prof.Giuseppe De Simone
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Politica

Caso Lodispoto, De Simone scrive al Prefetto: «Intervenga per il prestigio della BAT»

Lettera aperta del prof.Giuseppe DE Simone: «Oltre il profilo giudiziario, serve un atto di responsabilità per superare l'isolamento istituzionale».

La crisi politica e istituzionale che scuote la Provincia di Barletta-Andria-Trani raggiunge un nuovo livello di tensione. Dopo il terremoto giudiziario che vede coinvolto il Presidente Bernardo Lodispoto — indagato per presunto concorso in corruzione — e la successiva "sfiducia" di fatto incassata da sei sindaci su nove, oltre alle dimissioni in blocco di undici consiglieri provinciali, il dibattito si sposta ora sul piano della legittimità e dell'opportunità amministrativa.

In questo scenario di isolamento politico senza precedenti, interviene con una lettera aperta indirizzata a Sua Eccellenza il Prefetto della BAT, il Prof. Giuseppe De Simone. Il documento non è solo un'analisi tecnica della paralisi in corso, ma un vibrante appello alle istituzioni affinché venga garantito il prestigio e il buon andamento della Provincia, messi a dura prova da una vicenda che ha ormai travalicato i confini giudiziari per farsi questione etica e democratica.

De Simone, richiamando anche una propria passata esperienza personale di "passo indietro" per senso di responsabilità, invita il Prefetto a valutare ogni possibile intervento normativo atto a superare lo stallo attuale. Il punto focale della missiva è il delicato equilibrio tra la presunzione di innocenza e la necessità di tutelare la credibilità dell'Ente pubblico di fronte alla magistratura e, soprattutto, di fronte ai cittadini.
  • Di seguito riportiamo il testo integrale della lettera trasmessa agli uffici della Prefettura in data odierna.

Appello a Sua Eccellenza Prefetto della BAT
Si è parlato molto in queste settimane della vicenda che ha coinvolto il presidente della Provincia Andria-Barletta-Trani, Avv. Bernardo Lodispoto, che da settimane occupa in modo costante il dibattito pubblico, istituzionale e mediatico, suscitando forte preoccupazione nell'opinione pubblica e tra gli amministratori del territorio. Alla diffusione delle notizie giudiziarie si sono infatti accompagnate, da più parti, prese di posizione pubbliche di numerose figure politiche locali, di amministratori comunali, di forze politiche trasversali e di associazioni impegnate nella promozione della legalità, le quali hanno pubblicamente invocato un atto di responsabilità da parte del Presidente della Provincia, ritenuto imprescindibile per superare la crisi in atto e per favorire un rinnovamento dell'azione politica e amministrativa dell'ente.

Il Presidente della Provincia di Barletta-Andria-Trani, Avv. Bernardo Lodispoto, è attualmente coinvolto in un'indagine giudiziaria della Procura della Repubblica di Trani, con l'ipotesi di concorso in corruzione in relazione all'affidamento di lavori di manutenzione stradale dell'ente provinciale. Nell'ambito della stessa inchiesta risultano coinvolti anche altri amministratori provinciali. Pur nel pieno rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza, tale vicenda ha innescato una crisi politica e istituzionale di straordinaria gravità.

L'ultimo e più significativo aggiornamento, riportato dalla stampa locale fotografa una situazione senza precedenti nella storia recente della Provincia BAT: sei sindaci su nove hanno formalmente negato la fiducia al Presidente nell'assemblea dei primi cittadini; poche ore dopo, undici consiglieri provinciali su dodici hanno rassegnato le dimissioni in blocco, in modo coordinato e plateale. Un messaggio politico chiaro e inequivocabile, che segnala il venir meno delle condizioni minime per una conduzione efficace e condivisa dell'ente.

La crisi, come evidenziato, non si limita al profilo giudiziario ma affonda le sue radici in un progressivo isolamento politico del Presidente, acuito dalle tensioni sull'approvazione del bilancio di previsione e dalla decisione di indire le elezioni provinciali per il 12 aprile, in contrasto con le richieste di diversi Comuni – in particolare Andria e Trani – che auspicavano un rinvio per consentire il rinnovo contestuale degli organi. I sindaci di Andria, Trani, Bisceglie, Canosa di Puglia, San Ferdinando di Puglia e Spinazzola hanno formalmente dichiarato venuti meno i presupposti per proseguire con efficacia l'azione politico-amministrativa, invitando il Presidente a prendere atto della situazione e a favorire un nuovo corso.

Nonostante ciò, l'attuale assetto normativo consente al Presidente di restare in carica ancora per un lungo periodo, seppur in una condizione di estrema debolezza politica e quasi totale isolamento, chiamato ad amministrare l'ente e ad approvare atti fondamentali in un contesto di evidente paralisi istituzionale. Resta così aperto un interrogativo cruciale sulla reale capacità operativa della Provincia BAT in una fase tanto delicata.

In tale contesto si inserisce anche una mia lettera aperta, indirizzata al Presidente Lodispoto, nella quale ho richiamato il delicato equilibrio tra presunzione di innocenza e responsabilità politica ed etica che deve caratterizzare chi ricopre incarichi di vertice nelle istituzioni. In quella sede ho sottolineato come la credibilità di un ente pubblico e la fiducia dei cittadini impongano, in presenza di indagini per reati contro la pubblica amministrazione, scelte di sobrietà e di tutela dell'istituzione, anche attraverso un passo indietro temporaneo. Ho richiamato, a sostegno di tale posizione, una mia esperienza personale che mi ha portato, in passato, a sospendere l'attività istituzionale in attesa delle decisioni della magistratura, proprio per salvaguardare l'ente rappresentato.

Alla luce di quanto sopra esposto, invito rispettosamente codesta Eccellenza a voler valutare e verificare se sussistano gli estremi normativi e istituzionali per una rettifica o un intervento sulla carica di Presidente della Provincia BAT, a tutela del buon andamento, dell'imparzialità e del prestigio dell'ente.

Ritengo, inoltre, che in presenza di un avviso di garanzia o, a maggior ragione, di un'eventuale imputazione per reati contro la pubblica amministrazione, si renda necessario un atto di responsabilità politica, attraverso le dimissioni o la sospensione dalla carica, in attesa delle determinazioni definitive della magistratura. Non come ammissione di colpa, ma come gesto di rispetto verso le istituzioni, i cittadini e lo Stato che esse rappresentano.

Confidando nella sensibilità istituzionale di Sua Eccellenza e nel ruolo di garanzia che la Prefettura è chiamata a svolgere nei momenti di maggiore criticità democratica, porgo distinti saluti.


Trani, 6/02/2026. Professore Giuseppe De Simone
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