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Vita di città

Le vite parallele dei sindaci indagati

A quando una Trani senza troppi lacci politici esterni e capace di camminare sulle sue gambe?

Sono più di 25 anni che faccio il giornalista ed osservo la vita politica di sindaci, consiglieri, presidenti, assessori, burocrati, dirigenti e funzionari vari. Di avvisi di garanzia ed indagini contro questi vari personaggi ne abbiamo visti a iosa. Se il tipo di reazione dei vari protagonisti è differente, fermo restando il timore reverenziale di tutti verso la magistratura ( la frase ormai inflazionata e fatta luogo comune è "lasciamo lavorare i magistrati, abbiamo fiducia nella magistratura" anche se poi la magistratura potrà sbagliare in quanto composta da umani) e l'ipocrita garantismo sbandierato, anche le reazioni dell'opinione pubblica e dei media sono differenti.

L'apice dell'accanimento da parte di questi ultimi si verificò con l'ultima amministrazione di centro- destra indagata con la famosa etichetta "Sistema Trani". Voglia di vendetta da parte di nemici, veri e propri sbeffeggiamenti, cassa di risonanza enorme e forse sproporzionata, portò ad una sorta di volontà di ostracismo ed esilio socio istituzionale, di quegli attori, che pure avevano compiuto errori politici, dal sottoscritto sempre evidenziati. Tra questi vi furono reazioni miste alla freddezza più assoluta, passando per un seppur giustificato pathos da parte di altri, fino all'amarezza verso l'umanità che li circondava. I tranesi sono dei noti discendenti, come tutti gli italiani, dai carri dei pure apparentemente sconfitti.

Stavolta alla massima tranquillità del sindaco, alla notizia dell'inchiesta che riguarda lui ed altri protagonisti della vita amministrativa, l'opinione pubblica e mediatica ha reagito con un profilo dai toni medio bassi. Titoli e dettagli sì, scorno e sorrisetti si', ma senza "piede sulla testa del morente". Come si spiega la differenza di reazione? I primi si fecero più nemici nei gangli burocratici mediatici? I secondi godono di una involontaria e quasi inconscia assuefazione del pubblico? Nei prossimi giorni cercheremo di capirlo.

Siamo moralmente vicini agli indagati di oggi, come lo fummo a quelli del passato. Ma a chi verrà in futuro, nel governo cittadino, chiediamo, onde evitare di arrivare ad essere vicini moralmente per questioni del genere, una maggior linearità nei rapporti con le componenti esterne, a cominciare da quelle politico imprenditoriali.

Il vecchio governo di centro destra di cui sopra, pagò i legami troppo stretti con Maglie ed una sostanziale incapacità dei capi di essere "diplomatici", riuscendo ad addolcire o gabbare i nemici, cosa che invece riesce alla grande a Bottaro. Questi di oggi pagano invece i troppi legami con Bari ed una disinvoltura ai limiti della superficialità nel gestire la cosa pubblica. A quando una Trani senza troppi lacci politici esterni e capace di camminare sulle sue gambe? Ecco perché i veri rimpianti vanno oggi, ovviamente da parte dei più attempati, profili politici di un passato sempre più remoto, come Pastore, Gagliardi, Perrone Capano, a seconda delle vie ideologiche. Altra vita, altra storia, ma di una Trani capace di personalità politica e di vero autogoverno. Poi solo un lungo vassallaggio o ego ipertrofico di politici destinati all'estinzione senza lasciare segno o capaci di rovinarsi/ complicarsi la vita.
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