
Politica
L’editoriale di Trani | Scusate il disturbo: “Eleggeremo un Sindaco o un Prestanome?”
Le grandi manovre, la sfida dei Civici, il mercato delle vacche e la migrazione ornitologica e la Trani da Basso Impero Romano
Trani - martedì 10 marzo 2026
17.04
C'è un silenzio che fa più rumore delle grida dei post social: è il silenzio di chi, nelle segrete stanze del potere, ha dovuto fare un passo indietro per far posto al "Candidato Civico" di turno. A Trani, la parata delle nove o dieci liste a sostegno dei blocchi contrapposti viene venduta come una prova di forza e unità. Ma a guardare bene dietro i sorrisi di facciata, si scorge il profilo di una tregua armata che rischia di ipotecare il futuro della città prima ancora di aver aperto le urne. Il meccanismo è vecchio come la politica, ma oggi assume contorni inquietanti. Quando i partiti non riescono a imporre i propri leader — uomini e donne che hanno masticato polvere e fango nelle sezioni per anni — ripiegano sulla "figura di prestigio" come un medico stimato o un preside autorevole, persone eccellenti nei loro campi, ma che in questa partita rischiano, per carità che sarà pure calcolato, di interpretare un ruolo non loro: quello del paravento morale.
Le grandi manovre: Guarriello e Galiano alla prova della città - Le prossime ore segneranno il via ufficiale alle grandi liturgie elettorali. Il centrodestra ha ormai sciolto le riserve sul nome del Dott. Angelo Guarriello, la cui presentazione annunciata per domenica prossima a Palazzo San Giorgio, è attesa come il "ritorno all'ordine" di una coalizione che ha faticato a trovare una sintesi tra i perniciosi veti incrociati, con candidati impallinati dal "fuoco amico". Sul fronte opposto, il centrosinistra affida le proprie speranze al Prof. Marco Galiano, chiamato a rappresentare una colta e rassicurante continuità , ma il Sindaco Amedeo Bottaro preferisce la parola rinnovamento, nel tentativo di blindare un'eredità decennale. Entrambi sono profili di altissimo valore, ma entrambi portano sulle spalle il peso di coalizioni elefantiache. Chi prenderà la delega all'Urbanistica? Chi gestirà i milioni del PNRR? Se il candidato Sindaco non chiarisce fin da ora chi sono i suoi compagni di viaggio, il sospetto è lecito: la Giunta è già stata decisa a tavolino, spartita col bilancino tra i "sacrificati" che hanno accettato di non correre in cambio di un "posto al sole" garantito, qui non si fa nulla per nulla!!
La sfida dei Civici e degli Indipendenti: Angela Mercorio, Alessandro Moscatelli, Giacomo Marinaro e Sebastiano (Ninni) De Feudis - Ma la partita non è un duopolio. In questo scenario si inseriscono figure che rivendicano un taglio civico, ciascuna con una visione propria della Trani che verrà: la Mercorio, Moscatelli, Marinaro e De Feudis paradossalmente, il rischio del "Sindaco Prestanome" non risparmia nemmeno chi si dichiara autonomo. Perché l'indipendenza, se non supportata da una trasparenza totale sulla squadra, ha le sue liturgie pericolose:
Trani come la Roma del Tardo Impero? - Questa decadenza della politica locale ricorda sinistramente gli ultimi giorni dell'Impero Romano. Come allora, mentre i confini della "res publica" venivano saccheggiati dall'inefficienza e dal degrado, i "patrizi" dei partiti e i "mercenari" delle liste civiche si accapigliavano per le ultime spoglie del potere. Siamo nel pieno di un banchetto di Trimalcione elettorale: si gozzoviglia tra promesse altisonanti e alleanze contro natura, mentre i lampioni si spengono e i servizi essenziali collassano. Trani, come la Roma dei Cesari al tramonto, sembra aver sostituito la "Virtus" civile con la ricerca del privilegio individuale. Il rischio concreto è che, spenti i riflettori dei comizi e le luci delle presentazioni ufficiali a Palazzo San Giorgio, ai cittadini resti solo il triste compito di assistere al sacco definitivo della città. Un sacco operato da chi ha preferito il proprio tornaconto alla dignità della coerenza.
La scelta dei Tranesi: un voto di libertà - In questo scenario, la vera alternativa non è tra destra e sinistra, ma tra chi è realmente libero e chi è politicamente ostaggio. La vera "Qualità" amministrativa non nasce dal numero delle liste o dall'autorevolezza della professione, ma dall'autonomia reale di chi guida. Trani attende di sapere se avrà finalmente un Primo Cittadino capace di decidere o se dovrà rassegnarsi a un'amministrazione condizionata dai debiti di gratitudine. Perché una città non si governa con i compromessi al ribasso, si governa con il coraggio di presentare al sole della piazza non solo un volto, ma una squadra intera, libera da ogni cordone ombelicale. Trani merita un Primo Cittadino, non un curatore fallimentare.
