Trani Ammnistrative 2026. <span>Foto Tonino Lacalamita</span>
Trani Ammnistrative 2026. Foto Tonino Lacalamita
Politica

L’editoriale di Trani | Scusate il disturbo: “Eleggeremo un Sindaco o un Prestanome?”

Le grandi manovre, la sfida dei Civici, il mercato delle vacche e la migrazione ornitologica e la Trani da Basso Impero Romano

C'è un silenzio che fa più rumore delle grida dei post social: è il silenzio di chi, nelle segrete stanze del potere, ha dovuto fare un passo indietro per far posto al "Candidato Civico" di turno. A Trani, la parata delle nove o dieci liste a sostegno dei blocchi contrapposti viene venduta come una prova di forza e unità. Ma a guardare bene dietro i sorrisi di facciata, si scorge il profilo di una tregua armata che rischia di ipotecare il futuro della città prima ancora di aver aperto le urne. Il meccanismo è vecchio come la politica, ma oggi assume contorni inquietanti. Quando i partiti non riescono a imporre i propri leader — uomini e donne che hanno masticato polvere e fango nelle sezioni per anni — ripiegano sulla "figura di prestigio" come un medico stimato o un preside autorevole, persone eccellenti nei loro campi, ma che in questa partita rischiano, per carità che sarà pure calcolato, di interpretare un ruolo non loro: quello del paravento morale.

Le grandi manovre: Guarriello e Galiano alla prova della città - Le prossime ore segneranno il via ufficiale alle grandi liturgie elettorali. Il centrodestra ha ormai sciolto le riserve sul nome del Dott. Angelo Guarriello, la cui presentazione annunciata per domenica prossima a Palazzo San Giorgio, è attesa come il "ritorno all'ordine" di una coalizione che ha faticato a trovare una sintesi tra i perniciosi veti incrociati, con candidati impallinati dal "fuoco amico". Sul fronte opposto, il centrosinistra affida le proprie speranze al Prof. Marco Galiano, chiamato a rappresentare una colta e rassicurante continuità , ma il Sindaco Amedeo Bottaro preferisce la parola rinnovamento, nel tentativo di blindare un'eredità decennale. Entrambi sono profili di altissimo valore, ma entrambi portano sulle spalle il peso di coalizioni elefantiache. Chi prenderà la delega all'Urbanistica? Chi gestirà i milioni del PNRR? Se il candidato Sindaco non chiarisce fin da ora chi sono i suoi compagni di viaggio, il sospetto è lecito: la Giunta è già stata decisa a tavolino, spartita col bilancino tra i "sacrificati" che hanno accettato di non correre in cambio di un "posto al sole" garantito, qui non si fa nulla per nulla!!

