di partenza nel ciclo di smaltimento dei rifiuti. Il sindaco Giuseppe Tarantini ha parlato di un segnale di svolta ambientale e culturale, ma la strada da percorrere è lunga e tortuosa.
Senza la realizzazione degli impianti di biostabilizzazione e di compostaggio, la ricicleria non potrà assolvere appieno il suo compito. Senza l'ausilio di quei due impianti, il prodotto finale finirà indistintamente in discarica, ad eccezione del materiale ferroso, destinato alle acciaierie. Perso il finanziamento di due milioni e mezzo di euro per la realizzazione dell'impianto di biostabilizzazione (per la scadenza dei termini), il Comune di Trani ha avviato un nuovo percorso progettuale con i tecnici della Regione Puglia ma nulla più.

Anche guardandosi attorno ci si accorge che la situazione è preoccupante. L'impianto di compostaggio di Molfetta è fermo per via di un contenzioso giudiziario tra il Comune di Molfetta e l'impresa appaltatrice, nella Bat non vi sono impianti similari. Sulla drammatica situazione delll'impiantistica nel barese e nella sesta provincia si è scagliato il presidente della provincia, Francesco Ventola. «Senza la ricicleria di Trani – ha detto Ventola - in tutto il bacino non avremmo più potuto smaltire i rifiuti visto il divieto di scaricare in discarica i rifiuti indifferenziati. I problemi restano e sono tanti».
Le foto della cerimonia d'inaugurazione
GALLERIA FOTOGRAFICA

Costata intorno ai 3 milioni e mezzo di euro, la ricicleria servirà tutti i Comuni del bacino Bari 1. L'impianto rappresenta un punto di partenza nel ciclo di smaltimento dei rifiuti. Il sindaco Giuseppe Tarantini ha parlato di un segnale di svolta ambientale e culturale, ma la strada da percorrere è lunga e tortuosa.
Senza la realizzazione degli impianti di biostabilizzazione e di compostaggio, la ricicleria non potrà assolvere appieno il suo compito. Senza l'ausilio di quei due impianti, il prodotto finale finirà indistintamente in discarica, ad eccezione del materiale ferroso, destinato alle acciaierie. Perso il finanziamento di due milioni e mezzo di euro per la realizzazione dell'impianto di biostabilizzazione (per la scadenza dei termini), il Comune di Trani ha avviato un nuovo percorso progettuale con i tecnici della Regione Puglia ma nulla più.

Anche guardandosi attorno ci si accorge che la situazione è preoccupante. L'impianto di compostaggio di Molfetta è fermo per via di un contenzioso giudiziario tra il Comune di Molfetta e l'impresa appaltatrice, nella Bat non vi sono impianti similari. Sulla drammatica situazione delll'impiantistica nel barese e nella sesta provincia si è scagliato il presidente della provincia, Francesco Ventola. «Senza la ricicleria di Trani – ha detto Ventola - in tutto il bacino non avremmo più potuto smaltire i rifiuti visto il divieto di scaricare in discarica i rifiuti indifferenziati. I problemi restano e sono tanti».
Le foto della cerimonia d'inaugurazione
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