Le grandi manovre: Guarriello e Galiano alla prova della città - Le prossime ore segneranno il via ufficiale alle grandi liturgie elettorali. Il centrodestra ha ormai sciolto le riserve sul nome del Dott. Angelo Guarriello, la cui presentazione annunciata per domenica prossima a Palazzo San Giorgio, è attesa come il "ritorno all'ordine" di una coalizione che ha faticato a trovare una sintesi tra i perniciosi veti incrociati, con candidati impallinati dal "fuoco amico". Sul fronte opposto, il centrosinistra affida le proprie speranze al Prof. Marco Galiano, chiamato a rappresentare una colta e rassicurante continuità , ma il Sindaco Amedeo Bottaro preferisce la parola rinnovamento, nel tentativo di blindare un'eredità decennale. Entrambi sono profili di altissimo valore, ma entrambi portano sulle spalle il peso di coalizioni elefantiache. Chi prenderà la delega all'Urbanistica? Chi gestirà i milioni del PNRR? Se il candidato Sindaco non chiarisce fin da ora chi sono i suoi compagni di viaggio, il sospetto è lecito: la Giunta è già stata decisa a tavolino, spartita col bilancino tra i "sacrificati" che hanno accettato di non correre in cambio di un "posto al sole" garantito, qui non si fa nulla per nulla!!
La sfida dei Civici e degli Indipendenti: Angela Mercorio, Alessandro Moscatelli, Giacomo Marinaro e Sebastiano (Ninni) De Feudis - Ma la partita non è un duopolio. In questo scenario si inseriscono figure che rivendicano un taglio civico, ciascuna con una visione propria della Trani che verrà: la Mercorio, Moscatelli, Marinaro e De Feudis paradossalmente, il rischio del "Sindaco Prestanome" non risparmia nemmeno chi si dichiara autonomo. Perché l'indipendenza, se non supportata da una trasparenza totale sulla squadra, ha le sue liturgie pericolose:
- Giacomo Marinaro e la trappola del "Civismo di Ritorno": Per chi come Marinaro vanta un percorso politico consolidato, il rischio è quello di restare ostaggio di dinamiche interne a gruppi di pressione che vedono nel candidato civico un "cavallo di Troia" per rientrare a Palazzo di Città dalla porta di servizio. Senza una rottura chiara con le vecchie logiche di appartenenza, l'autonomia rischia di essere solo un'etichetta elettorale, qui c'è un fatto oggettivo: i 13 consiglieri comunali che hanno deciso, ancora in carica, di supportarlo sono gli stessi che fino a poco tempo fa sedevano in maggioranza: un peso politico della cui verginità e buona fede si deve fare garante lo stesso Giacomino Marinaro a cui fino ad ora la parte del tessitore è riuscita benissimo;
- Angela Mercorio e Alessandro Moscatelli tra veti e territori: Per le figure civiche che aggregano consensi su basi territoriali o professionali, il pericolo è quello di diventare i terminali di interessi corporativi. Il "Sindaco prestanome" in questo caso non risponde ai partiti, ma a gruppi ristretti che potrebbero presentare il conto sotto altra forma: ambedue hanno già chiarito che non scenderebbero mai a compromessi di nessun tipo. Attenzione tuttavia a non avere posizioni troppo rigide perchè in democrazia il compromesso non è una sconfitta, ma la condizione di esistenza della convivenza civile perchè una società è composta da interessi, valori e bisogni contrastanti, che hanno bisogno di trovare un punto di caduta comune. Nella sua accezione positiva il politico che scende a compromessi sceglie la responsabilità.
- Sebastiano (Ninni) De Feudis e la solitudine della "Qualità": Anche chi punta tutto sulla competenza tecnica rischia il commissariamento. Se la "Qualità" non si traduce in nomi certi prima del voto, l'indipendente potrebbe trovarsi costretto, per governare, a imbarcare "tecnici" suggeriti dai blocchi sconfitti, trasformandosi nel garante di una spartizione post-elettorale. Per evitare di diventare un "prestanome", il candidato della Qualità, come si definisce De Feudis, avrebbe una sola via d'uscita: mostrare le carte subito. Dire ai cittadini: "Questi sono i miei assessori, queste sono le loro competenze, e non cambieranno dopo il voto". Senza questa trasparenza preventiva, l'indipendenza non è una corazza, ma un vestito di carta pronto a sciogliersi alla prima pioggia di veti incrociati in Consiglio Comunale.
Trani come la Roma del Tardo Impero? - Questa decadenza della politica locale ricorda sinistramente gli ultimi giorni dell'Impero Romano. Come allora, mentre i confini della "res publica" venivano saccheggiati dall'inefficienza e dal degrado, i "patrizi" dei partiti e i "mercenari" delle liste civiche si accapigliavano per le ultime spoglie del potere. Siamo nel pieno di un banchetto di Trimalcione elettorale: si gozzoviglia tra promesse altisonanti e alleanze contro natura, mentre i lampioni si spengono e i servizi essenziali collassano. Trani, come la Roma dei Cesari al tramonto, sembra aver sostituito la "Virtus" civile con la ricerca del privilegio individuale. Il rischio concreto è che, spenti i riflettori dei comizi e le luci delle presentazioni ufficiali a Palazzo San Giorgio, ai cittadini resti solo il triste compito di assistere al sacco definitivo della città. Un sacco operato da chi ha preferito il proprio tornaconto alla dignità della coerenza.
La scelta dei Tranesi: un voto di libertà - In questo scenario, la vera alternativa non è tra destra e sinistra, ma tra chi è realmente libero e chi è politicamente ostaggio. La vera "Qualità" amministrativa non nasce dal numero delle liste o dall'autorevolezza della professione, ma dall'autonomia reale di chi guida. Trani attende di sapere se avrà finalmente un Primo Cittadino capace di decidere o se dovrà rassegnarsi a un'amministrazione condizionata dai debiti di gratitudine. Perché una città non si governa con i compromessi al ribasso, si governa con il coraggio di presentare al sole della piazza non solo un volto, ma una squadra intera, libera da ogni cordone ombelicale. Trani merita un Primo Cittadino, non un curatore fallimentare.

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