La sfida dei Civici e degli Indipendenti: Angela Mercorio, Alessandro Moscatelli, Giacomo Marinaro e Sebastiano (Ninni) De Feudis - Ma la partita non è un duopolio. In questo scenario si inseriscono figure che rivendicano un taglio civico, ciascuna con una visione propria della Trani che verrà: la Mercorio, Moscatelli, Marinaro e De Feudis paradossalmente, il rischio del "Sindaco Prestanome" non risparmia nemmeno chi si dichiara autonomo. Perché l'indipendenza, se non supportata da una trasparenza totale sulla squadra, ha le sue liturgie pericolose:
  • Giacomo Marinaro e la trappola del "Civismo di Ritorno": Per chi come Marinaro vanta un percorso politico consolidato, il rischio è quello di restare ostaggio di dinamiche interne a gruppi di pressione che vedono nel candidato civico un "cavallo di Troia" per rientrare a Palazzo di Città dalla porta di servizio. Senza una rottura chiara con le vecchie logiche di appartenenza, l'autonomia rischia di essere solo un'etichetta elettorale, qui c'è un fatto oggettivo: i 13 consiglieri comunali che hanno deciso, ancora in carica, di supportarlo sono gli stessi che fino a poco tempo fa sedevano in maggioranza: un peso politico della cui verginità e buona fede si deve fare garante lo stesso Giacomino Marinaro a cui fino ad ora la parte del tessitore è riuscita benissimo;
  • Angela Mercorio e Alessandro Moscatelli tra veti e territori: Per le figure civiche che aggregano consensi su basi territoriali o professionali, il pericolo è quello di diventare i terminali di interessi corporativi. Il "Sindaco prestanome" in questo caso non risponde ai partiti, ma a gruppi ristretti che potrebbero presentare il conto sotto altra forma: ambedue hanno già chiarito che non scenderebbero mai a compromessi di nessun tipo. Attenzione tuttavia a non avere posizioni troppo rigide perchè in democrazia il compromesso non è una sconfitta, ma la condizione di esistenza della convivenza civile perchè una società è composta da interessi, valori e bisogni contrastanti, che hanno bisogno di trovare un punto di caduta comune. Nella sua accezione positiva il politico che scende a compromessi sceglie la responsabilità.
  • Sebastiano (Ninni) De Feudis e la solitudine della "Qualità": Anche chi punta tutto sulla competenza tecnica rischia il commissariamento. Se la "Qualità" non si traduce in nomi certi prima del voto, l'indipendente potrebbe trovarsi costretto, per governare, a imbarcare "tecnici" suggeriti dai blocchi sconfitti, trasformandosi nel garante di una spartizione post-elettorale. Per evitare di diventare un "prestanome", il candidato della Qualità, come si definisce De Feudis, avrebbe una sola via d'uscita: mostrare le carte subito. Dire ai cittadini: "Questi sono i miei assessori, queste sono le loro competenze, e non cambieranno dopo il voto". Senza questa trasparenza preventiva, l'indipendenza non è una corazza, ma un vestito di carta pronto a sciogliersi alla prima pioggia di veti incrociati in Consiglio Comunale.
Il "Mercato delle Vacche" e la migrazione ornitologica - Oggi, con i nomi dei candidati ufficialmente in campo, assistiamo all'apertura del cosiddetto "mercato delle vacche". Una metafora brutale, certo, ma l'unica capace di descrivere quel cinico mercimonio di consensi e appoggi in cambio di promesse personali o future poltrone. È la fiera del pragmatismo deteriore, un palcoscenico dove i programmi diventano carta straccia e le persone si riducono a mera merce di scambio. Siamo testimoni di una vera e propria migrazione ornitologica fuori stagione: stormi di candidati e portatori di voti che, fiutando il vento del possibile successo, traslocano da uno schieramento all'altro con una disinvoltura imbarazzante. Si cavalca l'alibi logoro secondo cui "conta l'uomo, non il simbolo": una foglia di fico utilizzata per giustificare transumanze selvagge in nome di presunti "valori personali". In realtà, questi valori si rivelano spesso figli di interessi privati e carriere da salvare, ben lontani da una visione comunitaria del bene pubblico. La coerenza, in questo scenario, è diventata una merce rarissima, sostituita da un nomadismo politico che calpesta ogni forma di lealtà verso l'elettore.

Trani come la Roma del Tardo Impero? - Questa decadenza della politica locale ricorda sinistramente gli ultimi giorni dell'Impero Romano. Come allora, mentre i confini della "res publica" venivano saccheggiati dall'inefficienza e dal degrado, i "patrizi" dei partiti e i "mercenari" delle liste civiche si accapigliavano per le ultime spoglie del potere. Siamo nel pieno di un banchetto di Trimalcione elettorale: si gozzoviglia tra promesse altisonanti e alleanze contro natura, mentre i lampioni si spengono e i servizi essenziali collassano. Trani, come la Roma dei Cesari al tramonto, sembra aver sostituito la "Virtus" civile con la ricerca del privilegio individuale. Il rischio concreto è che, spenti i riflettori dei comizi e le luci delle presentazioni ufficiali a Palazzo San Giorgio, ai cittadini resti solo il triste compito di assistere al sacco definitivo della città. Un sacco operato da chi ha preferito il proprio tornaconto alla dignità della coerenza.

