Foto Adriana Fabrizio" />
Scuola e Lavoro
La leadership per le nuove generazioni: un confronto in biblioteca a Trani
L’evento è stato organizzato dal Rotary Club di Trani in collaborazione con la biblioteca comunale “Giovanni Bovio”
Trani - domenica 29 marzo 2026
9.30
Nella mattinata di venerdì la biblioteca comunale "Giovanni Bovio" ha ospitato un incontro formativo organizzato in collaborazione col Rotary Club di Trani, nell'ambito del service distrettuale "Il Rotary al servizio delle Nuove Generazioni per lo sviluppo del territorio". Alla giornata hanno partecipato circa 150 ragazzi provenienti dal liceo classico, linguistico e delle scienze umane "Francesco De Santis", dall'IISS "Aldo Moro" e dal liceo scientifico "Valdemaro Vecchi". All'incontro ha partecipato anche l'assessora alle culture Lucia De Mari.
Le sei figure con cui i ragazzi si sono confrontati sono l'avvocato e professore universitario Sabino Fortunato, la giudice Marina Chiddo, la dottoressa Maria Teresa Porcella, medico cardiologo, il dottor Giuseppe Papagno, endocrinologo, il Maestro Alfonso Soldano, pianista e docente di conservatorio e Margherita Mastromaur, imprenditrice, già deputata della Repubblica. Ognuno di loro ha declinato la leadership nella sua professione, portando i ragazzi a riflettere sull'importanza della scelta che faranno dopo la scuola superiore, sulle soddisfazioni e le difficoltà che ogni singolo lavoro comporta. I ragazzi hanno posto diverse domande ai relatori presenti, incuriositi da come un pianista gestisca l'ansia da prestazione durante un concerto, o da quanto sia difficile per un giudice dover prendere una decisione sulla vita delle persone.
Abbiamo intervistato i relatori, che hanno dato la loro visione di leadership all'interno del loro ambito lavorativo.
R: Grazie della domanda. Nel mio percorso professionale ho capito che, in realtà, questa percentuale cambia nel tempo cioè: all'inizio, quando si è giovani, si pensa che siano la capacità professionale e le conoscenze tecniche scientifiche [ad essere] al primo posto per essere rispettati. In realtà, col tempo, ho imparato che le soft skills, probabilmente, (probabilmente!), sono la cosa più importante, anche perché il ritorno che ho ricevuto dal paziente nel tempo, quando ho dimostrato questo rispetto e questa empatia nei suoi confronti è stato sicuramente maggiore.
R: Credo che sia il valore da perseguire in maniera decisa, perché leadership significa soprattutto riuscire a creare team e, per creare gruppi di lavoro, l'interdisciplinarietà è necessaria a perseguire determinati obiettivi.
R: I magistrati si distinguono solo per funzioni; non c'è una leadership e i capi ufficio hanno funzioni organizzative. Però, i giudici sono tutti uguali, appunto, con le distinzioni dovute dalle funzioni. Anche nel collegio, ovviamente, si è tutti uguali: le decisioni collegiali vengono prese, ognuno esprime la propria opinione, e vengono prese in base alle regole che disciplinano la collegialità. La leadership, in questo caso, non c'è; non si può parlare di leadership. L'argomento della leadership in questo incontro, a cui ho partecipato veramente con piacere, è legato proprio alla volontà, alla determinazione e all'impegno di cui c'è bisogno, soprattutto quando si è giovani studenti, nell'impegno di perseguire i sogni, di lavorare con determinazione, di studiare, di perseguire i propri obiettivi, senza arrendersi mai. Penso che questo sia il messaggio legato proprio alla mia presenza qui.
R: La leadership nel mondo dell'imprenditoria è qualcosa che deve esserci necessariamente, perché l'imprenditore deve essere anche leader, deve avere la capacità di gestire le risorse umane che lavorano con lui e per l'azienda. D'altro canto, essere leader donna è sicuramente qualcosa che va oltre, nel senso che la femminilità nell'azienda, che poteva essere vista, fino a pochi anni fa, come un limite, oggi viene vista come una opportunità di integrare i valori della competenza e della capacità, anche con valori di empatia e di leadership più emotiva e umana, oltre che professionale.
R: I pazienti, io credo che comprenderanno benissimo che un medico è un uomo; un medico può sbagliare e, quindi, l'umiltà anche di approcciarsi nella complessità di un caso clinico fa riconoscere ai pazienti anche l'affidabilità di quella persona. Quindi, questo è un valore aggiunto di quel medico, sicuramente.
R: Si sviluppa pensando che non si è da soli; sono traiettorie multilaterali: per esempio, da docente e da solista il messaggio è lo stesso: quello di condividere. Il messaggio ultimo dell'arte è quello di condividere e strutturare il sé umano. E, dato ciò, cerco di portare i miei allievi su questa strada e, come docente, di comunicare e comunicarsi per interfacciarsi e unirsi di più agli altri. Come pianista cerco di fare lo stesso, sia con le scelte di repertorio, sia con il fatto stesso di esibirsi; non è più un momento autocelebrativo, e non deve mai esserlo, ma è un momento di una collettiva crescita.
R: La leadership deve fondarsi su temi etici, naturalmente; e, per essere leader, bisogna essere riconosciuti dalla comunità di appartenenza. Ai giovani, con questo evento, vogliamo ricordare il coraggio di sognare e di perseguire i propri obiettivi, avvalendosi degli esempi. Oggi sono stati presentati sei profili, dall'avvocatura alla magistratura, dalla medicina all'impresa e all'arte. Questo dovrebbe essere uno stimolo per i giovani, affinché facciano scelte oculate anche nel senso della negatività: ciò che a loro non piacerebbe mai fare. Noi crediamo fermamente nei giovani, nelle loro possibilità, nelle opportunità e, quindi, il Rotary, ma la scuola in particolare, con tutte le azioni di orientamento alla scelta consapevole favoriscono una consapevolezza di scelta futura, sia a livello universitario sia a livello di mondo professionale e lavorativo.
