
Vita di città
La task force per rimuovere le deiezioni non piace
Tommaso Laurora: «Si stanno regalando altri soldi». Scrive l'esponente del gruppo Uniti per Trani
Trani - martedì 20 novembre 2012
11.24
L'affidamento ad una cooperativa sociale (la City Service scarl) del servizio di pulizia strade dalle deiezioni canine non convince Tommaso Laurora. L'esponente del gruppo Uniti per Trani (già Uniti per Ferrante) è abbastanza diretto: «L'amministrazione sta regalando 10.236 euro ad otto persone».
«Nei tempi di crisi in cui ci troviamo - dice Tommaso Laurora - dare un posto di lavoro ad otto persone dovrebbe essere un risultato ammirevole per un'amministrazione ma questo provvedimento mi lascia molto scettico: nato dal nulla ed affidato ad una cooperativa sconosciuta. Una buona amministrazione deve anche saper fare economia. Per questo ritengo che il servizio poteva essere affidato all'Amiu, azienda che si occupa di igiene urbana, oppure, e credo sarebbe stata la scelta più giusta, riproporlo ad alcuni agenti della polizia locale i quali avrebbero dovuto svolgere un ruolo ben più importante: prevenire ed educare. Esperienza che tra l'altro è già stata vissuta altre due volte».
Per l'esponente del gruppo Uniti per Trani «una buona amministrazione deve prevenire e correggere atteggiamenti scorretti che possono mettere in atto i propri concittadini e non correre ai ripari con discutibili soluzioni dopo che questi hanno eventualmente procurato danni o, come nel nostro caso, sporcato la città senza che si rendano conto del gesto incivile compiuto». «Così - dice Laurora - nasce anche la convinzione che questo sia un servizio dovuto».
«Sono altrettanto convinto - conclude il consigliere - che continueremo a vedere per strada escrementi di animale. Il problema si verificherà ovunque e sempre perché, entrando nel merito della delibera, credo che otto unità operative per un totale di quindici ore mensili per tre mesi siano insufficienti per garantire un buon risultato e non risolve il problema alla radice ossia nel senso civico di ogni cittadino e proprietario di cane».
Scetticismo sull'affidamento del servizio è stato espresso anche del movimento 5 stelle. «Che senso ha far ricadere su tutta la comunità questa spesa di 10mila euro quando invece la soluzione migliore sarebbe quella di educare il cittadino al rispetto della cosa pubblica, magari elevando le dovute sanzioni? La soluzione adottata dal Comune ha in sé un messaggio altamente diseducativo: chi non rispetta le regole del comune senso civico, non ne risente a titolo personale ma le addebita all'intera comunità. Non va bene».
«Nei tempi di crisi in cui ci troviamo - dice Tommaso Laurora - dare un posto di lavoro ad otto persone dovrebbe essere un risultato ammirevole per un'amministrazione ma questo provvedimento mi lascia molto scettico: nato dal nulla ed affidato ad una cooperativa sconosciuta. Una buona amministrazione deve anche saper fare economia. Per questo ritengo che il servizio poteva essere affidato all'Amiu, azienda che si occupa di igiene urbana, oppure, e credo sarebbe stata la scelta più giusta, riproporlo ad alcuni agenti della polizia locale i quali avrebbero dovuto svolgere un ruolo ben più importante: prevenire ed educare. Esperienza che tra l'altro è già stata vissuta altre due volte».
Per l'esponente del gruppo Uniti per Trani «una buona amministrazione deve prevenire e correggere atteggiamenti scorretti che possono mettere in atto i propri concittadini e non correre ai ripari con discutibili soluzioni dopo che questi hanno eventualmente procurato danni o, come nel nostro caso, sporcato la città senza che si rendano conto del gesto incivile compiuto». «Così - dice Laurora - nasce anche la convinzione che questo sia un servizio dovuto».
«Sono altrettanto convinto - conclude il consigliere - che continueremo a vedere per strada escrementi di animale. Il problema si verificherà ovunque e sempre perché, entrando nel merito della delibera, credo che otto unità operative per un totale di quindici ore mensili per tre mesi siano insufficienti per garantire un buon risultato e non risolve il problema alla radice ossia nel senso civico di ogni cittadino e proprietario di cane».
Scetticismo sull'affidamento del servizio è stato espresso anche del movimento 5 stelle. «Che senso ha far ricadere su tutta la comunità questa spesa di 10mila euro quando invece la soluzione migliore sarebbe quella di educare il cittadino al rispetto della cosa pubblica, magari elevando le dovute sanzioni? La soluzione adottata dal Comune ha in sé un messaggio altamente diseducativo: chi non rispetta le regole del comune senso civico, non ne risente a titolo personale ma le addebita all'intera comunità. Non va bene».
Ricevi aggiornamenti e contenuti da Trani 

.jpg)
.jpg)




j.jpg)