La scelta dei Tranesi: un voto di libertà - In questo scenario, la vera alternativa non è tra destra e sinistra, ma tra chi è realmente libero e chi è politicamente ostaggio. La vera "Qualità" amministrativa non nasce dal numero delle liste o dall'autorevolezza della professione, ma dall'autonomia reale di chi guida. Trani attende di sapere se avrà finalmente un Primo Cittadino capace di decidere o se dovrà rassegnarsi a un'amministrazione condizionata dai debiti di gratitudine. Perché una città non si governa con i compromessi al ribasso, si governa con il coraggio di presentare al sole della piazza non solo un volto, ma una squadra intera, libera da ogni cordone ombelicale. Trani merita un Primo Cittadino, non un curatore fallimentare.
  • Trani Amministrative 2026
Altri contenuti a tema
Elezioni comunali 2026, centrodestra: domenica la presentazione ufficale della candidatura di Angelo Guarriello Elezioni comunali 2026, centrodestra: domenica la presentazione ufficale della candidatura di Angelo Guarriello La coalizione conferma il candidato sindaco e si presenta a Palazzo San Giorgio alle ore 11:30
Trani, De Feudis boccia il decennio Bottaro: «Amministrare l’esistente non significa governare il futuro» Trani, De Feudis boccia il decennio Bottaro: «Amministrare l’esistente non significa governare il futuro» Il candidato sindaco indipendente analizza le "occasioni perdute": dal declino di AMET alla gestione del porto, fino ai dubbi sull'efficacia del PNRR
Trani 2026, Puglia Popolare scioglie le riserve: sostegno ufficiale a Marco Galiano Trani 2026, Puglia Popolare scioglie le riserve: sostegno ufficiale a Marco Galiano Il movimento conferma l’asse con il centrosinistra: una scelta nata dalla base cittadina e ratificata dal coordinamento regionale nel segno della continuità
Marinaro scende in campo: “Sarò candidato sindaco. Trani ha bisogno di partecipazione e dignità” Marinaro scende in campo: “Sarò candidato sindaco. Trani ha bisogno di partecipazione e dignità” A Palazzo San Giorgio l’annuncio ufficiale: “Abbiamo lasciato il PD per mancanza di dialogo. Ora costruiamo un progetto civico con cinque liste e il coinvolgimento diretto dei cittadini”
Trani, Rosa Uva: “Ascoltare è giusto, ma ora servono proposte concrete per la città” Trani, Rosa Uva: “Ascoltare è giusto, ma ora servono proposte concrete per la città” A meno di due mesi dal voto, l’ex assessore invita le coalizioni a passare dai buoni propositi al pragmatismo e annuncia una fase personale di profonda riflessione
Conferenza stampa del Presidente del Consiglio Comunale di Trani Giacomo Marinaro: venerdì 6 marzo Conferenza stampa del Presidente del Consiglio Comunale di Trani Giacomo Marinaro: venerdì 6 marzo Appuntamento a Palazzo San Giorgio: ore 19:00
Trani amministrative 2026, Puglia Popolare alla finestra: «Guardiamo con interesse a Galiano, ma decide il Direttivo» Trani amministrative 2026, Puglia Popolare alla finestra: «Guardiamo con interesse a Galiano, ma decide il Direttivo» L’avv. Donata Di Meo frena sui tempi: «Sostegno al progetto migliore. Venerdì il summit decisivo con il coordinatore regionale Carlo Laurora»
Amministrative Trani 2026: De Feudis presenta il piano dei primi 100 giorni Amministrative Trani 2026: De Feudis presenta il piano dei primi 100 giorni Metodo, priorità e prime 10 delibere”: il candidato sindaco traccia la rotta tra legalità, efficienza e trasparenza
© 2001-2026 TraniViva è un portale gestito da InnovaNews srl. Partita iva 08059640725. Testata giornalistica telematica registrata presso il Tribunale di Trani. Tutti i diritti riservati.
TraniViva funziona grazie ai messaggi pubblicitari che stai bloccandoPer mantenere questo sito gratuito ti chiediamo disattivare il tuo AdBlock. Grazie.