Le sei figure con cui i ragazzi si sono confrontati sono l'avvocato e professore universitario Sabino Fortunato, la giudice Marina Chiddo, la dottoressa Maria Teresa Porcella, medico cardiologo, il dottor Giuseppe Papagno, endocrinologo, il Maestro Alfonso Soldano, pianista e docente di conservatorio e Margherita Mastromaur, imprenditrice, già deputata della Repubblica. Ognuno di loro ha declinato la leadership nella sua professione, portando i ragazzi a riflettere sull'importanza della scelta che faranno dopo la scuola superiore, sulle soddisfazioni e le difficoltà che ogni singolo lavoro comporta. I ragazzi hanno posto diverse domande ai relatori presenti, incuriositi da come un pianista gestisca l'ansia da prestazione durante un concerto, o da quanto sia difficile per un giudice dover prendere una decisione sulla vita delle persone.
Abbiamo intervistato i relatori, che hanno dato la loro visione di leadership all'interno del loro ambito lavorativo.
- Dottoressa Maria Teresa Porcelli
R: Grazie della domanda. Nel mio percorso professionale ho capito che, in realtà, questa percentuale cambia nel tempo cioè: all'inizio, quando si è giovani, si pensa che siano la capacità professionale e le conoscenze tecniche scientifiche [ad essere] al primo posto per essere rispettati. In realtà, col tempo, ho imparato che le soft skills, probabilmente, (probabilmente!), sono la cosa più importante, anche perché il ritorno che ho ricevuto dal paziente nel tempo, quando ho dimostrato questo rispetto e questa empatia nei suoi confronti è stato sicuramente maggiore.
- Prof. Avv. Sabino Fortunato
R: Credo che sia il valore da perseguire in maniera decisa, perché leadership significa soprattutto riuscire a creare team e, per creare gruppi di lavoro, l'interdisciplinarietà è necessaria a perseguire determinati obiettivi.
- Giudice Marina Chiddo
R: I magistrati si distinguono solo per funzioni; non c'è una leadership e i capi ufficio hanno funzioni organizzative. Però, i giudici sono tutti uguali, appunto, con le distinzioni dovute dalle funzioni. Anche nel collegio, ovviamente, si è tutti uguali: le decisioni collegiali vengono prese, ognuno esprime la propria opinione, e vengono prese in base alle regole che disciplinano la collegialità. La leadership, in questo caso, non c'è; non si può parlare di leadership. L'argomento della leadership in questo incontro, a cui ho partecipato veramente con piacere, è legato proprio alla volontà, alla determinazione e all'impegno di cui c'è bisogno, soprattutto quando si è giovani studenti, nell'impegno di perseguire i sogni, di lavorare con determinazione, di studiare, di perseguire i propri obiettivi, senza arrendersi mai. Penso che questo sia il messaggio legato proprio alla mia presenza qui.
- Dottoressa Margherita Mastromauro
R: La leadership nel mondo dell'imprenditoria è qualcosa che deve esserci necessariamente, perché l'imprenditore deve essere anche leader, deve avere la capacità di gestire le risorse umane che lavorano con lui e per l'azienda. D'altro canto, essere leader donna è sicuramente qualcosa che va oltre, nel senso che la femminilità nell'azienda, che poteva essere vista, fino a pochi anni fa, come un limite, oggi viene vista come una opportunità di integrare i valori della competenza e della capacità, anche con valori di empatia e di leadership più emotiva e umana, oltre che professionale.
- Dottor Giuseppe Papagno
R: I pazienti, io credo che comprenderanno benissimo che un medico è un uomo; un medico può sbagliare e, quindi, l'umiltà anche di approcciarsi nella complessità di un caso clinico fa riconoscere ai pazienti anche l'affidabilità di quella persona. Quindi, questo è un valore aggiunto di quel medico, sicuramente.
- Maestro Alfonso Soldano
R: Si sviluppa pensando che non si è da soli; sono traiettorie multilaterali: per esempio, da docente e da solista il messaggio è lo stesso: quello di condividere. Il messaggio ultimo dell'arte è quello di condividere e strutturare il sé umano. E, dato ciò, cerco di portare i miei allievi su questa strada e, come docente, di comunicare e comunicarsi per interfacciarsi e unirsi di più agli altri. Come pianista cerco di fare lo stesso, sia con le scelte di repertorio, sia con il fatto stesso di esibirsi; non è più un momento autocelebrativo, e non deve mai esserlo, ma è un momento di una collettiva crescita.
- Professoressa Angela Tannoia
R: La leadership deve fondarsi su temi etici, naturalmente; e, per essere leader, bisogna essere riconosciuti dalla comunità di appartenenza. Ai giovani, con questo evento, vogliamo ricordare il coraggio di sognare e di perseguire i propri obiettivi, avvalendosi degli esempi. Oggi sono stati presentati sei profili, dall'avvocatura alla magistratura, dalla medicina all'impresa e all'arte. Questo dovrebbe essere uno stimolo per i giovani, affinché facciano scelte oculate anche nel senso della negatività: ciò che a loro non piacerebbe mai fare. Noi crediamo fermamente nei giovani, nelle loro possibilità, nelle opportunità e, quindi, il Rotary, ma la scuola in particolare, con tutte le azioni di orientamento alla scelta consapevole favoriscono una consapevolezza di scelta futura, sia a livello universitario sia a livello di mondo professionale e lavorativo.









Ricevi aggiornamenti e contenuti da Trani 
j.jpg)

.jpg)



.jpg)

